Il Cagliari di Donadoni non ha mezze misure, o vince o perde

Roberto Donadoni a Massimo Cellino piacerà quanto farsi la barba tutti i giorni. Forse proprio perché al tecnico rossoblù non gli si può dire proprio niente. A parte la classe dell'allenatore, che non permette a Cellino gli approcci passionali a cui si era abituato, a parlare è il campo e il Cagliari a Parma è tornato alla vittoria dopo due ko di fila. Dopo sette partite i suoi 12 punti e il clima pacato che ha creato lo blindano nell'ovatta. Ha già fatto meglio di Bisoli (11 punti in 12 gare) e ha scansato persino l'incubo della “noia” non pareggiando neanche una volta. Tutto fa bene alla classifica e allo spogliatoio, dove tolti gli stranieri (strano a dirlo ma erano Biasi, Pinardi va verso il Sassuolo) torna la calma completa. Le sconfitte contro Fiorentina, Cesena e Milan, dicono la stessa cosa: se il Cagliari di Donadoni non riesce a segnare perde, subendo al massimo una rete. Finora quando ha segnato, invece, ha sempre vinto. Lo ha fatto creando molte occasioni con i suoi molti attaccanti, e se Matri si è fermato ci hanno pensato Nenè e Acquafresca a far sentire il loro peso.

 

L'esplosione di Acquafresca spinge Matri alla cessione - E siccome gennaio è lungo, e il mercato è fatto anche di sorprese facendo un sunto della situazione si scopre che l'unico davvero incedibile è Nenè. Matri vale 15 milioni, per questo Cellino ha detto no alla richiesta troppo bassa del Genoa. Forse, ne arrivasse una più adeguata potrebbe anche pensarci su. Ma questo dipende anche da Acquafresca: queste gare saranno determinanti per capire se il problema della punta fosse solo il 2010, e quei due gol di sinistro sono già un bel segnale. Ma perché cedere una punta? Per fare un posto anche a Ragatzu, che, convocato nella nazionale Under 20 in questi tre giorni, prima o poi dovrà avere il suo spazio, considerato che tecnicamente, tra tutti i rossoblù, potrebbe rivelarsi il più forte davanti alla porta. Alle sua spalle anche Gallon, messo da parte ma meritevole di fare le sue prime comparse in A.

 

Lazzari per ora non si muove, il Milan resta in attesa - E se Allegri fa il diavolo a quattro per avere Lazzari (pupillo del tecnico del Milan), ieri il contatto tra Cellino e Galliani, immediato dopo il rientro da Rio de Janeiro del dirigente rossonero, è stato negativo: «Lazzari non si muove perché abbiamo i centrocampisti contati», ha detto il presidente del Cagliari. Qualora Galliani gliene trovasse qualcuno (si dice tra Milan, Lazio e Genoa ma si fa anche il nome di Federico Moretti del Catania ora ad Ascoli) probabilmente si potrebbe chiudere la trattativa includendo tutto Astori. Finora “la mezzala”, solo così amava chiamarlo Allegri, non ha dato il meglio di sé. Vuoi per problemi fisici, per l'esplosione di Nainggolan e semplicemente per non essere stato abbastanza motivato. Insomma, su Lazzari o ci si punta tutto o sarebbe meglio lasciarlo andare. In ogni caso serve un altro centrocampista, anche perché Sivakov stesso partirà molto presto da Moriero al Grosseto e Pinardi sta per fare la valigie. Ma tornando a farsi la barba ogni mattina, qualcuno ha bisogno di qualche brivido da protagonista e non ama l’anonimato, si sa. Non resta che aspettare che gennaio fili via.

Virginia Saba

(11/01/2011)

Squadre correlate: Cagliari Genoa
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