Il mago Nenè, Cagliari si gode il gioco delle tre reti

Una tripla manda in tilt un palazzetto di basket, figuriamoci “la bomba” in un campo da calcio. Soprattutto se a realizzarla è un certo “El tigre”, che non è un personaggio di un film di Verdone o Pieraccioni ma Nenè. Anderson Miguel Da Silva al tempo del Madeira, quando era diventato il felino della Choupana (quartiere dell'Isola di Cristiano Ronaldo) e che ieri ha steso il Catania di Giampaolo.

 

Una tripletta che mancava dai tempi di Mboma - Ci voleva il risveglio del brasiliano con la maglia rossoblù per rivedere una tripletta nel Cagliari, assente dal 21 marzo 1999, quando i giornali avevano titolato “Mboma non ha pietà”, cercando una rima che sapeva di rivincita e rendeva dolcissima quella primavera. Contro l'Empoli (finì 5-1), quel giorno, il nazionale camerunense aveva dimostrato che la sua avventura al Cagliari non doveva finire, come molti sostenevano. E dire che Nenè non ha neppure iniziato. Nella scorsa stagione il motivo era di quelli che faceva drizzare i nervi. L'accordo tra Cellino e il Madeira prevedeva che se il bomber del Portogallo avesse realizzato almeno dieci gol e superato le dieci presenze da titolare, il Cagliari avrebbe dovuto versare, oltre ai 2,5 milioni di euro altri “uno più uno”: totale 4,5 milioni. Lui, devoto a Cristo, ha vissuto con pazienza tra quelle briglie come fossero il voto per sfondare nel campionato italiano.

 

Il pallone della gara, un trofeo da portare in Brasile - In questa prima parte di stagione ha risentito dell'avvio difficile: è arrivato con la fama di un Inzaghi e dalle punizioni imprendibili. Ma quelle non gliele fanno tirare e Bisoli l'ha sempre tenuto lontano dalla porta, anche se per tutti gli allenatori sarebbe facile marciare su un'altra caratteristica di questo giocatore: la voglia di andare a prendersi la palla da solo, quindi difendere come un matto. Nenè, 27 anni, ha il viso spigoloso quanto i suoi gomiti, sbuffa, si agita, ma non perde mai le staffe e, fuori dal campo, il sorriso. Ieri, quella sua tripletta, è un dono che viene dall'alto tanto quanto una conquista personale. Così, come sempre, tornato a casa, avrà ascoltato la sua musica, poco rock e molto evangelica, fissando quel pallone della gara del Sant'Elia portato via come trofeo da esibire in ricordo dell’hat-trick (tripletta, ndr) così come fanno in Inghilterra. «Porterò il pallone a casa in Brasile adesso per Natale - ha detto Nenè nel dopogara - e lo conserverò per sempre».

 

Nenè e Matri, uno dei due prenderà la strada per il Milan - Forse, anche per lui una rivincita in questo campionato italiano in cui fa fatica a decollare. Quota 4 gol, l'anno scorso erano stati 8 in tutto (la punizione contro la Juventus era di una bellezza surreale, chiedere a Buffon) con tanto di doppietta contro l'Atalanta il 1 novembre 2009. Poi tante panchine per quella clausola crudele. Ma se “El tigre” fosse tornato? Se diventasse lui il re del Sant'Elia? Troppi in due, troppi per non pensare a qualcosa di più della mezza classifica. Magari, se il brasiliano che festeggia il compleanno lo stesso giorno del presidente Cellino (28 luglio) ha convinto abbastanza chi di dovere, potrebbe favorire la cessione di Matri al Milan. Dove esattamente un anno fa, sarebbe dovuto andare Nenè, quando Huntelaar voleva andar via e i rossoneri avevano nostalgia del misticismo di Kakà e di...Kakà in senso stretto. Sulla bilancia del presidente Cellino a pesare fu l'assenza di Larrivey squalificato. Ma questa è un'altra storia. Per Nenè “volontà dell'altissimo”. Ma chissà che rabbia...anche dell'"altissimo"...

Virginia Saba

(13/12/2010)

Squadre correlate: Cagliari Catania
Giocatori correlati: Anderson Miguel Da Silva Nenè Alessandro Matri

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