Salta al contenuto principale
La grande rimonta del Castiadas, Porcu non si ferma: «Il primato è meritato, ora battiamo il Porto Torres»
«Mesina-Melis duo perfetto, bravi Nurchi e Nieddu»

La grande rimonta del Castiadas, Porcu non si ferma: «Il primato è meritato, ora battiamo il Porto Torres»

Il Castiadas non soffre di vertigini e, dopo aver conquistato la vetta solitaria, la squadra di Giampaolo Zaccheddu ha battuto 1-0 il Ploaghe in casa e portato a 3 punti il distacco sulle immediate inseguitrici approfittando dei pareggi negli altri scontri diretti di giornata tra Latte Dolce e Muravera e tra San Teodoro e Taloro. I biancoverdi si confermano, perciò, l'unica squadra a punteggio pieno del 2015, hanno in Antonio Mesina il capocannoniere del campionato con 20 reti (insieme con Nurchi del Muravera) e la quarta miglior difesa (20 reti subite).

Pierluigi Porcu ha giocato 14 gare su 20 segnando 2 golUna retroguardia guidata con maestria da Pierluigi Porcu, in grande spolvero dopo un inizio di stagione difficile. Il 34enne ex Selargius ha saltato le prime 5 giornate per infortunio, poi il suo recupero - unito a quello di Emiliano Melis - è stato fondamentale per l'irresistibile ascesa dei sarrabesi, passati dal 7° posto dell'11ª giornata con 8 punti di distanza dalla vetta all'attuale primato in classifica con 3 lunghezze su Latte Dolce, Muravera e San Teodoro. «Ora abbiamo trovato quella continuità che ci mancava all'inizio - spiega l'esperto centrale di difesa - e, delle 4 sconfitte in 11 giornate, due erano arrivate alla 2ª e 3ª quando mancavamo in sette e otto giocatori. Piano piano ci siamo risollevati, facendo 9 punti nei 4 scontri diretti battendo Muravera, San Teodoro e Castelsardo e perdendo al 90' e immeritatamente col Latte Dolce, l'ultima nostra sconfitta». Poi nove gare utili di fila e nessun segreto particolare in questa svolta: «Abbiamo preso più fiducia nei nostri mezzi, prima pensavamo di essere buona squadra ma ci mancava qualcosa, ora sappiamo che possiamo stare benissimo con le altre pretendenti alla vittoria del campionato, anche perché 13 successi su 20 partite non sono pochi». 

 

Aver battuto domenica il Ploaghe è stato importante perché l'avete portato a -7 da voi e perché avete allungato in vetta

«Il Ploaghe ha confermato di essere una delle migliori squadre del campionato, come uomini e gioco. Mi hanno impressionato perché, pur mancando Pulina che è un uomo chiave per loro e facendo la ripresa in 10 uomini, hanno giocato la gara ad armi pari. Il forte vento sicuramente non ha permesso che diventasse una bella partita e noi siamo stati bravi a non rischiare nulla dopo la rete di Mesina. Una doppia soddisfazione aver battuto una diretta concorrente ed aver distanziato altre pericolose rivali»

Il calendario ora può darvi un'altra mano, voi sarete a Porto Torres mentre si giocano Lanusei-Latte Dolce e Muravera-San Teodoro

«Io però dico attenzione alle squadre in lotta per la salvezza. C'è stata la dimostrazione a dicembre che, quando abbiamo azzardato il pronostico e fatto i calcoli poi li abbiamo toppati: contro Alghero e La Palma sembrava scontato dover vincere e poi non l'abbiamo fatto. Per il Porto Torres sarà la gara della vita, l'ultima spiaggia per non perdere il treno dei playout ma noi non dovremo farci trovare impreparati perché, se vogliamo fare il salto di qualità, queste sono gare che devi vincere pur con le difficoltà che incontreremo nel giocare in un campo non bellissimo. Niente alibi per noi sennò siamo quelli che mancano sempre a questi appuntamenti, il primato ce lo siamo meritati, speriamo di restarci a lungo ma è il momento di dare un'ulteriore sterzata alla stagione»

Che ci poteva già essere senza quei due pareggi tra le 7 gare vinte

«Sul momento c'è stato molto rammarico, inutile essere ipocriti. Speravi di fare due vittorie poi, a qualche settimana di distanza, vedi che l'Alghero ha fatto risultati importanti battendo anche il Ploaghe, che il La Palma in casa sua dà sempre filo da torcere a tutti e a mente lucida dici che i due pareggi ci possono stare. Sono stati due punti non da buttar via visto che abbiamo sempre vinto nelle altre 7 gare»

La svolta è anche nei numeri, siete passati da +12 nella differenza reti a + 23 subendo meno e vincendo senza far goleade

«Prima subivamo qualche gol di troppo, nelle ultime tre gare abbiamo preso un solo gol e su palla inattiva. Abbiamo migliorato la fase difensiva e sappiamo anche soffrire come dimostrano alcune vittorie con un solo gol di scarto. Alcuni 6-0 o 6-1 dell'inizio stagione vanno dimenticati, non accadrà più vincere con punteggi così rotondi perché tutti si sono rinforzati e sarà un altro campionato»

Mesina capocannoniere con 20 reti ma Melis con 8 reti non si smentisce

«Per me formano una coppia perfetta, si integrano a meraviglia. Emiliano, se sta bene, fa sempre la differenza, è l'uomo carismatico quello dell'ultimo passaggio ma anche decisivo con 3 punizioni. Antonio è veloce e bravo con entrambi i piedi, può fare carriera e non credo che si perderà perché è umile. Ma non dimentico che in rosa ci sono anche Sarritzu e Martinez, che è arrivato a dicembre e non sta trovando tanto spazio, ma va a completare una reparto che è tra i migliori della categoria»

In difesa poi giganteggia un certo Porcu...

«Sto molto bene sia fisicamente che di testa, spero di continuare a lungo così. A Castiadas ci sono le condizioni extrasportive per rimanere tranquillo e pensare soltanto a giocare. A 34 anni mi accorgo che la domenica sto ancora bene e me la gioco, la differenza è il martedì perché ci metti un giorno in piu a recuperare. Mi sento ancora un ragazzino e sono sereno, sarebbe il massimo se tra tre mesi potessi festeggiare una promozione ma è ancora troppo presto per pensare a quel momento»

L'Eccellenza è un campionato importante, quale attaccante ti ha più impegnato?

«Sergio Nurchi quando è in giornata, e lo è quasi sempre, diventa imprendibile. Io lo conosco bene perché abbiamo giocato insieme nel Selargius ma l'ho visto notevolmente migliorato a Muravera, se riesce a fare quel salto dal punto di vista caratteriale è ancora in età per giocare in altre categoria. Anche Marco Nieddu, che incontrai da avversario tanti anni fa, è una conferma sottoporta; ogni anno tocca quota 20 gol e spesso la supera, è un giocatore completo, bravo tecnicamente, un uomo squadra nel Tortolì. Ma non voglio trascurare Alessio Figos, io dicevo che se sta bene fisicamente era tra i più forti in assoluto in serie D figuriamoci in Eccellenza e col Lanusei; non segnerà 20 gol ma ne fa fare tanti perché si sacrifica molto per la squadra ed è un generoso. Per chi pensava fosse in flessione ha risposto segnando una doppietta a Calangianus; ha giocato troppe volte senza un partner vero d'attacco facendo reparto da solo e un lavoro sfiancante»

Qualche nome di giovani di valore?

«Ce ne sono diversi però mi hanno impressionato quelli del Fertilia, hanno una bella batteria di giovani tra cui alcuni '98 molto interessanti come Scognamillo e Meloni. Quando ci abbiamo giocato contro e ho visto la distinta, non credevo potessero essere così bravi. Il club di Ferroni è una grande realtà, lancia sempre giovani di valore e credo si salverà anche se dovrà lottare fino alla fine. Per stare al Castiadas noi posso che parlare bene di Fabrizio Frau, è un treno e ha tutte le potenzialità per emergere, peccato che domenica sia uscito alla fine del primo tempo»

Il Pierluigi Porcu che fa l'allenatore nella scuola calcio Futura Sales cosa insegna ai bambini?

«Prima cosa devi essere un educatore e ciò non vuol dire che li stai portando all'asilo, devi insegnare il calcio ma, soprattutto, quei principi base di lealtà, del rispetto dei compagni, degli avversari e dell'allenatore. Nell'incontrare altre squadre sono rimasto disgustato dal comportamento di alcuni genitori che a bordo campo sembrano degli hooligans, deridendo i bambini avversari dei propri figli perché meno capaci tecnicamente. Se noi adulti non iniziamo a trasmettere certi valori e principi morali tra 10 anni questi ragazzini avranno smesso di giocare ma, soprattutto, non saranno apprezzati anche nella vita quotidiana» 

Ma quando smetterai di giocare farai l'allenatore in una prima squadra?

«Per ora no, non ci ho mai pensato e non ho questa voglia e interesse. Mi piacerebbe sicuramente continuare ad allenare nella scuola calcio più che nel settore giovanile, ho una passione per i bambini e spero di dare il mio contributo nel loro percorso educativo collaborando con le famiglie e le scuole»

Da selargino ed ex giocatore biancorosso che effetto ti fa vedere il Selargius fuori dalla zona calda della classifica?

«Sinceramente non mi sarei mai aspettato potessero fare così bene, sono rimasto stupito in positivo per il grande campionato che stanno disputando. La squadra è molto giovane, il mister Karel Zeman è preparato e all'altezza. Selargius è casa mia e lì ho tutti amici, mi fa piacere si stiano togliendo queste soddisfazioni e non sono di quelli che speravano facessero male perché ora non ci sono più dentro. Per me era giusto cambiare dopo cinque stagioni e mezza, dopo aver dato il mio contributo per mantenere una categoria e una ribalta nazionale che è sempre importante per tutto l'hinterland cagliaritano»

Come giudichi le squadre sarde di serie D?

«Nonostante sia una quarta serie mi sembra che il livello sia un po' sceso, tutti e cinque i club isolani sono nella fase di mezzo, nessuno è in grado di lottare per fare il salto e tutte possono evitare i playout benché Nuorese e Olbia siano ora al di sotto delle loro aspettative e Arzachena e Budoni stiano sorprendendo stazionando in zona playoff»

In questo articolo
Squadre:
Allenatori:
Campionato:
Stagione:
2014/2015
Tags:
Sardegna
3 Ritorno
Intervista

Archivio articoli in evidenza