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Pierluigi Carta, direttore sportivo, Olbia
«Niente gira per il verso giusto, ritroviamo serenità e sfrontatezza»

L'Olbia incassa la fiducia della società, il ds Carta: «Non eravamo dei fenomeni prima né siamo brocchi ora. C'è unità di intenti, la salvezza è alla portata»

Il momento dell'Olbia è molto delicato, cinque sconfitte di fila e zona playout distante ora solo tre punti. In questi casi entra sempre nel mirino lo staff tecnico che però gode di ampia fiducia da parte della società come ha ribadito lo stesso direttore sportivo Pierluigi Carta che, dal sito ufficiale del club, difende il lavoro di Michele Mignani e dei suoi collaboratori, conferma la fiducia nella squadra e chiede ai tifosi di stare vicino all'Olbia in vista della difficile gara di domenica al Nespoli contro la vice-capolista Cremonese.

 

La sconfitta con la Giana Erminio. «Abbiamo perso contro un avversario in grande forma per un singolo episodio e non mi sento di rimproverare nessuno per una sconfitta che non avremmo meritato. In campo ho visto i ragazzi dare l’anima, in settimana il mister e lo staff lavorare ventiquattro ore al giorno per preparare al meglio la partita e cercare di trasmettere in poco tempo ai giocatori alcune varianti di gioco. Ho visto la squadra ritrovare maggiore solidità, anche se è normale che ci serva più tempo per assimilare al meglio la novità». 

La crisi di risultati. «È stato un mese di febbraio pessimo sotto il profilo dei risultati durante il quale niente ha girato per il verso giusto, neanche il più piccolo degli episodi, come per esempio il rigore non concesso per l’atterramento di Cotali nell'area della Giana nel primo tempo. Sono però convinto che questo periodo sia stato messo alle spalle, perché quello che ci trasmette fiducia è il fatto che siamo tutti consapevoli che la nostra forza risiede nell’unità di intenti. Lo vediamo ogni giorno: dirigenza, staff e giocatori rappresentano un unico grande gruppo affiatato e determinato».

La rosa e il mercato. «Penso che queste cinque sconfitte non derivino da un problema di qualità della rosa o da scelte di mercato delle quali comunque rispondo io in prima persona. La mia impressione è che, una sconfitta dopo l’altra, la squadra abbia un po' ridimensionato la fiducia nei propri mezzi e questo deve essere il primo aspetto su cui lavorare per ritrovare quella serenità e quella sana sfrontatezza che ci hanno permesso di costruire un campionato sin qui più che sufficiente. Non eravamo dei fenomeni un mese fa quando eravamo in zona playoff, non siamo dei brocchi adesso. Questo deve essere chiaro. Così come è certo che la salvezza resta un obiettivo ampiamente alla nostra portata e per raggiungerlo sono sicuro che i giocatori lotteranno con ogni forza».

La vicinanza dei tifosi. «Per uscire dal tunnel non esistono ricette particolari a mio avviso, se non quella del lavoro. Le critiche fanno parte del gioco e se accompagnate dal sostegno possono sicuramente fare bene a una squadra che, ne sono sicuro, renderà orgogliosi tutti quando festeggeremo la salvezza. Il segnale migliore, a questo proposito, ce lo hanno dato ieri i trenta tifosi che ci hanno accolto all'aeroporto incitandoci e spronandoci a credere in noi e a non mollare fino alla fine. È indubbiamente il momento più delicato della stagione e per provare a battere la Cremonese servirà, come non mai, non solo l'apporto dei tifosi ma anche quello di tutta la città. Il campionato finisce a maggio e quello sarà il momento di fare i bilanci. Questo è invece il momento della coesione e del sostegno». 

In questo articolo
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2016/2017
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