Salta al contenuto principale
Nicola Rais, il guerriero torna in campo: «Ghilarza ambiente ideale per ritrovare gli stimoli perduti»
L'esordio contro il La Palma: Vittoria importante

Nicola Rais, il guerriero torna in campo: «Ghilarza ambiente ideale per ritrovare gli stimoli perduti»

Quasi cinque mesi senza pallone non per scelta ma per costrizione, una passione tenuta a freno pensando al proprio futuro extracalcistico e ad un lavoro che, a 30 anni appena compiuti, ti dà quella serenità che il mondo del football ti ha tolto dopo aver fatto il professionista fino alla stagione scorsa con la maglia del Savona di Ninni Corda in serie C.

Nicola Rais, ex Nuorese, chiuderà la stagione con il GhilarzaA metà dicembre la Nuorese "libera" Nicola Rais e sul centrocampista cresciuto nelle giovanili del Cagliari piove una marea di richieste, dalla serie D fino alla Promozione, passando per la capolista dell'Eccellenza Castiadas. A Natale, Capodanno ed Epifania, il giorno del suo compleanno, la risposta è sempre stata la stessa: «No grazie, ho smesso di giocare al calcio e penso solo al lavoro». Un peccato non vedere più in mezzo al campo quel combattente nato, concentrato di tecnica e agonismo. Poi però arriva la chiamata del Ghilarza e quella di amici come Simone Stocchino e Paolo Uccheddu: «Nicola, rimettiti le scarpette e vieni a darci una mano che dobbiamo salvarci». Martedì scorso il primo allenamento agli ordini del tecnico Andrea Pia e poi la firma, domenica l'esordio in maglia giallorossa con tanto di vittoria per 3-1 e sorpasso ai danni del La Palma. Per Rais 40' in campo nel secondo tempo al posto di Milia, a dettare i tempi di gioco e dare consigli ai più giovani, a provare la conclusione a rete e i lanci verso Stocchino. «È andata bene - dice l'ex Primavera rossoblù con esperienze in C2 con Alghero e Campobasso - mi sono trovato a mio agio in campo coi miei nuovi compagni, ora ci vogliono allenamenti e partite per trovare la miglior condizione ma sono soprattutto contento per la vittoria. È stato importante aver battuto il La Palma in uno scontro diretto ed è ancor più positivo che i tre punti siano arrivati in trasferta contro un avversario che ci sopravanzava di una lunghezza».

 

Come hai trovato il Ghilarza che aveva iniziato il 2015 in modo disastroso?

«La squadra è viva e ha carattere, possiamo fare bene e la salvezza non ci sfuggirà. Per me è stato bello iniziare con una vittoria, dalla panchina ho visto i compagni mettere in pratica ciò che è stato fatto durante la settimana e applicarsi per vincere, il valore aggiunto rispetto agli avversari è stata questa voglia di vincere. Sapevamo che era difficile imporci in un campo in terra battuta come quello del Cras e contro un La Palma che in casa è sempre un osso durissimo. Questa vittoria ci dà tanta fiducia, continuando così possiamo sperare nei playoff»

Playoff? Ma sono distanti 16 punti... Hai visto bene la classifica?

«Guarda, quando ho firmato col Ghilarza non sapevo neanche in che posizione fossimo ma soltanto che domenica affrontavamo il La Palma che aveva un punto più di noi. Negli spogliatoi, a fine gara, ho detto ai miei compagni: "Siamo forti, possiamo puntare ai playoff". Mi hanno dato del pazzo. A loro, come a tutti, rispondo che nel calcio devi sempre guardare avanti e mai indietro, non si sa mai cosa può succedere»

Torniamo invece indietro e a questi cinque mesi fuori dal campo

«Ho sofferto inizialmente perché il calcio è la mia passione fin da bambino, poi però ho trovato un un posto di lavoro e un equilibrio nella vita privata. La Nuorese mi aveva fatto passare ogni voglia di giocare, in questi mesi ho capito determinate cose ma si va avanti a prescindere da ciò che ti riserva il calcio. Perciò ho detto no a tante squadre, anche in serie D fuori dalla Sardegna, perché attraversavo un momento mio di riflessione ed ero stufato dal mondo del calcio. In primis viene il lavoro poi, se è compatibile con gli impegni, scendiamo anche in campo»

Nicola Rais nella gara di domenica in dribbling su Pirisi e vicino al tecnico Andrea Pia

Perché invece è arrivato il sì al Ghilarza?

«Perché amici fraterni come Simone Stocchino e Paolo Uccheddu mi hanno parlato di come si vive in modo tranquillo il calcio a Ghilarza, dell'ambiente sereno che crea la dirigenza e del fatto che in panchina c'è un allenatore come Andrea Pia che è quasi mio coetaneo e col quale puoi confrontarti in maniera costruttiva pur nel rispetto massimo dei ruoli. A me serviva tutto questo per riniziare e ho potuto prendere questo impegno e continuare a coltivare una passione grazie a Marco Salis e alla sua famiglia (titolari del Ristorante Prima Classe a Cagliari, ndr) che mi hanno diminuito le ore di lavoro per fare gli allenamenti e giocare la domenica. Poi, se le cose dovessero andar più bene andrò via serenamente perché ormai non mi fido più di nessuno nel calcio»

Come ti sei lasciato con la Nuorese?

«Con una telefonata fatta da Pietro Rudellat (direttore generale della Nuorese, ndr) che mi informava che ero stato svincolato anche se io non avevo chiesto niente alla mia ex società. Per me la Nuorese e il calcio erano un capitolo chiuso, soprattutto non sono una merce che puoi spostare a tuo piacimento»

Cosa hai fatto da settembre in poi oltre a lavorare?

«Ho cercato di tenermi in forma, facendo palestra e qualche corsa da solo. Ho giocato anche con gli amici delle partite di calcetto nei tornei infrasettimanali ma non ho mai visto gare di nessun campionato né controllato classifiche. Avevo chiuso tutti i ponti, pensando solo al lavoro, alle amicizie e alla vita privata»

Ma poi si è riacceso il fuoco della passione

«Beh, non nego che mi mi mancavano le cose legate al calcio, lo stare in un gruppo, fare due risate negli spogliatoi, condividere un obiettivo ma anche l'agonismo, la sfida sul campo. Ora speriamo continui così bene, nel calcio non c'è nulla di definitivo ma quando prendo un impegno lo faccio perché sia una cosa costruttiva e col Ghilarza sta andando così»

Come stai fisicamente?

«Benissimo, devo riprendere un po' il fiato e la continuità nel giocare. Il Ghilarza mi ha chiamato per dargli una mano e io mi rimetto in gioco, nei dovuti modi e con la massima serenità ma con la consapevolezza dei miei mezzi e senza prendere le cose sottogamba solo perché scendi di categoria»

Domenica ospitate l'Alghero che ti riporta indietro di 5 stagioni

«Ero un ex anche contro il la Palma perché ci avevo giocato da ragazzino. Con l'Alghero facemmo un grandissimo campionato (stagione 2009/10, ndr) sfiorando l'accesso ai playoff per la serie C1, in panchina c'era Ninni Corda che ci caricava a mille, eravamo animali in campo. Conservo sempre un bel ricordo di quella esperienza e diverse amicizie, domenica ritroverò come avversario Marco Urgias che considero un fratello di vita»

In questo articolo
Giocatori:
Allenatori:
Campionato:
Stagione:
2014/2015
Tags:
Sardegna
5 Ritorno