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Nuorese, Frongia suona la carica: «Ci manca la vittoria, i complimenti fanno piacere ma non danno punti»
Il difensore: «Niente storie batteremo il Cynthia»

Nuorese, Frongia suona la carica: «Ci manca la vittoria, i complimenti fanno piacere ma non danno punti»

Difensore centrale e, all'occorenza, terzino sinistro. A volte attaccante aggiunto specie quando calcia le punizioni o batte gli angoli. Bruno Frongia è uno dei valori aggiunti di questa Nuorese che gioca bene ma raccoglie molti meno punti di quanto meriterebbe sul campo. Nelle ultime due giornate, quelle col nuovo tecnico Guglielmo Bacci in panchina, i verdazzurri hanno conquistato due punti quando potevano essere tranquillamente sei. Sabato, nell'anticipo al Frogheri contro il Cynthia, la squadra vuole tornare al successo che manca ormai da cinque turni. «Dobbiamo vincere assolutamente - dice il quasi 33enne di Solarussa - perché serve al morale, perché in casa veniamo da due pareggi di fila e ci attendono poi due trasferte consecutive e, soprattutto, per migliorare la classifica perché i complimenti che riceviamo ci fanno piacere ma non danno punti».

 

Bruno Frongia vuole la vittoria contro il CynthiaIl gioco c'è ma cosa vi sta mancando?

«L'essere cinici sottoporta, perché in campo - al livello di gioco - stiamo confermando ciò che facciamo durante gli allenamenti e se penso che gli avversari a fine partita esultano negli spogliatoi vuol dire che reputano il pareggio contro di noi un risultato per loro importante»

Avete cambiato l'allenatore da due settimane, cosa ha apportato al gruppo il tecnico Bacci in così poco tempo?

«Come valori tecnici siamo una buona squadra e il gruppo è ottimo. Il mister ha tanta esperienza e ci ha dato quella tranquillità che era venuta a mancare nelle ultime settimane. Ha lavorato sulla testa dei giocatori e sta proseguendo sul modulo che avevamo con il precedente allenatore, non ha snaturato il 4-3-3 anche se poi la rosa è composta da giocatori duttili che sanno interpretare più moduli anche nella stessa partita»

Cosa non ha funzionato, invece, con il mister Mariotti visto che comunque la classifica non era poi così male?

«È vero, non giocavamo male e il mister è anche preparato ma nell'ultimo periodo il gruppo non aveva quella serenità di cui necessitava per poter rendere al meglio in campo»

Hai ritrovato la serie D a distanza di un anno, come ti sembra questo campionato?

«Il livello lo trovo superiore e, anche se per ora Ostiamare e Lupa Castelli stanno prendendo il largo, le altre squadre attardate in classifica sono comunque tutte forti. Non si gioca mai una gara facile, qualsiasi avversario può metterti in difficoltà. Indubbiamente noi abbiamo lasciato qualche punto per strada, giochiamo bene e, per intenderci, i giocatori dell'Aprilia terzo in classifica, nella gara di due settimane fa al Frogheri, hanno detto di aver incontrato la miglior squadra del girone»

Ma dove può arrivare allora la Nuorese?

«Io, dall'inizio della stagione, vado ripetendo che dobbiamo puntare a raggiungere il prima possibile la salvezza, poi sono sicuro che saremo in grado di prenderci delle altre soddisfazioni. La classifica è molto corta e se solo avessimo vinto le ultime due gare, anziché pareggiarle, saremmo stati al quarto posto ad una lunghezza dall'Aprilia»

Capitolo fuoriquota, i vostri stanno reggendo benissimo la serie D

«Certamente, perché sono tutti intelligenti e ascoltano i consigli dei compagni più esperti. Tony Gianni ha segnato domenica il suo primo gol nella quarta serie, in precedenza aveva fatto gol anche Nicolò Deiana, che è un '96. Michele Fadda nelle ultime due partite ha giocato bene dimostrando che anche in serie D può fare molto bene dopo esser stato tra i protagonisti in Eccellenza. I due '94 Federico Bonu e Tommaso Puddu non li considero certo dei fuoriquota visto il loro rendimento e l'esperienza accumulata in questa categoria. Alessandro Pusceddu, poi, è veloce e molto forte tecnicamente, spesso è determinante nel nostro gioco perché sa creare la superiorità numerica. Se gli devo trovare un difetto è che a volte dovrebbe essere più altruista ma l'ha capito e sta già migliorando su questo lato. Stanno facendo bene anche gli altri due '96 in rosa come Federico Sigismondi e Alessio Tullio e mi fa piacere che si sia ristabilito dall'infortunio Gabriele Bazzoni, ora aspettiamo che recuperi anche Fabrizio Danese. Non dimentichiamoci mai che i fuoriquota rappresentano sempre quasi il 40% degli undici che scendono in campo, perciò sono determinanti per il raggiungimento di qualsiasi obiettivo»

Ogni anno Frongia timbra il cartellino, specie su punizione, a quando il primo gol stagionale?

«Spero prima possibile, magari col Cynthia sarà la volta buona. L'ultimo anno in serie D col Progetto Sant'Elia ho segnato 5 gol e ora sarà il caso di svegliarmi anche se devo dire che grandi occasioni non ne ho avuto. Nella prima gara col Budoni, il portiere ci è arrivato con la punta delle dita sulla punizione che ho battuto anche se sulla respinta facemmo comunque il 2-1. Con l'Anziolavinio in casa, invece, siamo riusciti a prenderci quattro punizioni dal limite ma io purtroppo ero in tribuna per un infortunio»

Bruno Frongia e la sua specialità su punizione, il difensore col presidente Michele Artedino

Con la Nuorese hai vissuto tanti momenti belli compreso le due vittorie in Eccellenza a distanza di 9 anni l'una dall'altra

«Anche se intervallati, ho giocato già 5 stagioni a Nuoro riuscendo a vincere due camponati di Eccellenza e uno di serie D, qui mi trovo veramente bene e col pubblico ho un rapporto particolare. I nostri tifosi sono molto affezionati alla squadra»

Perciò sabato dovrete regalare loro la vittoria

«Ce la metteremo tutta, sono sempre numerosi anche se devo dire che mi aspettavo di trovarne di più dopo aver riconquistato la serie D a distanza di anni. Io so che il tifoso nuorese può dare tanto alla squadra ma so anche che sta a noi giocatori fare in modo di portare sempre più gente allo stadio e ciò avviene vincendo e migliorando la classifica»

Le squadre sarde sembrano stiano raccogliendo meno rispetto a quanto fanno vedere in campo

«Pare proprio di sì. L'Arzachena, che è comunque imbattuta, in casa poteva trovare una o due vittorie in più, ora può fermare anche la lanciatissima Ostia. L'Olbia credo stia facendo bene sul piano del gioco, li abbiamo incontrati domenica scorsa in aeroporto e ho sentito il mister Scotto fiducioso per la gara con l'Ostia nonostante le assenze, sono stati sfortunati e mi dispiace che la sconfitta sia costata la panchina ad un allenatore che reputo preparato. Il Budoni è proprio sfortunato ma risalirà presto specie se recupera qualche infortunato perché la loro rosa non è ampia mentre il Selargius, che sembrava in grande difficoltà, dopo il 2-6 con l'Arzachena ha registrato la difesa e con due vittorie si è tolto addirittura dalla zona playout»

Il "compare" Emerson resta sempre il primo tifoso della Nuorese?

«Certo che sì, quello della Nuorese è il primo risultato che chiede la domenica. A Nuoro ha giocato quattro grandi campionati tra Eccellenza, Serie D e C2, e trovato anche la moglie. Il primo anno che giocò in verdazzurro nel 2004 vivevamo insieme, con lui ho legato subito ed è nata una forte amicizia poi consolidata nel tempo visto che io sono stato il suo testimone di nozze e lui delle mie»

Quando è libero lo si vede anche al Frogheri ma Frongia va a trovarlo a Livorno?

«Sì, mi è capitato l'anno della promozione in serie A. Ha portato bene e perciò vuole che vada a trovarlo anche in questa stagione visto che stanno lottando per vincere in serie B»

Nella Nuorese dell'era Goveani, oltre a Emerson, c'erano anche Troianiello e Mancosu che poi si stanno togliendo grandi soddisfazioni nei professionisti

«Eravamo una squadra fortissima che ha vinto in un campionato senza mai perdere con avversari molto attrezzati come Tempio e Castelsardo. In panchina c'era Virgilio Perra e avevamo anche Festa in squadra e i fuoriquota titolari erano Steri e Masia, ma giocava pure Giuseppe Meloni che fece dei gol importanti. Per non parlare di altri giocatori che nei campionati regionali hanno fatto benissimo come Garau, Atzori, Ruggeri, Picciau. Una stagione indimenticabile»

In questo articolo
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2014/2015
Tags:
Sardegna
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Girone G
Intervista