Sterilitàaaa

“Sterilitàaaa”… Facendo il verso al celebre capolavoro musicale sanremese “Sincerità” dell’affascinante (?!?) Arisa. In che senso “Sterilità”? Tre partite consecutive al Sant’Elia e zero gol. Vabbé che non ne abbiamo subito, ma proprio non riusciamo a buttarla dentro! La prima volta con l’Udinese, e Nené che non riesce a siglare a portiere battuto, riuscendo a mirare Domizzi sulla linea di porta. E vabbé, l’Udinese ha confermato il suo valore avendo subito solo un gol prima dei due di ieri notte all’ombra del Vesuvio. La seconda volta c’era il Fort Apache eretto dai senesi di Sannino che hanno pensato di rispolverare l’antico, ed evidentemente mai arrugginito, catenaccio: dieci giocatori – talvolta undici – dietro la linea della palla. La terza contro il Napoli, e anche lì Nenè ha confermato che con la testa non si è ancora ripreso della pesante distorsione primaverile subita a Bologna e il suo (buon) feeling col gol non si è ancora ristabilito.

Certo il Napoli è forte e tosto, era reduce da due sconfitte consecutive in campionato e non voleva certo correre il rischio di subire la terza, ma all’uscita dallo stadio e ancora a distanza di giorni, il senso di insoddisfazione permane.

Certo, vibra ancora la traversa della bordata di Nainggo sulla traversa… Ma ci è anche andata bene: anche i “simpatici” e “amati” napoletani hanno due volte fatto vibrare i pali; in altri tempi avremmo preso gol sicuro; in altri tempi sarebbe stata sconfitta sicura: quando sul finale Maggio è scattato in contropiede verso Agazzi, a tanti, come al sottoscritto, è balenata, con raccapriccio e brividi lungo la schiena, l’immagine notturna dello scorso campionato quando Lavezzi, al 95.simo minuto, fulminò Agazzi dopo il “geniale” schema di punizione al limite dell’area ordinato da Bisoli… Ahinoi… (A proposito, dopo il doppio fallimento rossoblù cagliaritan-bolognese in serie A, pare proprio che il Bisolone allenatore dovrà iniziare a riconquistarsi fiducia partendo da categorie inferiori, forse a lui e al suo carattere più consone).

I napoletani sono tipetti che lasciano il segno: chiedere alla caviglia di Astori per avere conferme… E la cosa fastidiosa è che lo scadente arbitro Banti ha consentito loro di picchiare come fabbri consapevoli di godere di una certa immunità, salvo poi suscitare la platealità del simpaticissimo e sportivissimo Mazzarri: sì, proprio quel Mazzarri che già ai tempi in cui allenava la Reggina qui a Cagliari ci aveva fatto apprezzare le sceneggiate di cui era capace la sua compagnia melodrammatica (ricordate la caccia all’uomo contro Tedesco da parte di Abejion, spalleggiato da quell’intelligentone di Langella dopo le vergognose allusioni alla figlia di Abe? Sì, era proprio Mazzarri che allenava la Reggina). Passando al Napoli, Mazzarri ha raggiunto l’apice: in quale altro posto si fanno le migliori sceneggiate napoletane se non a Napoli?

E di mercoledì andammo a Cesena… Dopo trent’anni da tifoso inguaribile, “I know my chickens very well” (conosco assai bene i miei polli) e immaginavo la storica capacità taumaturgica del Cagliari di “resuscitare i morti”. Ci sono andato vicino.

Nonostante la pochezza del Cesena attuale, siamo stati capaci di essere subissati, fino alla fine, di tredici calci d’angolo contro uno solo per noi. E sappiamo bene che in situazioni confuse come quelle, basta una mezza deviazione e ci scappa gol e sconfitta. È arrivato un pareggio, ma permane una sconsolante sensazione di inconcludenza e sterile evanescenza. Non abbiamo mai dato la sensazione di poter “fare male” in attacco. La mia diagnosi? L’assenza “dalla cintola in su” di calciatori dai piedi buoni capaci di dialogare con Cossu, “cantare e portare la croce”, come amava dire il buon Carletto Mazzone, che di calcio ne ha sempre capito… Gente come, nel recente passato, Fini, Jeda (ah! Rimpianti!), Lazzari, ma solo quando ne aveva voglia…

A proposito, col rigore di Nenè, dopo ventun anni, alla quinta partita, è il primo gol che riusciamo a segnare al Cesena (1990/91, con Ranieri in A, 0-0 a Cagliari, 3-0 a Cesena per loro; l’anno scorso, con Donadoni, doppia vittoria romagnola: 1-0 da loro, 0-2 vergognoso qui a Cagliari): cosa dobbiamo attenderci domenica sera con la calata delle voraci aquile biancocelesti laziali?

Antonello Greco

(28/10/2011)

Squadre correlate: Cagliari Cesena
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