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Serie D
Il bomber, 22 gol in D: Resterò tifoso del S.Elia

Francesco Virdis, il ritorno nel calcio che conta: contratto col Chievo e poi la Lega Pro

Il Chievo su Francesco Virdis. L’attaccante di Bono, 22 reti nell’ultima stagione col Progetto Sant’Elia in serie D, potrebbe presto firmare col club veronese che poi dovrebbe girarlo in qualche squadra della Lega Pro, in Prima Divisione. La conferma arriva dallo stesso 27enne bomber cresciuto nella Samp dopo le giovanili (Giovanissimi e Allievi) trascorse nella Torres: «Sono stato contattato direttamente da un dirigente del Chievo che mi ha prospettato di firmare un contratto con loro per poi essere girato in qualche squadra di Lega Pro ma non so ancora quale».

 

L'interessamento - «A fine campionato, dopo la salvezza col Sant'Elia, da Verona hanno chiamato a Cagliari e hanno parlato con il direttore sportivo Ibba e poi si sono messi in contatto con me. Quando mi hanno chiamato ne ho parlato solo in famiglia, non volevo che si sapesse la cosa prima che il tutto possa andare in porto, poi la notizia è venuta a galla e non posso smentire... Come l’ho presa? Nel modo giusto, ho 27 anni e ho già giocato in serie B, C1 e C2 (con Cesena, Modena, Pescara e poi Chieti e Montevarchi). Resto tranquillo sia che si possa trovare una squadra di Lega Pro che possa ancora giocare in serie D».

La soddisfazione - «Che mi abbiano promesso un contratto mi fa molto piacere ma aspetto ancora che il tutto si concretizzi. Il Chievo si è fatto avanti ma non ho ancora firmato, per farlo aspettiamo di definire la società di Lega Pro che mi vuole, così salgo a Verona per firmare contestualmente al passaggio di squadra»

Il procuratore - «Per ora sto portando avanti il tutto in prima persona ma sto valutando anche a chi affidare la procura. L’ultimo che ho avuto è stato Silvio Pagliari (attuale agente di Gabbiadini, Marilungo e Frison) ma da un anno e mezzo faccio da solo».

Il ritorno nei prof - «Prima di andare al Sant’Elia ho giocato mezza stagione col Sud Tirol in Prima Divisione e poi l'altra mezza a Pomezia in Seconda Divisione, quei sei mesi sono stati un disastro, senza stipendi ai playoff promozione, poi la società è fallita. Così ho pensato che per avere un contratto senza garanzia di prendere soldi era preferibile tornare in Sardegna in una società seria».

I 22 gol in 26 gare - «Un dato che salta all'occhio degli osservatori. Sono contento di aver segnato così tanto e di sicuro tutti quei gol hanno contribuito a porre l’attenzione sul mio nome ma quelle reti erano soltanto la conseguenza del lavoro che faceva tutta la squadra e che io poi concretizzavo segnando».

L’esperienza col Sant’Elia - «A parte i gol che ho segnato, va sottolineato senza dubbio il risultato sportivo, una salvezza incredibile e miracolosa. Sotto il profilo umano è stato per me l’anno migliore, ho instaurato un bellissimo rapporto con tutti i miei compagni, col mister Bernardo Mereu, col presidente Franco Cardia, il direttore Roberto Ibba e il resto dei dirigenti e tecnici. Abbiamo sofferto tanto ma ci sono stati momenti indimenticabili. Sarò sempre un tifoso del Sant’Elia e spero che il gruppo possa essere riconfermato a partire dal mister Mereu perché la squadra dell’anno scorso avrebbe potuto lottare per vincere, lo dimostrano i risultati che abbiamo ottenuto nel girone ritorno»

In questo articolo
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2012/2013
Tags:
Sardegna
Girone G