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Andrea Congiu, difensore, Latte Dolce
L'airone in gol: «Esulto così per ricordare i tempi di Brescia»

Il Latte Dolce riprende a volare, Congiu: «Con l'Ostia tre punti preziosissimi dopo quelli di Foligno tolti a tavolino»

Il gol dell'airone Andrea Congiu per far spiccare il volo al Latte Dolce, un colpo di testa per sbloccare la gara con l'Ostiamare, poi capace di impattare ad inizio ripresa salvo arrendersi al gol nel recupero di Palmas dopo che Garau aveva evitato il sorpasso dei lidensi. Il difensore classe 1993 aveva già siglato nel match interno col Muravera e, domenica come contro i sarrabesi, ha festeggiato con l'esultanza alla Caracciolo. «Me la porto dietro dall'esperienza di tre anni vissuta al Brescia - rivela Congiu - i miei compagni mi chiamavano l'Airone e ho deciso di esultare così ad ogni gol in ricordo degli anni alle rondinelle, dagli Allievi regionali sino alla Primavera».

Il successo con l'Ostiamare è la migliore risposta alla decisione del Giudice Sportivo che, in settimana, aveva decretato la sconfitta a tavolino contro il Foligno. «Sapevamo sarebbe stata una gara difficile - dice il 23enne sassarese - contro una squadra di vertice, cattiva e temibile, ma noi siamo entrati in campo con la giusta fame derivata anche e soprattutto dai 3 punti che ci sono stati tolti a tavolino in settimana. Bravi e fortunati noi a indirizzarla subito dalla nostra parte con il gol a pochi minuti dall'inizio, potevamo addirittura chiuderla sul 2-0 ma il loro portiere ha fatto una grande parata su Usai. Nel secondo tempo non siamo rientrati al top e abbiamo preso una rete evitabile. Garau si è dimostrato il fenomeno che è tenendoci in partita con interventi fondamentali, noi ci abbiamo creduto sino in fondo e alla fine abbiamo portato a casa tre punti preziosissimi». Il Latte Dolce con le grandi sa sorprendere come quando vinse a Rieti. «Non ci sono squadre imbattibili e chiunque deve sudare per portare a casa il risultato. Dobbiamo essere consapevoli che in questa categoria ci possiamo stare ma, soprattutto, ci dobbiamo stare». 

E i sassaresi stanno dando fondo a tutte le energie per confermare la categoria. «Siamo un bel gruppo - continua Congiu - guidato da un grande mister e da uno staff preparato. La vittoria del campionato di Eccellenza ha contribuito a compattarci ulteriormente, penso questa sia la nostra forza. Non sbaglio se dico che siamo tutti amici dentro e fuori dal campo: l'uno si sacrifica per l'altro, dobbiamo solo aggiungere un pizzico di cattiveria». Domenica prossima lo scontro diretto a Lanusei: «Siamo obbligati a fare risultato, troveremo una squadra decisamente rinnovata rispetto all'andata, che ha fatto degli innesti importanti. Dovremo entrare in campo con l'atteggiamento giusto sin dall'inizio, consapevoli che una vittoria ci permetterebbe di superare nuovamente il Lanusei e uscire momentaneamente dalla zona playout».

Andrea Congiu è stato nel Brescia con la speranza di diventare un calciatore professionista, obiettivo ancora raggiungibile. «Ho iniziato alla Sacra Famiglia e poi sono stato per tre anni alla Torres. Poi l'esperienza al Brescia è terminata quando è retrocesso dalla serie A. Nel 2011-12 sono andato al Città di Marino, in serie D nel girone delle sarde, arrivando secondi dietro la Salernitana. L'anno dopo una parentesi al Francavilla in Sinni, sempre in serie D e il ritorno a Marino. A quel punto sono rientrato in Sardegna e ho iniziato la mia avventura nel Latte Dolce in serie D. Dopo la retrocessione e un nuovo infortunio al menisco a dicembre sono andato in prestito al Valledoria, per trovare condizione e continuità». L'anno scorso il rientro in biancoceleste e la vittoria del campionato con 5 reti all'attivo. «Il Latte Dolce era nel mio destino e, dopo una grande stagione  sono ancora qui a giocare per i nostri colori. Cerco sempre di impegnarmi tanto e mettere il cuore in quello che faccio: gioco da quando ho 5 anni ho assaporato la serie B e la serie A, inutile dire che la mia ambizione è diventare un calciatore professionista. Ma ho i piedi per terra, ora penso solo a fare bene al Latte Dolce, sperando che magari prima o poi qualcuno si accorga di me».

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2016/2017
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