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Luca Concas, allenatore, Muravera
Andrea Satta: «Era fatta, non meritavamo questo verdetto»

Muravera, un epilogo che fa male, Concas: «Col San Teodoro una partita strepitosa ma il pari ci condanna, resterà la retrocessione, ci si dimenticherà della prova»

Due volte vicino alla salvezza e due volte spedito in Eccellenza. Il Muravera deve lasciare la serie D per via di un regolamento che nei playout premia la squadra meglio posizionata in classifica in caso di pareggio nel playout. I sarrabesi sono stati vicini a battere il San Teodoro con i gol di Sogus e Chessa ma i galluresi in entrambi i casi hanno trovato le reti (Giannetti e Prandelli) per assicurarsi la permanenza in quarta serie. Luca Concas, che insieme con Alessandro Franco, ha guidato la squadra da febbraio si complimenta con la squadra per il tipo di prova sfornata nella gara più importante della stagione: «Non posso farmi condizionare da questo verdetto, ho fatto i complimenti ad ognuno dei giocatori perché hanno fatto una partita strepitosa, dall'approccio iniziale, all'entusiasmo e alla voglia di sacrificarsi fino all'ultimo. Non era facile reagire dopo il pareggio finale ma nei supplementari l'abbiamo ripresa di nuovo. I calcio è questo, abbiamo creato più occasioni di loro e accettiamo un pareggio che ci condanna, complimenti al San Teodoro che può stare in serie D, i miei ragazzi però sono usciti a testa alta». Se la gara si fosse giocata nel Sarrabus il pareggio avrebbe premiato i gialloblù: «Tornando a ritroso in certe gare potevamo prendere altri punti che ci avrebbero permesso di avere un'altra classifica o di fare il playout in casa, in ogni caso alla gara di San Teodoro ci siamo arrivati con la testa giusta, il risultato finale ci condanna e, purtroppo, resterà quello mentre presto ci si dimenticherà della prova». Concas ha vissuto il Muravera da dentro il campo negli anni passati e per alcune partite della scorsa stagione: «È stata l'esperienza più intensa che abbia mai provato, giocare è un conto, dall'altra parte è tutt'altra cosa, stai sotto pressione in una maniera che non pensavo, è una categoria per la quale spendi tanto tempo ed energie, tutti i giorni pensi a quello. È stata una esperienza che mi farà crescere come persona e sportivo, non è finita bene ma sono orgoglioso di quello che hanno fatto i ragazzi. Il futuro? Io ho un lavoro che non mi permette di fare una professione che richiede molto tempo, ho aiutato Alessandro Franco in questa situazione di emergenza per tre mesi ma farlo dall'inizio è troppo difficile».

 

Andrea Satta ha giocato in difesa ma ha avuto due chance per andare a rete, nella prima Corsi si è opposto da campione, nella seconda ha calciato alle stelle da posizione favorevole: «Lì ho provato sentimenti indescrivibili, nel calcio ci sta che le cose semplice diventino difficili e viceversa. Il brutto di questa gara è che era fatta, abbiamo fatto certi cambi pensando proprio che fosse fatta, invece è arrivato il loro gol al 92'. Le abbiamo provate tutte e c'eravamo anche riusciti poi, per la seconda volta, abbiamo preso gol e non si sa come. Errori individuali e di squadra ne abbiamo fatto pochi, due episodi ci hanno condannato, loro si sono spinti tutti su perché un pareggio valeva quanto una vittoria e ci è andata male. Usciamo a testa alta ma siamo pur sempre retrocessi, resterà questo, anche se guardandoci in faccia possiamo dire di aver dato tutto e che probabilmente non meritavamo questo verdetto». Sulla stagione: «È stata strana, nelle ultime giornate abbiamo dimostrato che non meritavamo neanche di giocare i playout, se avessimo iniziato a far punti prima avremmo fatto un cammino diverso e saremmo stati in una posizione di classifica più tranquilla».

In questo articolo
Squadre:
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2016/2017
Tags:
Playout