«Partecipare alla crescita ulteriore del club è motivo d'orgoglio»
Tortolì, Cossu scalda i motori: «Dopo gli anni nei professionisti desideravo tornare un po' alle origini»
Dopo quasi tre lustri Marco Cossu torna a guidare una squadra di Eccellenza dopo che nel 2012-13, sulla panchina del Porto Corallo portato a disputare il primo storico massimo campionato vincendo i playoff di Promozione. Il Tortolì ha scelto il tecnico cagliaritano che, nel 2020, accettò di allenare il Monastir solvo poi divorziare consensualmente in vista del primo turno della Coppa Italia. La mancata esperienza coi campidanesi arrivava dopo quella al Cagliari dapprima come allenatore dell'Under 17 e poi come collaboratore tecnico di Massimo Rastelli prima e Diego Lopez poi. Proprio nel 2020 Rastelli lo chiamò per condividere l'esperienza alla Spal in serie B e, successivamente, quella ad Avellino in Lega Pro chiudendo i rapporti contrattuali con gli irpini nel novembre 2024.
«Dopo questi anni fatti in giro nei professionisti - ha spiegato mister Cossu a Radiolina nel programma l’Informatore Sportivo condotto da Alberto Masu - avevo il desiderio di tornare un po' alle origini e a Tortolì ho trovato delle persone serie e un contesto per fare calcio come piace a me; perciò sono molto contento di poter fare quest'avventura».
L'ex tecnico di Assemini e Sanluri ha spiegato in cosa è migliorato: «Mi porto appresso la completezza d'analisi perché ho visto e mi sono confrontato con un calcio nettamente superiore come qualità ed organizzazione. Col Tortolì può essere una crescita per entrambi, per me per ritrovare le motivazioni che ho vissuto tempo fa e, nel portare la mia esperienza, potrò far crescere il contesto. Secondo me le potenzialità nelle piazze sarde sono eccezionali e, se sfruttate, possono far abbassare i costi. Ci vuole solo un po' di buona volontà nell'accompagnarsi a vicenda e, se si vuole questo, si può crescere tutti».
In questi anni mister Cossu è stato ad un passo dal guidare squadre dilettantistiche come Iglesias, Sant'Elena e Ferrini: «Quando vengo chiamato da un società c'è sempre l'adrenalina; sono molto contento perché Tortolì è una piazza importante e vuole spendere ciò che ha. L'obiettivo è creare una base sulla quale costruire il futuro e avere l'identità col territorio, vorremmo fare un qualcosa che possa durare nel tempo. Il settore giovanile sta crescendo e c'è la squadra femminile, una realtà a 360°; per me partecipare alla loro crescita ulteriore è un motivo di grande orgoglio. Il progetto? Ė una parola difficile, a me piace parlare di un pensiero di calcio condiviso e, in questo senso, coi dirigenti parliamo lo stesso linguaggio».
