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Sandro Panzali, diesse, Usinese
Il ds Panzali: «Difficile riprendere il Buddusò, l'obiettivo ora è il playoff»

L'Usinese torna 2°, Levacovich: «Devo almeno tenere la posizione, il gruppo è di qualità e Loriga ha fatto un ottimo lavoro»

L'Usinese doveva ripartire dopo il pari, rimediato nei minuti finali, nel match in casa dell'Arzachena e le cose sono andate davvero nei migliori dei modi, considerando che i ragazzi allenati da mister Fabio Levacovich si sono aggiudicati lo scontro diretto contro la vicecapolista Coghinas, conquistando tre punti pesanti come un macigno, che hanno permesso ai rossoblù di riprendersi il secondo posto in classifica che, nel turno precedente, era stato preso dalla compagine guidata da mister Congiu. 

Con il Buddusò lontano 7 lunghezze e ormai in dirittura d'arrivo verso l'Eccellenza, Saba e soci dovranno difendere il posto migliore dei playoff - che consente di disputare in casa la semifinale contro la terza del girone A - dall'assalto di un terzetto di inseguitrici (dal Coghinas tornato a -2, passando per il Bonorva e a -4 e il Luogosanto a -5) quando mancano cinque gare alla fine della stagione regolare. (nella foto Usinese Calcio/Emanuele Usai, il diesse Sandro Panzali con mister Fabio Levacovich)

 

«Domenica abbiamo conquistato una gran bella vittoria – ammette il diesse Sandro Panzali che, insieme col resto della dirigenza ha scommesso forte su Fabio Levacovich in panchina –  offrendo, tra le altre cose, un buon gioco. Di fronte ci siamo trovati un avversario ben messo in campo da mister Congiu, che ha lottato sino alla fine. Noi abbiamo avuto varie occasioni da gol, di cui almeno due-tre clamorose nella prima frazione, oltre ad un calcio di rigore parato da un grande portiere come Perez. Siamo molto felici del risultato, ma soprattutto della qualità della prestazione». L'esperto direttore sportivo traccia la rotta in vista delle ultime cinque gare, a partire dalla trasferta di Ovodda, tra le compagini più in forma di quest'ultimo periodo: «Con sette punti di ritardo da recuperare, sarà molto, molto difficile riprendere la capolista; i sogni però molte volte si possono avverare, noi ci speriamo, abbiamo il dovere di crederci fino a quando la matematica ce ne darà la possibilità, ma io credo che le partite in programma domenica prossima saranno decisive in questo senso: noi andremo a Ovodda e il Buddusò sarà a Stintino; ma per prima cosa dovremo pensare a fare la nostra gara e a centrare un bel risultato, poi si vedrà. Il nostro obiettivo è vincere tutte le gare che mancano da qui alla fine e conquistare l'accesso ai playoff».

Fabio Levacovich è sintonizzato sulla stessa lunghezza d'onda del diesse Panzali.
«Il 2 a 0 al Coghinas? Non era sicuramente una partita facile – ammette il tecnico chiamato tre gare a sostituire Giampiero Loriga dopo il 4-1 di Luogosanto – Si tratta di una bellissima vittoria, ottenuta contro un avversario di spessore. I punti sul piatto, del resto, erano pesantissimi, considerando che si trattava del classico scontro diretto, che metteva in palio il secondo posto. Noi dovevamo riscattarci dopo il mezzo passo falso in occasione del pareggio di Arzachena e, per fortuna, le cose sono andate bene. Ė venuta fuori una bella partita, piuttosto maschia: i ragazzi in campo si sono divertiti e hanno fatto divertire il pubblico presente sugli spalti. Ovviamente credo che il risultato sia più che meritato, ed il fatto di aver battuto una squadra con valori tecnico-tattici molto simili ai nostri non può che aumentare il nostro orgoglio. La classifica del Coghinas parla chiaro, del resto, e la loro forza non si discute».
L'allenatore scende nel dettaglio con la sua analisi.
«Molto probabilmente la chiave del match è rappresentata dall'atteggiamento con cui siamo scesi in campo: la squadra ha giocato con tanta aggressività agonistica sin dalle primissime battute, ripetendo, in pratica, la prestazione offerta contro l'Arzachena per 88'-89', considerando che poi nell'ultimo minuto e mezzo di gioco ci siamo fatti rimontare due gol».
Levacovich ritorna sui motivi che l'hanno spinto ad accettare una sfida delicata come quella proposta dall'Usinese.
«Proprio tre giorni prima di ricevere la chiamata da parte del club rossoblù avevo rescisso il contratto che mi legava alla Recanatese, dove ricoprivo il ruolo di allenatore in seconda. I dirigenti dell'Usinese hanno dunque tastato il terreno per capire se fossi libero e io ho deciso di sposare la loro causa. Cosa mi ha spinto a farlo? In primo luogo conosco bene l'ambiente, per aver già avuto la possibilità di lavorare assieme a loro; ho un ottimo ricordo dei dirigenti che facevano parte della società in passato e ho tanto rispetto dell'attuale dirigenza. Ho trovato una situazione piuttosto buona: la squadra è stata allenata molto bene da chi mi ha preceduto, e parlo ovviamente di Giampiero Loriga e del suo staff. A voler essere onesti, se arrivi a guidare una squadra che ha 50 punti in tasca e si trova al secondo posto in classifica significa che la rosa ha sicuramente un valore importante».

La missione, però, non è sicuramente delle più facili, come spiega lo stesso tecnico.
«La medaglia ha due facce, nel senso che salendo in corsa sulla panchina di una squadra che si trovava al secondo posto, l'obiettivo è, nelle peggiori ipotesi, quello di chiudere la stagione confermandosi in quella stessa posizione, non ho alternative. Per il resto ho trovato la rosa in un buono stato di forma generale, vale sia per il piano fisico che per quello mentale; hanno valori morali molto importanti e del resto la loro situazione non era assolutamente drammatica, anzi. Non entro nel merito per quanto riguarda l'esonero di Loriga, non conosco le motivazioni, ma è innegabile che abbia fatto comunque un ottimo lavoro: nel calcio purtroppo sono episodi che si verificano di frequente, così come negli ambienti lavorativi in generale, del resto, e questo a prescindere dalla categoria in cui militi. Io posso solo dire che ho la fortuna di lavorare con un gruppo di ragazzi in gamba e decisamente molto validi, anche sul piano umano. C'è da dire che tanti elementi che fanno parte della rosa dell'Usinese potrebbero tranquillamente giocare, con ottimi risultati, in categorie ben più importanti; qualcuno, dunque, è  sprecato qui in Promozione».

Levacovich si è tuffato in questa nuova avventura con un bagaglio di esperienza di tutto rispetto, maturato, tra le altre cose, nel campionato di Serie C come secondo di Giacomo Filippi.
«Un allenatore ha la possibilità di imparare sempre, ogni giorno, sia dalle cose positive ma anche dalle cose negative. Ho avuto modo di capire meglio quali sono le cose che un tecnico deve fare, e quali sono quelle che, invece, non dovrebbe assolutamente fare. Sono stato il secondo di Filippi, parliamo di un grande allenatore, e il ruolo di vice è importante soprattutto per il rapporto che devi mantenere tra il giocatore e il mister in prima, proprio come se fossi un collante e uno psicologo; del resto stiamo parlando sempre di 20-24 ragazzi che non ragionano tutti alla stessa maniera, dentro e fuori dal campo. Certo, le differenze tra le varie categorie esistono, e credo che sia una cosa ovvia e fatta apposta con l'intento di far crescere e mettere alla prova i giocatori, ma io sono convinto del fatto che il lavoro è alla base di tutto e alla fine paga sempre. Quello che ho imparato in questi anni di Serie C e dal mio amico Filippi, oltre che dai vari direttori sportivi che ho avuto e con cui ho collaborato, è che la professionalità diventa un elemento fondamentale se vuoi fare bene, a prescindere dalla categoria».

Tornando al campionato dell'Usinese, la prossima sfida non sarà di certo facile, con la trasferta nella tana dell'Ovodda che nasconde molteplici insidie.
«La preparerò come ho preparato tutte le altre gare, sempre basandomi sull'atteggiamento, sul modo di giocare degli avversari; incontreremo una squadra forte, in salute, molto organizzata, composta da giocatori veramente molto bravi, allenata decisamente bene: ho visto qualche spezzone di diverse partite che hanno disputato e mi hanno fatto proprio un'ottima impressione; in più andremo a giocare in un campo che è un vero e proprio fortino. Proprio per questo dico che la mentalità con cui affronteremo l'impegno farà la differenza, non dobbiamo sbagliare l'approccio, altrimenti potrebbero arrivare tanti problemi. Il nostro obiettivo è quello di fare risultato per consolidare ulteriormente il nostro secondo posto».
Dopodichè mancheranno solo quattro partite da giocare, con lo scontro diretto contro il Bonorva in programma per l'ultima giornata del torneo.
«Dobbiamo assolutamente concentrarci su di un passo alla volta; la partita più importante è sempre la prossima. Per parlare dell'ultima gara ci sarà tempo e dovremo capire in che condizioni di classifica ci arriveremo; staremo a vedere come andranno le cose, insomma, anche perchè poi credo che il Buddusò abbia già vinto il campionato, nel senso che possono perderlo soltanto loro e non penso che possano sperperare così facilmente i sette punti di vantaggio che hanno nei nostri confronti».
 

In questo articolo
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2024/2025
Tags:
Promozione
Girone B