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Pierluigi Scotto, allenatore, Macomerese
«Anche l'handicap del campo, favoriti sono altri»

La Macomerese cambia pelle, Scotto: «Più mercato del previsto, squadra tutta da scoprire»

Le certezze restano la competenza ed esperienza del tecnico Pierluigi Scotto e la solidità della società presieduta da Luciano Sau; la speranza è quella di fare un passo in avanti migliorando l'ottimo quinto posto dello scorso campionato; la realtà dice che la Macomerese fatica ancora a trovare una casa adeguata per gli allenamenti e attende a breve di avere il campo per le gare - quello di Borore - distante una decina di chilometri dal capoluogo dell'unione dei comuni del Marghine. Il mercato dei biancocelesti, però, è stato più movimentato del preventivato con un'aggiunta di acquisti fatta - e non ancora conclusa - per corprire alcune partenze di chi faceva parte della lista dei confermati fatta dal tecnico al diesse Pierpaolo Caria. 

Un aggravio di lavoro che mister Scotto rimarca nello spiegare il suo bis in biancoceleste: «Ho avuto delle chiamate anche in Eccellenza ma rimanere è stato anche un segno di riconoscenza verso la società e per continuare un lavoro che poteva sfociare in un qualcosa di bello. Ma, anziché puntellare una squadra che aveva trovato degli automatismi importanti, si sono create delle situazioni non previste e che ci hanno fatto fare un mercato quasi del tutto nuovo. Sono rimasti quattro-cinque giocatori della formazione base come Trini, Colombo, Caria, Bassanetti e Lauria, più Barria e Nachet. Contavamo di poter riconfermarne altri quattro ma Giachero ha scelto l'Eccellenza campana non potendo rifiutare un'offerta economica importante, per Ferrari è stata la stessa cosa andando al Bonorva, i due fuoriquota Fois e Vidili hanno avuto richieste in Eccellenza e giocheranno con Tempio e Taloro. Quattro pedine fondamentali che abbiamo comunque cercato di sostituire bene con gli acquisti di Scigliano in difesa e Timpanaro in attacco, che hanno caratteristiche diverse da chi è partito e con concetti tattici da rimettere in piedi»

L'anno scorso avete retto il passo delle migliori ma mancava qualcosa per stare fino alla fine con Tempio e Usinese

«Abbiamo chiuso il girone d'andata a tre punti dalla capolista Tempio, perdendo una sola gara (alla seconda giornata 0-1 con l'Usinese, ndr) e subendo solo 8 gol. Ma mancavamo delle strutture e, con lo Scalarba chiuso, avevamo a disposizione il Sertinu, un sintetico senza erba e molto più vicino all'asfalto; perciò perdevamo tre-quattro giocatori a settimana. Le squadre che hanno chiuso in testa come Tempio e Usinese avevano un'organizzazione diversa, specie nelle strutture a disposizione, che a lungo andare fanno la differenza. Il nostro handicap è stato anche giocare, di fatto, sempre in trasferta»

E il problema campo resta tale

«Ora speriamo di poter avere quanto prima il campo di Borore per poi poter tornare allo Scalarba. Senza una casa e, soprattutto, senza un campo nella nostra sede un allenatore credo non possa incidere più di tanto»

Quest'anno ci si poteva aspettare uno step in più della Macomerese ma, nel frattempo, sono piombate grandi e ambiziose piazze

«Cambia tutto rispetto all'anno scorso. Intanto parliamo di un campionato a 18 squadre con 34 giornate da disputare, quindi ben 8 in più rispetto all'ultima stagione. In tanti ci mettono tra i favoriti ma non so su quali basi. Veniamo dietro altre pretendenti e lo dico non per tirarmi indietro, perché mai l'ho fatto, ma guardando alla realtà degli organici fatti o che si stanno completando. Ci sono club blasonati come Alghero e Nuorese che puntano dritto al ritorno in Eccellenza, e piazze collaudate per la categoria come Usinese e Bonorva. Tutte queste hanno squadre e strutture molto importanti. Noi abbiamo rifatto un po' la squadra e, oltre ai già citati Scigliano e Timpanaro chiamati a rimpiazzare partenti non previsti, l'idea di base era quella di cambiare il centrocampo. E, infatti, abbiamo preso Camara, Fernandez e Bianco, aggiungendo anche l'attaccante Carrozzi e un 2005 come Zirolia, preso dalla Torres, in cui credo molto. Ultimamente abbiamo aggiunto Luca Secchi, un 2003 che era all'Oschirese, e i 2004 Salvatore Marras dall'Usinese e Alessio Luiu dal Cus Sassari perché, non avendo i numeri per fare la Juniores, dovevamo rimpinguare una rosa ancora incompleta»

Cos'altro manca a questa squadra?

«Un secondo portiere, una punta, anche se speriamo sempre di recuperare Cissè che ancora non si è presentato agli allenamenti, e un quinto a sinistra fuoriquota. Siamo disposti, per quest'ultimo, a prenderlo anche da fuori perché quasi costretti. Ho scandagliato tutto il mercato di Sassari e, tra chi deve finire la stagione e può allenarsi solo da ottobre e chi ha altre opzioni nelle vicinanze, non ho trovato chi fosse disposto a muoversi per giocare con noi»

Che Macomerese vedremo?

«Siamo una squadra tutta da scoprire, con una cifra tecnica buona ma con diverse cose da rimettere a posto. Un gruppo da rimodellare al quale daremo un'identità di gioco e che scenderà in campo semore per vincere e farsi valere. Non ci aspettavamo di ripartire con l'handicap delle strutture, per la preparazione ci hanno dirottato al Sertinu, consumatissimo e pericolosissimo per gli infortuni e, infatti, abbiamo subito perso Colombo. È una follia allenarsi lì, speriamo presto per Borore o per lo Scalabra. Tutto questo non certo per colpa della società che si è sempre adoperata per farci avere una struttura adeguata. Ne abbiamo parlato anche in questi giorni e speriamo che la questione si risolva presto»

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2023/2024