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Dpcm
Non penalizzate le società che rispettano i protocolli anti-Covid

Nuovo Dpcm: stop al calcetto e agli sport di contatto amatoriali, si salvano i campionati dilettantistici, giovanili Figc e degli enti di promozione

Stop alle partite di calcetto, basket e pallavolo tra amici e agli altri sport di contatto svolti a livello amatoriale che prevedono una stretta vicinanza tra i partecipanti, sia individuali che di gruppo. Si possono continuare a svolgere, invece, gli sport a livello dilettantistico, in quanto le società riconosciute dal Coni hanno adottato protocolli per limitare i contagi. La ratio, infatti, è non penalizzare chi per la ripresa dell'attività ha fatto investimenti e adottato protocolli, a partire dalle diverse federazioni sportive e dagli enti di promozione sportiva, come Aics, Msp e Uisp.

Queste le novità principali relative allo sport del nuovo Dpcm firmato nella notte di lunedì 12 ottobre dal premier Giuseppe Conte e dal ministro della Salute Roberto Speranza, dopo aver ricevuto un riscontro dalle Regioni sul testo finale proposto dal governo, che sarà in vigore per i prossimi trenta giorni, cioè fino al 13 novembre. La pubblicazione del Dpcm, con le nuove limitazioni anti-Covid, in Gazzetta Ufficiale non è ancora avvenuta, né il sito del governo ha ancora ufficializzato il testo ma nel documento elaborato dal Comitato Tecnico Scientifico, sottoposto al parere del Governo, si legge della necessità di interrompere le “attività sociali, culturali e sportive maggiormente a rischio” vista l’impossibilità di rispettare il distanziamento sociale. Sono quindi consentite le attività sportive di base e motorie presso palestre, piscine, centri e circoli sportivi pubblici e privati, in cui si rispettino i protocolli e le linee guida già approvate.

 

SPORT - Sono vietate tutte le gare, le competizioni e tutte le attività connesse agli sport di contatto aventi carattere amatoriale. "Lo svolgimento degli sport di contatto, come individuati con successivo provvedimento del Minstro dello Sport, sono consentiti da parte delle società professionistiche e ‒ a livello sia agonistico che di base ‒ dalle associazioni e società dilettantistiche riconosciute dal Comitato olimpico nazionale italiano (CONI), dal Comitato italiano paralimpico (CIP), nel rispetto dei protocolli emanati dalle rispettive Federazioni sportive nazionali, Discipline sportive associate ed enti di promozione sportiva, idonei a prevenire o ridurre il rischio di contagio nel settore di riferimento o in settori analoghi; sono invece vietate tutte le gare, le competizioni e tutte le attività connesse agli sport di contatto aventi carattere amatoriale". 

Nel nuovo Dpcm viene inserito il concetto di "sport avente carattere amatoriale", che subisce lo stop, mentre è consentita lo svolgimento dell'attività dilettantistica e di settore giovanile, rimanendo escluse dal divieto le attività federali e degli enti di promozione. Ciò vuol dire che una partita o un evento sportivo rientrante nell'ambito delle attività organizzate da associazioni sportive dilettantistiche affiliate a una Federazione o ad un ente di promozione sportiva continuerà a svolgersi. Invece i privati cittadini che volessero svolgere una partita di calcetto, basket o pallavolo prenotando un campo presso una società sportiva non potranno farlo.

«Con quel testo, si rende la giusta attenzione allo sport di base e si traccia una linea netta tra l’attività motoria amatoriale non codificata e lo sport amatoriale, agonistico e di base, come organizzato da soggetti riconosciuti dal Coni e dal Comitato paralimpico – specifica il presidente dell'Aics Bruno Molea - Di questo ringraziamo il ministero allo Sport che da tempo ha dimostrato di saper riservare al mondo della promozione sportiva la corretta attenzione e fiducia. AICS ha ripreso appena è stato possibile a promuovere sedute di allenamento e competizioni sportive, varando da subito protocolli dettagliati di sicurezza. Tutti gli sport di contatto sono ora possibili, all’interno di AICS, da parte delle associazioni e società sportive riconosciute dal Coni e dal Cip, seguendo i dettami dei nostri protocolli che si preoccupano di tracciare le presenze e assicurare la corretta sanificazione. Fare sport è un diritto e oggi più che mai era necessario non fermarlo: farlo in sicurezza è però un dovere civile, era quindi il momento di mettere un freno alle aggregazioni spontanee nei parchi e sulle spiagge».

 

STADI - Per le competizioni sportive riconosciute dal Coni, dal Cip e dalle rispettive Federazioni "è consentita la presenza di pubblico, con una percentuale massima di riempimento del 15% rispetto alla capienza totale e comunque non oltre il numero massimo di 1000 spettatori per manifestazioni sportive all’aperto e di 200 spettatori per manifestazioni sportive in luoghi chiusi, esclusivamente negli impianti sportivi nei quali sia possibile assicurare la prenotazione e assegnazione preventiva del posto a sedere, con adeguati volumi e ricambi d’aria, a condizione che sia comunque assicurato il rispetto della distanza interpersonale di almeno un metro sia frontalmente che lateralmente, con obbligo di misurazione della temperatura all’accesso e l’utilizzo della mascherina a protezione delle vie respiratorie, nel rispetto dei protocolli emanati dalle rispettive Federazioni sportive nazionali, Discipline sportive associate ed enti di promozione sportiva. Le regioni e le province autonome, in relazione all'andamento della situazione epidemiologica nei propri territori, possono stabilire, d'intesa con il Ministro della salute, un diverso numero massimo di spettatori in considerazione delle dimensioni e delle caratteristiche dei luoghi e degli impianti: con riferimento al numero massimo di spettatori per gli eventi e le competizioni sportive non all'aperto, sono in ogni caso fatte salve le ordinanze già adottate dalle regioni e dalle province autonome, purché nei limiti del 15% della capienza. Le sessioni di allenamento degli atleti, sia dilettanti che professionisti, sono comunque autorizzate, ma devono essere svolte a porte chiuse e nel rispetto dei protocolli emanati dalle rispettive Federazioni Sportive Nazionali"

Se per la serie A rimane tutto invariato, adesso si aprono le porte degli impianti delle altre serie minori (con la regola del 15% e limite massimo di 1000 spettatori) che, finora, era accaduto con delle ordinanze regionali, così come aveva fatto in Sardegna il presidente Christian Solinas lo scorso 9 ottobre prevedendo però "il 25% della capienza autorizzata dalle predette Commissioni di vigilanza prima dell’emergenza causata dal COVID-19 e, in via assoluta, in misura non superiore a 1.000 spettatori negli impianti all’aperto e 700 spettatori negli impianti al chiuso".

 

Ecco la lista degli sport che non si possono fare a livello amatoriale:

♦ calcio e derivati;
♦ basket;
♦ pallavolo;
♦ beach volley;
♦ balli di coppia e di gruppo;
♦ boxe;
♦ arti marziali;
♦ altri sport che prevedono un contatto.

I suddetti sport sono bloccati quando restano nell’ambito della sfera amatoriale. Si possono fare, invece, a livello dilettantistico, ma solamente quanto le società hanno adottato protocolli per limitare i contagi.


Questi, invece, gli sport che si possono fare anche a livello amatoriale in quanto garantiscono un certo distanziamento:

♦ nuoto;
♦ palestra;
♦ tennis;
♦ padel;
♦ footing (senza l’obbligo della mascherina);
♦ altri sport che non prevedono un contatto.

Sono dunque consentite le attività sportive di base e motorie presso palestre, piscine, centri e circoli sportivi pubblici e privati, in cui si può rispettare il distanziamento.

 

In questo articolo
Campionato:
Stagione:
2020/2021