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Hervatin vuole essere profeta in patria: «Il Porto Torres è ambizioso e io pure»
Il tecnico allenerà la squadra della sua città

Hervatin vuole essere profeta in patria: «Il Porto Torres è ambizioso e io pure»

Wikipedia aveva anticipato tutti dando Gianluca Hervatin sulla panchina del Porto Torres con due anni d'anticipo. L'errore stava nel fatto che chi ha contribuito a compilare la carriera da tecnico nella sua scheda ha confuso la Torres (allenata nella stagione 2009/10) con il Porto Torres. Ora se resta Porto Torres è più che giustificato (andrebbe solo modificata la data) perché il matrimonio tra il 37enne allenatore e il club rossoblù si è avuto il 19 giugno, di domenica mattina, giorno scelto più per i battesimi che i matrimoni. «Sì, ora è ufficiale - dice Hervatin - Abbiamo definito gli ultimi dettagli e possiamo iniziare a lavorare». Un lavoro da fare in casa, lui che è nato a Porto Torres, e con tante incognite, lui che la serie D la conosce per la prima volta. Da giocatore ha fatto il salto dalla C2 (Tempio) alla serie A (Parma), le categorie intermedie le ha conosciute successivamente per colpa dei tanti infortuni che l'hanno costretto a dire basta a soli 31 anni. Da allenatore, invece, ha fatto i passi giusti passando (e vincendo) dalla Prima categoria con il Valledoria, alla Promozione con l'Ittiri, per provare l'Eccellenza con la Torres e l'anno scorso con il Valledoria, società alla quale il tecnico è rimasto legato: «Li ringrazio per avermi aspettato e per aver voluto il mio bene professionale. Auguro al Valledoria di disputare un bel campionato puntando al continuo miglioramento dei risultati». Porto Torres è l'ultimo step ma solo inteso in senso temporale perché la voglia di crescere di Hervatin è inarrestabile.

 

Gianluca HervatinAllenare il Porto Torres per uno che è nato a Porto Torres è il massimo che possa capitare?

«In questo momento presumo di sì, spero di poter conseguire bei risultati sulla scia dell’ottimo lavoro fatto in questi anni da Rosario Affuso. Allenare il Porto Torres, però, per me non è un punto d’arrivo ma un punto di partenza, perché voglio crescere ulteriormente dal punto di vista professionale e magari lo farò con questo stesso club visto che entrambi ci vogliamo distinguere»

Perciò si può sperare in un Porto Torres a grandi livelli la prossima stagione

«Sicuramente il presidente Enrico Piras è ambizioso, come il sottoscritto, ma nella costruzione della squadra bisognerà tenere d’occhio al bilancio. Io sono ottimista, i risultati che vorrebbe ottenere la società sono gli stessi miei»

Nell'accordo di stamattina c'è stato un piccolo accenno al mercato che potrà fare la società?

«Si è parlato più che altro di intenzioni e volontà ma l’incontro era volto soltanto a trovare l’intesa definitiva. Da domani per il mercato si parte a stretto contatto con il diesse Giorgio Biccheddu»

Si può fare qualche nome di giocatore che Hervatin vorrebbe portare a Porto Torres?

«È prematuro fare nomi, bisogna vedere quanti saranno i riconfermati dei “vecchi” e quanti dei giovani, si deve creare un giusto mix ed equilibrio che crei serenità. In una squadra non ci vogliono solo giocatori bravi, ma giocatori che si completino»

La creazione del "gruppo" è stata la base principale dei successi di Hervatin da allenatore

«Ma certo, e anche il Porto Torres dovrà avere la consapevolezza dell'importanza del gruppo per ottenere certi risultati. Se ognuno pensa a coltivare il proprio orticello io dico sempre di andare a praticare altri sport come il tennis o il pugilato, lì si esalta l'individualità. Nel calcio il singolo non va da nessuna parte senza l'aiuto degli altri 10 compagni di squadra. Poi, essendo stato calciatore so bene che ogni atleta si crea la propria classifica di merito ma il calcio non è più come quello di 20 anni fa; ora, con le regole dei giovani, si deve capire che non necessariamente chi sta in panchina lo è perché non merita di giocare»

Quali giocatori conosce della rosa della scorsa stagione?

«Alex Frau l’ho visto crescere, lo conosco bene perché abitava dietro casa dei miei genitori anche se per ragioni di età ho frequentato più i suoi fratelli. E poi Mario Fadda col quale siamo stati compagni per alcuni mesi alla Villacidrese. Gli altri comunque li conosco molto bene dal punto di vista calcistico»

Frau e Fadda partiranno avvantaggiati?

«Assolutamente no, credo di essere sempre stato misurato nei rapporti coi giocatori in tutte le squadre nelle quali ho allenato. Il fatto di conoscere meglio Alex e Mario non deve condizionare le mie scelte, quando si fa l’allenatore bisogna mettere da parte le amicizie sennò diventa un incubo»

In ogni caso entrambi saranno della rosa anche il prossimo anno?

«Mi auguro di sì, loro fanno parte del gruppo storico del Porto Torres, se lo vorranno saranno di grande aiuto per me»

Hervatin vorrà sfatare il detto “nemo profeta in patria”

«Io penso sempre positivo, affronterò questa avventura con il piglio giusto. Più è grande il rischio e maggiore è la soddisfazione che si prova nel raggiungere un certo risultato»

Fabio Salis

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2010/2011
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Sardegna
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