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Virgilio Perra, allenatore, Monastir
«In carriera ho fatto bene, ho sbagliato le ultime scelte»

Monastir, Perra: «La squadra è giovane ma c'è unità d'intenti. Vengo al campo con entusiasmo, si può aprire un ciclo»

Qualche allenamento e subito una gara ufficiale. La prima di Virgilio Perra al Monastir è stata una sconfitta di misura in Coppa Italia contro la San Marco nella quale i giovani biancocelesti hanno offerto una buona prova, specie nel primo tempo, segnando un gol (annullato), reclamando per due rigori non fischiati e venendo battuti da una prodezza di Fanni (semirovesciata), uno dei tanti ex del match.

Il tecnico di Elmas, subentrato a Marco Cossu, analizza così il match di sabato: «Abbiamo una squadra giovane, avevamo anche qualche assenza e uno o due acquisti li faremo. I ragazzi hanno fatto bene, abbiamo anche segnato un gol ma ce l'hanno annullato, sono contento per l'attenzione tattica dei ragazzini, possiamo lavorare bene e cercare di raggiungere l'obiettivo-salvezza. Ci interessava vedere i ragazzi in campo, il loro spessore contro una squadra importante; questo è un bel gruppo e coi giovani è bello lavorare perché c'è una unità d'intenti, vengo al campo con entusiasmo».

Un'Eccellenza impoveritasi tecnicamente. «Non è un gran livello ed è una categoria in cui se uno ha un po' di gamba, di testa e sa dare due passaggi ci può giocare. Però è un campionato impegnativo, ci sono giocatori esperti che sanno stare in campo e quindi affrontarlo con una squadra giovane è sì stimolante ma va anche messo in preventivo che in certi campi per noi sarà dura».

Perra cerca il riscatto. «Alleno da una ventina d'anni, per la maggior parte della mia carriera ho quasi sempre allenato in Interregionale e penso di aver fatto sempre bene. Negli ultimi due anni ho sbagliato scelte, sicuramente non le rifarei, scelte fatte non tanto per la voglia di riallenare, ma una volta per amicizia e un'altra sbagliata totalmente perché avevo altre opzioni. Sono stato in posti in cui ci sono dirigenti che appaiono e scompaiono in dodici mesi, con competenze limitate. A Monastir, invece, c'è Matteo Zanda che all'Atletico feci esordire a 16 anni, capisce di calcio ed è serio, così come la società; hanno l'umiltà di ascoltare e di farti prendere certe decisioni. Qui si può aprire un ciclo tipo quello all'Atletico con gli Orrù, c'è un bel settore giovanile, una bella struttura e uno sbocco in prima squadra che diventa indispensabile».

In questo articolo
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2020/2021
Tags:
Coppa Italia