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Promozione
L'ex tecnico del Lanusei: «Ho riposato parecchio»

Pilia pronto a rientrare in pista: «Nessuna chiamata dal Taloro, al Tortolì servirebbe un mago»

L’idea di trascorrere un’estate sotto l’ombrellone, col telefono a larga distanza, lo ha accarezzato per diversi giorni, all’indomani della sua ultima partita sulla panchina del Lanusei. Ma la passione per il calcio attraversa le sue vene e la voglia di lanciarsi in una nuova avventura si è letteralmente impossessata dei suoi pensieri. Fiorenzo Pilia, che oltre al calcio nutre un profondo amore per il ciclismo, ingrassa la catena e collauda i pedali in vista di una possibile nuova tappa. Non ne farebbe un dramma se non arrivasse la chiamata, ma su un punto non si discute: la sua cultura, unita ad una trentennale esperienza, potrebbe far comodo a diverse squadre che ancora non hanno affidato la guida tecnica. Finora, il tecnico di Triei non ha mai oltrepassato i confini dell’Ogliastra, ma ora la sua maturità professionale lo spinge anche in piazze distanti da casa. Il prologo del nuovo tour è appena iniziato.

 

Fiorenzo PiliaMister, dopo un’annata positiva, per il momento, lei resta a piedi

«Per il momento la realtà dice che sono fermo. Comunque, per i miei gusti ho già riposato parecchio dopo un anno intenso sulla panchina del Lanusei. Diciamo pure che ho già smaltito tutte le tossine accumulate e sarei pronto a calarmi in una nuova realtà»

Qualche giorno dopo la fine del campionato, lei ha espresso la volontà di fermarsi un anno. È ancora di quel parere?

«All’inizio dell’anno ho intrapreso una nuova attività professionale, per cui dovevo capire se ad essa potevo abbinare ancora un impegno costante nel calcio. Pian piano, però, ho capito che il mio primo lavoro mi concedeva lo spazio utile per potermi rimettere in gioco e allora, eccomi qua a parlare di mercato, possibili trattative etc, etc...»

Le sue dichiarazioni arrivano quando ormai in Ogliastra sembrano essersi chiuse tutte le porte

«Non c’è mica solo l’Ogliastra. Anzi, per dirla tutta, non mi dispiacerebbe provare un’esperienza nuova nelle vicine province. A oggi, non ho nessuna preclusione dovuta alle distanze. Si tratterebbe di una scommessa e per vedere se è vincente, devi per forza giocarla. E poi, colgo l’occasione per porgere a tutti i miei colleghi ogliastrini, un augurio sincero per la nuova stagione»

Al confine con l’Ogliastra, ci sono due squadre barbaricine in Eccellenza ancora senza allenatore. Ha mai fatto un pensierino a Nuorese e Taloro Gavoi?

«Magari ci fosse una prospettiva simile. Valuterei senz’altro l’offerta di entrambe, soprattutto perché sono due piazze molto importanti del nostro calcio, che nel corso degli anni hanno anche creato una certa cultura sportiva. Magari adesso, da quanto si legge sulla stampa, la Nuorese attraversa un momento di difficoltà, ma oggi chi non lo attraversa? Anche a Gavoi regna un ambiente salutare intorno alla squadra e sicuramente per chi arriva da fuori, è facile ambientarsi. Ecco, a mio parere in queste piazze ci sarebbe la possibilità di lavorare con oculatezza e serenità, puntando sulla qualità del gruppo, staff e di conseguenza della squadra. Però, ho già parlato tanto di qualcosa che attualmente non esiste»

Con quale staff lavorerebbe?

«Con uno staff di persone qualificate e di alta preparazione: due preparatori, atletico e dei portieri»

Accetterebbe una proposta dalla Prima categoria?

«Chiaro che l’ambizione sarebbe qualcosa di più della Promozione, ma come ho già detto, non chiudo le porte a nessuno. Saranno i programmi e le ambizioni a darmi l’input giusto»

E l’ipotesi di un ritorno al Triei?

«So che l’allenatore non sarà più Davide Cucca e questo, sinceramente, mi dispiace parecchio perché avrebbe potuto dare davvero tanto. Comunque, per quanto mi riguarda, non ho avuto nessun contatto. Negli ultimi 20 anni a Triei si è creata una cultura calcistica importante, che tante società oggi invidiano e alla cui crescita credo di aver contribuito anche’io nel corso della mia esperienza col club biancoverde (prima come responsabile del settore giovanile e poi come allenatore della prima squadra, ndr)»

Tanti tifosi del Tortolì avrebbero il desiderio di vederla sulla panchina rossoblù

«È un attestato di stima importante, che dimostra l’ottimo lavoro da me svolto con la squadra prima dell’avventura a Lanusei. Credo che la panchina del Tortolì sia particolarmente ambita da tutti gli allenatori, visto che si tratta della squadra più importante dell’Ogliastra. Sono molto dispiaciuto per la recente retrocessione dopo otto anni di Eccellenza e francamente mi auguro che la squadra venga ripescata. Ne trarrebbe indubbiamente vantaggio tutto il movimento calcistico ogliastrino. Attualmente, comunque, vedo troppi punti interrogativi sul futuro, a tal punto che forse, più che un allenatore, per dare un segnale di ripresa a tutto l’ambiente servirebbe ingaggiare un mago»

Roberto Secci

In questo articolo
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2010/2011
Tags:
Sardegna
Intervista