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Dal Cagliari al Ghilarza, Chergia è pronto a risalire
«Per sfondare ci vogliono centimetri e fortuna»

Dal Cagliari al Ghilarza, Chergia è pronto a risalire

Ha giocato nelle giovanili del Cagliari con Ragatzu, Vigorito e Verachi che hanno esordito in serie A ma Fabio Chergia, classe 1990, punto di forza del Ghilarza sa cosa ci sarebbe voluto per trovare sbocco almeno nei professionisti: «Per poter giocare ai loro livelli mi sono mancati i centimetri tipici per un centrale difensivo. Infatti sono stato poi dirottato sulle fasce. Comunque ho fatto anche una bella esperienza in nazionale Under 16». E se almeno in serie D non è presente, così come stanno facendo altri ex compagni in rossoblù come i vari Crobeddu, Piselli, Filippo e Mirko Atzeni, è per una scelta ben precisa. «L’anno scorso ho cominciato a Sanluri – racconta il 20enne di Oristano – poi ho deciso io di scendere di categoria per l'importante chiamata della Torres mentre mi stavo allenando col Tavolara. Ora sono contento di essere al Ghilarza, ottimo ambiente e gruppo, poi sto giocando e spero di esprimermi al meglio».

Come mai sei rimasto a Sanluri solo pochi mesi e perché non fu felice l'avventura alla Torres?
«A Sanluri sono partito bene, sfortunatamente ad ottobre ho subito una grave distorsione alla caviglia in allenamento che mi ha bloccato diverso tempo, poi fui colpito dalle scelte societarie che fecero un grande taglio di giocatori visto il non soddisfacente inizio di campionato. A Sassari, invece, mi procurai uno stiramento tre giorni prima del mio esordio col Porto Torres e fui costretto ad un mese di stop. Per di più a gennaio mi strappai e così compromisi il mio campionato senza potermi esprimere al meglio in una grande piazza come Sassari. Posso dire tranquillamente che sia stato un anno sfortunatissimo per me»

Un punto nelle prime sei giornate e poi 12 punti in 7 partite. A parte il 4-0 di Samassi, il Ghilarza ha fatto belle vittorie e ha dato filo da torcere a tutti, a cosa è dovuta questa inversione di tendenza?
«Le ultime prestazioni sono frutto del sacrificio fatto negli allenamenti per allinearci, sotto l'aspetto fisico, alle altre squadre. Noi abbiamo iniziato tardi la preparazione per via del ripescaggio. Aggiungerei anche che il gruppo è nuovo e abbiamo avuto normali difficoltà di intesa in campo, inoltre il calendario non è stato certo dalla nostra parte. Ora viviamo alla giornata»

Come è il mister Paolo Onida alla sua prima esperienza alla guida della prima squadra?
«È un tecnico molto competente, un motivatore che ha una gran voglia di far bene. La sua giovane età (31 anni, ndr) ci ha aiutato molto a rapportarci con lui, tant'è vero che è seguito in primo luogo dai senatori e poi da noi giovani»

Com’è questo mix tra giocatori esperti come Musu, Surano, Ferraro e Lai e gli altri giovani come te della squadra?
«A lungo andare si sta rilevando ottimo, noi giovani impariamo molto da loro in settimana e in partita, e loro sono i primi ad incoraggiarci ed aiutarci. Nei momenti bui si sono presi in carico la squadra spronando tutto l'ambiente e credendoci sempre»

Avete fermato in casa Atletico e Torres ora incontrate altre due squadre di alta classifica come il Muravera, che ha ripreso a correre, e il Fertilia, che vuole riprendersi la vetta. Che partite saranno?
«Due incontri molto difficili che noi affronteremo senza alcuna paura. Muravera è un campo ostico ed è una squadra composta da giocatori di grande spessore, uno su tutti Oliveira. Sarà una bella emozione poterlo marcare. Contro il Fertilia, invece, cercheremo di far valere il fattore campo puntando alla vittoria. Ci sarà un bel duello con Andrea Sanna, attaccante molto forte che sarà un osservato speciale essendo un ex»

Il Sant’Elia vi ha battuto in casa vostra ad inizio stagione 5-0 e ora è in testa, la tua ex Torres sta volando, pensi che i cagliaritani possano rimanere su fino alla fine e che i sassaresi siano rientrati definitivamente in corsa?
«Il Sant’Elia è senz’altro la squadra che più mi ha impressionato per il gioco espresso e la qualità dei giocatori, sia gli esperti che i giovani. Non mi sorprende affatto che siano in testa, navigheranno nelle prime posizioni fino alla fine. La Torres è tornata in corsa e lotterà per la prima piazza, ha un grande allenatore e giocatori forti in ogni reparto, senza dimenticare la spinta che riceverà dal pubblico»

Domenica in coda avete vinto tutte, solo l’Olbia appare in difficoltà, come vedi la corsa salvezza?

«Questo campionato di Eccellenza è più equilibrato degli scorsi anni, la quota salvezza si alzerà rispetto al passato. La classifica è molto corta e c'è anche l'incognita del mercato di dicembre, molte squadre si rinforzeranno. Sarà una lotta che coinvolgerà almeno 9 o 10 squadre e ci sarà da soffrire fino alla fine»

Fabio Salis

In questo articolo
Campionato:
Stagione:
2010/2011
Tags:
Sardegna
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Intervista