«Nessuno andrà in fuga, noi pensiamo ad una gara per volta»
Il Castelsardo corre forte, Nativi: «Partiti bene ma è un girone difficile, i giochi si decideranno all'ultimo»
Il Castelsardo corre forte e, con la quinta vittoria di fila, si conferma al secondo posto del girone B di Promozione dopo sette giornate. La squadra di Carlo Nativi resta in scia alla capolista Ozierese con una sola lunghezza di svantaggio e si conferma compagini tra le più attrezzate nella lotta al salto di categoria. L'unica sconfitta resta quella della seconda giornata, 0-1 in casa contro il Campanedda, che si sarebbe potuta trasformare in successo se non ci fosse stato l'errore formale nel ricorso che il Giudice Sportivo ha rigettato. I rossoblù domani saranno in campo per il ritorno degli ottavi di finale della Coppa Italia contro l'Arzachena partendo dal successo dell'andata per 1-2.
Mister Nativi non che essere soddisfatto per questo inizio di stagione.
«Anche perchè la squadra è stata ricostruita quasi da zero. Abbiamo confermato giusto 5-6 elementi integrando la rosa con altri giocatori validi e, soprattutto, con delle persone che potessero fare al caso nostro anche sul profilo caratteriale. Siamo riusciti a partire piuttosto bene, è vero, ma c'è da dire anche che il campionato è molto difficile: ci sono diverse compagini molto competitive ed attrezzate, penso ad esempio a Coghinas, Ozierese, Campanedda e, allo stesso Luogosanto. Io credo che i giochi si decideranno tutti nelle ultime giornate, vale sia per quanto riguarda la parte alta che la parte bassa della classifica».
Il Castelsardo ha battuto 4-2 il Luogosanto nell'ultimo incontro.
«Per me era un confronto dal sapore particolare, contando che sono stato l'allenatore degli azzurri per due anni. Avevamo di fronte un avversario di primissimo livello ma sono contento per come si sono espressi i miei ragazzi, approcciando la sfida col piede giusto e mostrando grande compattezza. La cosa che ci tengo a sottolineare è che quando segnavamo i gol tutti i ragazzi, sia i giocatori in campo che quelli della panchina, si abbracciavano e facevano festa. Questo significa che abbiamo costruito un gruppo solido».
Un successo maturato con una ripresa importante.
«Il primo tempo è stato decisamente equilibrato, considerando poi che si è chiuso sull'1 a 1 con qualche occasione in più per noi. Nella ripresa siamo usciti bene, per fortuna le cose sono andate nel verso giusto e siamo riusciti a chiudere il discorso. Il Luogosanto si è dimostrata una compagine difficile da affrontare, una delle più ostiche tra quelle che ci sono nel nostro girone».
Il Castelsardo ha raggiunto un livello notevole e il 2° posto è una logica conseguenza.
«La continuità è un elemento importante per fare bene, ma questo significa anche che gli avversari scendono in campo con maggiore determinazione e con l'intento di batterti. Bisogna avere la giusta consapevolezza nei propri mezzi per portare punti a casa e noi prepariamo una partita alla volta, settimana per settimana, senza programmi a lungo termine. Se pensi troppo al futuro ti complichi le cose e tutto va storto. Questo è un campionato molto equilibrato, puoi vincere e perdere con chiunque e non c'è la classica squadra che può prendere il largo e chiudere il discorso per la vittoria finale in netto anticipo, come magari è successo l'anno scorso. Il nostro primo obiettivo, quindi, è quello di conquistare la salvezza, poi vedremo se ci sarà la possibilità di fissare altri traguardi, e staremo a vedere dove riusciremo ad arrivare a fine stagione».
Nativi traccia la rotta da seguire.
«Dobbiamo avere grande rispetto dell'avversario che si ha di fronte, a prescindere dalla forza o dalla posizione che occupa in classifica. Noi scendiamo in campo ogni domenica per vincere, una cosa che ripetevo già lo scorso anno, quando ho preso la squadra che si trovava al penultimo posto e lo dico quest'anno. Il più bravo vince ma non dobbiamo mai dimenticare il rispetto, sia quando le cose vanno bene che quando vanno male».
I numeri sono a favore del Castelsardo: secondo miglior attacco e seconda miglior difesa.
«Ė semplicemente il frutto del lavoro che stiamo facendo in campo sin dai primissimi giorni della preparazione. In più sono convinto che il divertimento sia un ingrediente fondamentale, ma senza dimenticare la serietà. Ai ragazzi dico che quando si divertono diventa tutto più semplice e io negli allenamenti non faccio mai mancare la palla».
Poi il tecnico apre una piccola parentesi sulla regola sui fuoriquota.
«Se devo essere sincero, sono un po' scettico. Dovremmo lavorare molto più sui giovani, questo è vero, ma partendo dal basso, dai settori giovanili. Io spesso schiero cinque fuoriquota in campo e sono convinto che se un ragazzo merita di giocare dovrebbe farlo, a prescindere dal fatto che ci sia una regola ad imporlo».
Una squadra è grande quando c'è dietro una grande società.
«Ci tengo molto a ringraziare la società perché mi sta mettendo nelle condizioni migliori per poter lavorare al meglio. E ho l'immensa fortuna di poter collaborare con uno staff tecnico di primissimo livello; non faccio nomi ma posso solo dire che sono tutti molto preparati sul piano professionale, oltre ad essere anche delle ottime persone, ed il discorso vale pure per i dirigenti accompagnatori, che mi stanno davvero dando una grossissima mano. La mia fortuna è proprio quella di aver trovato un ambiente sano qui a Castelsardo: una società a dir poco spettacolare e la gente del posto che è sempre stata super ospitale nei miei confronti, mi hanno fatto sentire subito a casa. L'anno scorso, dopo il mio arrivo, ho perso cinque partite di fila e di solito, con questi risultati, l'allenatore viene subito messo in discussione; nel mio caso era stato tutto ampiamente messo in preventivo, ma devo ribadire che a Castelsardo la società ed i tifosi mi sono sempre stati vicini e si sono rivelati sempre correttissimi, anche quando le cose non andavano bene. Lavorare in queste condizioni risulta sempre più semplice. Poi ho la fortuna di avere una famiglia fantastica che mi supporta: ne approfitto per salutare mia moglie e i miei gemelli».
Il calendario ora riserva la sfida contro il Buddusò, staccato in classifica di ben 13 punti.
«Io la classifica non la guardo nemmeno; so solo che il Buddusò è una squadra molto quadrata, guidata da un allenatore bravo come Mario Fadda, che è un mio ottimo amico e con cui ho un ottimo rapporto. Non vado mai a preparare le partite basandomi sulla classifica, ma preferisco resettare tutto e concentrarmi su un impegno alla volta anche perché, se proprio devo dire come la penso, la posizione che occupano è un po' bugiarda. So che sono un osso duro da affrontare, soprattutto quando giocano tra le mura amiche; noi cercheremo di preparare la sfida nel modo migliore; ciascun giocatore deve scendere in campo con l'idea di vincere, ma dopo il triplice fischio bisogna ritornare ad essere un po' più spensierati ed essere tutti amici».
