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Il sogno di Cellino si avvera: «Ecco la casa del Cagliari»
Il nuovo stadio a Elmas, sarà pronto per fine 2011

Il sogno di Cellino si avvera: «Ecco la casa del Cagliari»

Dopo un tira e molla durato dieci anni con il comune di Cagliari, Massimo Cellino avvera il suo sogno: la realizzazione di uno stadio privato, all'avanguardia, costruito con materiali innovativi, confortevole sia per i tifosi che per i giocatori. Ma non sarà Cagliari la nuova casa del Cagliari bensì la vicina Elmas, che ha subito sposato il nuovo progetto vendendo l'area in località Santa Caterina, a pochi passi dall'aeroporto. Il presidente rossoblù ha illustrato ufficilamente oggi, nel Municipio di Elmas, come intende realizzare lo stadio che avrà 23.600 posti, tutti al coperto, e che dovrebbe essere pronto entro la fine del 2011. 

I lavori in primavera - Cellino ha sempre detto e ripetuto: «Se non nascerà nei tempi previsti questo stadio, non ci sarà più il Cagliari». Il via libera dall'amministrazione comunale di Elmas, come ha ricordato il sindaco Walter Piscedda durante la presentazione ufficiale del nuovo progetto - è arrivato il primo settembre. Oggi si è apposta la firma dell'acquisto. «Contiamo di iniziare i lavori in primavera - ha detto Cellino - Se i tempi burocratici ce lo consentono sarà pronto per Natale del prossimo anno».

Finanziamento privato - I costi non sono stati ancora precisati. «Lo finanzierà il Cagliari al 90% - ha sottolineato il presidente - è da dieci anni che sto mettendo da parte i soldi per fare questo grande investimento per la mia squadra e la Sardegna. Vorrei che fosse il primo in Italia costruito da una società, se rispetteremo i tempi forse anticipiamo anche la Juventus. E questo deve essere un motivo d'orgoglio per i sardi, che non devono sentirsi gli ultimi arrivati»

Stadio all'avanguardia - Ormai il Sant'Elia è fatiscente e ciò che più sconvolge è che è stato ristrutturato appena 20 anni fa. «Al Sant'Elia non si può più stare - continua il presidente rossoblù - Dove dobbiamo andare a giocare, a Udine? Sarà uno stadio all'avanguardia, tutto al coperto per 23.600 spettatori, costruito con materiali innovativi che ci consentiranno di risparmiare circa il 30% dei costi e accorciare i tempi di costruzione. Ci sarà una visibilità e un'illuminazione eccezionale, un'acustica studiata nei particolari per la quale il tifo sembrerà di 50-60mila spettatori. Non ci sarà un centro commerciale, sarà uno stadio e basta, aperto solo per la partita con dei bar comodi, puliti, per trascorrere del tempo in tutta relax. Sono previsti circa 7.000 parcheggi, numerati per ogni singolo abbonato e intorno all'impianto, invece, è prevista la realizzazione di un'area verde. Sarà uno stadio che tutti ci copieranno. È assurdo che in Italia ci siano ancora così tanti impianti vecchi, al partire dal Sant'Elia. È un danno per il nostro calcio che rischia di perdere competitività».

Si chiamerà Santa Caterina? - La Karalis Arena era legata più al vecchio progetto in sostituzione del Sant'Elia, in questo caso il nome non è stato ancora scelto, ma potrebbe essere quello della località ospitante, Santa Caterina. Per ora è solo un'idea che ha trovato riscontri positivi nell'amministrazione di Elmas.  

Perché a Elmas - Cellino spiega: «La viabilità, l'ubicazione,  la disponibilità di terreni che ha Elmas non si riscontra in altri posti». E il perché non si farà più lo stadio a Cagliari è presto detto: «Stimo il sindaco Floris come persona, ma i problemi di Cagliari sono sotto gli occhi di tutti. Non è solo il Sant'Elia, è un discorso generale che riguarda tante cose di una città che ha sottovalutato troppi problemi. Cagliari non riesce a partorire niente di nuovo».

Le riserve dell'Enac - L'Ente Nazionale dell'Aviazione Civile aveva posto delle riserve per la vicinanza del nuovo stadio all'aeroporto. Cellino ha chiarito: «Io non ho rapporti con l'Enac, non ho compagnie aeree e quando viaggio pago il biglietto come tutti. Se hanno dei problemi li espongano, qui noi siamo umili e non guerrafondai ma non siamo neppure stupidi e meritiamo rispetto. Abbiamo rispettato le leggi e le volumetrie perciò non ci sono né torri né pannelli fotovoltaici».

La querelle con il Comune di Cagliari -  Per anni l’amministrazione Floris ha sempre rimandato la decisione sulla realizzazione del nuovo stadio, soprattutto perché il progetto di Cellino prevedeva l'abbattimento del Sant'Elia, quello costruito all’indomani dello scudetto del 1970 e che faceva storcere il naso a tanti, compreso il bomber Gigi Riva. Oltre un anno fa, la maggioranza del consiglio comunale aveva votato una delibera che chiedeva al sindaco Emilio Floris di trovare un accordo con il presidente rossoblù. Poi si scopre che l’area è di proprietà della Regione e che, per la cessione dell’area, serve l’ok di Cappellacci e della giunta. Infine, complice la possibilità che Cagliari potesse ospitare alcune partite degli Europei del 2016  qualora fossero stati assegnati all’Italia, l'amministrazione era quasi riuscita a far passare la rimozione del Sant’Elia. Benché nel bilancio del Comune l’area e l’impianto valgono 50 milioni di euro. Poi a maggio il no all’Italia, gli Europei vanno alla Francia e tutto si riferma. Per il presidente del Cagliari non c’è più tempo da perdere e così sceglie di costruire il nuovo stadio a Elmas.

In questo articolo
Campionato:
Stagione:
2010/2011
Tags:
Cagliari
Cellino