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Dopo Tempio anche Ghilarza ko, la Ferrini si salva, solo l'Ossese vince

L'Ilva cala il poker e inizia il conto alla rovescia per la D, in coda si svegliano Sant'Elena, Villacidrese, Bosa e il Carbonia sfiora il colpaccio

Da una parte l'Ilva fa altri tre passi che l'avvicinano sempre più alla serie D, dall'altra c'è la sommossa delle ultime della classe che rende il finale di campionato un po' meno scontato per la corsa a tenere vivo il playout. Tutto è iniziato sabato con la sconfitta della vicecapolista Tempio a San Teodoro, prontamente colta dai maddalenini col poker riìfilato al Taloro per un +14 sulle prime inseguitrici che può tornare a +11 se mercoledì i galletti i vinceranno il recupero col Bosa. Il se è d'obbligo, dopo l'inatteso successo dei planargiesi in rimonta a Ghilarza che riaccendono la speranza di acciuffare uno spareggio-salvezza riprendendosi il quartultimo posto diviso ora col Carbonia, che ha sfiorato il successo in casa della Ferrini e rosicchiato un punto su Calangianus e Tharros, battute entrambe dalle ultime della classe, Sant'Elena in trasferta e Villacidrese in casa. Vince l'Ossese dopo aver calato il tris al Li Punti e risupera il Villasimius fermo ai box ma dentro ancora ai playoff per effetto del già citato ko interno dei guilcerini. Vittoria con sorpasso del Barisardo sull'Iglesias che toglie le residue possibilità ai minerari di rientrare nella lotta al quinto posto, non ancora impossibile ma con un riposo da fare le gare che restano sono quattro mentre le prime della classe ne giocheranno cinque.

 

L'unico anticipo del sabato aveva consegnato una ghiotta chance su un piatto d'argento all'Ilva che ne ha subito approfittato contro il Taloro impiegando appena un tempo per mandare in play la vittoria numero 18 e scavallare la quota 60. La squadra di Cotroneo ha sbloccato il punteggio dopo 13' con un calcio di punizione di Dominguez, abile nell'infilare la palla sull'angolo basso coperto dalla barriera. Al 20' arriva il raddoppio Facundo Maitini con un destro in corsa che non lascia scampo a Fadda e poi, superata la mezzora, ci pensa Touray a mattere il fiocco alla gara firmando la doppietta personale dapprima spingendo in rete la palla smorzata da Fadda su un esterno ravvicinato di Facundo Maitini e, 4' dopo, scattando sul filo del fuorigioco sul lancio di Nico Maitini per battere Fadda con un preciso sinistro. Gara messa in ghiacciaia e ripresa giocata con accademia. Adesso per gli isolani c'è una sola certezza, mancano 5 punti per rendersi inavvicinabili dalle seconde, nelle prossime due trasferte contro Bosa e Ghilarza potrebbe arrivare la certezza aritmetica per l'immediato ritorno in serie D.

Questo perché il Tempio, come detto, ha conosciuto la seconda sconfitta esterna del girone di ritorno maturata già nel primo tempo della sfida di San Teodoro. Superata la prima mezzora in cui la squadra di Cantara ha cercato di sbloccare il risultato con la potente conclusione di Roccuzzo al 18' ben respinta da Deiana, ecco che i viola di Sanna mettono in moto la temibile coppia d'attacco con il capocannoniere Mulas che si procura il calcio di rigore che Ruzzittu trasforma. Prima del riposo arriva il raddoppio sugli sviluppi di un calcio d'angolo battuto da Raimo e insaccato da Malesa. Nella ripresa i padroni di casa non danno modo agli azzurri di riaprire il match e i preziosissimi tre punti sono quelli utili per l'ormai quasi certa salvezza.

La Ferrini scende in campo sapendo che può riprendesi la seconda piazza in solitaria ma si imbatte in un sorprendente Carbonia che lotta per conquistarsi il playout e va vicino all'exploit esterno. I sulcitani giocano una prima frazione quasi perfetta, segnano con Dore ma il mancino non può esultare per la segnalazione di fuorigioco mentre l'ex Figos impegna Bigotti che si rifugia in angolo. Al 21' la sbloccano i biancoblù con uno scambio tra Prieto e Porcheddu che libera lo spagnolo davanti all'ex Manis poi battuto con un preciso tocco angolato di destro. Superata la mezzora il raddoppio sembra cosa fatta quando Porcheddu serve Basciu in area di rigore ma il classe 2004 calcia alto. Lo stesso Basciu si rifà poco dopo, sempre su assist di Porcheddu, e questa volta batte Manis. La squadra di Mingioni è padrona del match e sfiora il tris quando non approfitta di un errore difensivo avversario con Basciu che appoggia per Dore chiuso in modo decisivo da Bonu, mentre nel recupero ci vuole un grande Manis per mandare in angolo la conclusione di De Vivo. Scampato lo 0-3, i cagliaritani si ricollegano col match durante l'intervallo e, nella ripresa - dopo esser stati graziati in contropiede da Cordoba - dimezzano lo svantaggio con il diagonale di Podda da dentro l'area e nel finale acciuffano il pari con un altro ex, Federico Boi, a segno con un gran colpo di testa. Nel recupero ancora un'opportunità per i sulcitani di piazzare il colpaccio ma il giovanissimo Lambroni, classe 2007, riceve palla da Porcheddu abile nel superare Manis in uscita ma fallisce il tocco a porta sguarnita.

Chi invece non si fa scappare l'occasione è l'Ossese che, dopo il ko interno con l'Iglesias e il proprio turno di riposo, torna al successo grazie alla 12esima vittoria al Walter Frau. Ne fa le spese il Li Punti che ha avuto il torto di non sfruttare a dovere le proprie occasioni da gol costruite. La prima chance è dei bianconeri con la punizione di Mainardi che Mannoni dissinnesca, dall'altra parte Lemiechevsky, di testa, non inquadra lo specchio di porta. Al 22' la sblocca Gueli su calcio piazzato e se Mainardi non riesce a raddoppiare due volte di fila esaltando i riflessi di Mannoni ci vuole un grande Cherchi per opporsi all'incornata del solito Lemiechevsky. Poi tocca a Spano non finalizzare l'assist di Pucinelli mentre l'implacabile Villa sfrutta un errore difensivo dei sassaresi e firma il raddoppio prima del riposo e prima della parata di Cherchi sul tiro di Spano, del palo colpito da Mainardi e della prodezza ancora di Cherchi su Coulibaly. Nella ripresa la squadra di Salis tenta di rientrare in gara con il tiro a fil di palo di Onali e la botta di Mastino che Cherchi devia in angolo- Solo nel finale la squadra di Fadda chiude i conti con il neoentrato Vita abile a sfruttare l'assist di Mainardi.

Il Villasimius, fermo ai box per il riposo, pensava di dover uscire dal quartetto dei posti playoff perché il Ghilarza ospitava il Bosa battuto a domicilio nel turno precedente proprio dai sarrabesi. E il primo tempo sembra andare per il verso giusto per i guilcerini che, prima della mezzora, trovano il vantaggio con la rete del bomber Caddeo. Nella ripresa la squadra di Demartis cala la tensione e i rossoblù di Carboni nei approfittano con l'uno-due in meno di dieci minuti firmato da Mura prima e dal rigore di Fortunato poi.  A quel punto i giallorossi cercano alla disperata il gol del pari ma i planargiesi difendono una vittoria tanto insperata quanto importantissima perché utile ad agganciare il Carbonia nella lotta al quartultimo posto. E questo perché al regalo che si sono concessi Mattiello e compagni si è aggiunto quello fatto dal Sant'Elena che, contro ogni pronostico, va a vincere in casa del Calangianus. I galluresi contavano molto sul match casalingo per chiudere in modo forse decisivo la partita salvezza ma i quartesi colpiscono dopo un quarto d'ora con Floris, tornato al gol dopo un lungo periodo di astinenza. Lo svantaggio mette ansia ai giallorossi che non riescono a perforare l'attenta difesa biancoverde. Ed è così che matura la seconda vittoria dell'era Rinino con un classico colpo di coda che probabilmente rischia di essere inutile per cercare un aggancio al playout, intanto per il turno di riposo che devono osservare Pinna e compagni e poi per alcuni scontri diretti che se non verrano sfruttati dai galluresi porteranno punti a Carbonia e Bosa appaiati cinque punti sopra. Stesso discorso per la Villacidrese che torna alla vittoria nell'esordio casalingo del tecnico Incani - e delle 100 partite di capitan Bruno coi mediocampidanesi - inguaiando la Tharros e con l'unica differenza rispetto ai quartesi del turno di riposo già espletato. Il match si sblocca a metà della prima frazione con il sinistro di Lilliu e sa da una parte il giovane portiere Sitzia si esalta sulle conclusioni di Cristian Sanna, dall'altra Suella ha l'occasione per chiudere i conti ma si fa parare da Mereu il calcio di rigore procurato da Muscas. Per le ultime della classe i successi aumentano il rammarico per una stagione compromessa al di là dei propri demeriti. 

Chi si sta confermando nella categoria è il Barisardo che surclassa l'Iglesias, tocca quota 40 e festeggia una storica salvezza perché nella precedente e unica partecipazione in Eccellenza di vent'anni fa gli ogliastrini erano tornati subito in Promozione. Un grande risultato per la presidenza Ibba dopo il doppio salto di categoria con la vittoria del campionato di Prima categoria con Cavasin in panchina e quello di Promozione con Ciarolu tecnico. Il terzo gioiello ha l'impronta di Claudio Bonomi che ha saputo coniugare risultati e gioco con giocatori giovani, quasi tutti alla prima esperienza in Sardegna e con una rosa ritoccata in corsa. Dopo una prima frazione in cui i minerari vengono fermati dalle parate di Emanuele Daga sulla punizione di Hundt, su Isaia a tu per tu e sul tiro di Pavone, il Circillai vive una ripresa dei biancazzurri da sogno. La sblocca Mastropietro dopo 7' sugli sviluppi di un calcio d'angolo; raddoppia il rientrante Bitep, su assist di Nunes, dopo la mezzora e dopo un'assenza di 4 turni per squalifica; nel finale il punteggio viene arrotondato da El Marini e Oli Oro nel giro di 3'. Poker e sorpasso in classifica sulla squadra di Murru che abbandona le residue speranze di entrare nella corsa playoff dopo che già arrivava dal pari interno col Calangianus e riposerà fra tre turni.    

In questo articolo
Campionato:
Stagione:
2023/2024
Tags:
29ª giornata