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Nicola Manunza, allenatore, Monastir
Arriva la meritata riconferma dopo la brillante salvezza

Monastir, avanti con Manunza. Il presidente Carboni: «Ha fatto un gran campionato». Il tecnico: «Si riparte da zero»

Salvezza festeggiata con due giornate d'anticipo e il premio è la meritata riconferma. Nicola Manunza allenerà per il secondo anno di fila il Monastir in Eccellenza, il tecnico e il presidente del club Marco Carboni si sono incontrati nella serata di ieri, con la presenza di Matteo Zanda - il portiere monastirese doc spesso protagonista di tante operazioni in entrata dei calciatori che negli ultimi anni hanno vestito la maglia biancoceleste - trovando così l'accordo verbale per proseguire il felice matrimonio. L'intuizione avuta l'estate scorsa dalla società campidanese si è dimostrata molto felice e ha evidenziato le capacità e potenzialità del giovane tecnico cagliaritano, classe 1979, che promette molto bene in panchina così come lo è stato da calciatore cresciuto nelle giovanili del Cagliari: due stagioni in serie C2 con l'Olbia precedute da 4 campionati alla Villacidrese con tanto di promozione in serie D, categoria fatta anche con Arzachena e Selargius in mezzo alle esperienze in Eccellenza fatte a Budoni (due finali playoff nazionali), Selargius, Samassi, Progetto Sant'Elia (vittoria del campionato nel 2010-11) e Atletico Elmas, chiudendo poi la carriera con Castiadas e Samassi.

 

Le parole del presidente. Il Monastir ha chiuso al decimo posto con 38 punti, con la terza miglior difesa del campionato e una rosa dall'età media molto bassa che faceva perno sugli esperti del gruppo come Porcu, Lai e Zanda. Considerato che la quint'ultima, il Tonara, ha chiuso con 34 punti quella soglia sufficiente per la salvezza era stata raggiunta già aIl'11esima di ritorno. Il presidente Marco Carboni soddisfatto nell'aver raggiunto subito l'accordo con il tecnico: «Sarei stato un pazzo se non avessi confermato l'allenatore che, con un squadra di giovani e un budget ridotto, ha fatto un gran campionato facendoci passare un'intera stagione senza mai essere impelagati nella zona playout e mantenendo una classifica sempre a livello sicurezza. La nostra storia in Eccellenza diceva che l'anno scorso ci siamo salvati ai playout e nei due campionati precedenti sempre all'ultima giornata». Non mancano le lodi per Manunza: «Era il suo primo anno sulla panchina di una prima squadra e dovevamo tutti scoprirlo. Mi è piaciuto per come è riuscito a tenere il gruppo e per come giocava la squadra, anche contro le corazzate. Col Muravera abbiamo perso due gare di misura rischiando anche di pareggiarle, la Nuorese all'andata facemmo pari mentre domenica scorsa abbiamo perso ma era l'ultima di campionato, contro il Sorso abbiamo pareggiato all'andata e vinto al ritorno in quella che è stato poi il passo decisivo verso la salvezza. Non ho mai visto il Monastir in affanno e non abbiamo mai subito una vera e propria imbarcata, così come c'era sempre successo negli anni precedenti. La terza miglior difesa del campionato è lì che conferma queste mie parole. Le prospettive per l'anno prossimo? Quelle di migliorarci ancora magari confermando la categoria contro tre giornate d'anticipo anziché due».  

 

Le parole del tecnico. Un anno fa Nicola Manunza parlò di una scommessa da vincere (vedi l'intervista) e ora, dopo averla vinta, spiega perché ha accettato di proseguire l'avventura: «Il senso di gratitudine verso una società che ha creduto in me ovviamente c'era, ma fino ad un certo punto, perché se non mi fossi trovato bene o non vedessi per l'anno prossimo una prospettiva di proseguire il mio lavoro a Monastir avrei ringraziato la società e salutato tutti con affetto. Cosa mi aspetto per il prossimo campionato? Niente di diverso da quello di quest'anno, sarà sempre una stagione di sofferenza alla ricerca della salvezza. Si riparte da zero e saremo chiamati tutti a doverci riconfermare, abbiamo qualche idea per il mercato di rafforzamento rispettando il budget della scorsa stagione ma, soprattutto, sperando in una continuità di lavoro con buona parte della rosa».

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2018/2019