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Matteo Zanda, portiere, Monastir
«Ora segnalerò chi commetterà i miei stessi errori»

Monastir, Zanda squalificato due mesi: «Sanzione giusta. Ho dato una mano ai portieri della Sigma ma pago solo io? È una prassi diffusa»

Il Monastir perderà per i prossimi due mesi Matteo Zanda. Questo è l'esito del procedimento disciplinare a carico del portiere dei mediocampidanesi in quanto tesserato per la società Kosmoto Monastir in qualità di calciatore, svolgeva di fatto anche l’attività di preparatore dei portieri in un'altra società per la stagione sportiva 2019/20, senza essere tesserato a tale titolo.

Il Collegio della Commissione Disciplinare del Settore Tecnico, si legge nel comunicato ufficiale, «ha preso atto dell’accordo intervenuto ai sensi dell’art. 127 del CGS, tra la Procura Federale e lo stesso Zanda ai fini dell’applicazione della sanzione della squalifica ridotta nella misura di mesi due» e RITIENE «corretta la qualificazione dei fatti proposti e congrua la sanzione sopra determinata».

 

Attraverso il proprio canale social Matteo Zanda ha incassato la decisione assunta dalla Commissione Disciplinare del Settore Tecnico rilevando, però, una disparità di trattamento verso una pratica comune a molti colleghi di ruolo che, tesserati per una società, prestano l'opera anche in altre realtà: 

«Con il giudizio di oggi del Tribunale del Settore Tecnico FIGC ho patteggiato una giusta squalifica di due mesi per aver, durante il mio rapporto con il Monastir, dato una mano ai portieri della Sigma. Esiste una regola che lo impedisce e, sebbene sia stata una semplice disattenzione, giustamente salderò i miei errori con la squalifica. Allo stesso tempo, però, trattandosi di una prassi oltremodo comune qui in Sardegna, sopratutto fra i miei colleghi portieri, mi chiedo se questa regola si applichi solo a me e, sopratutto, se l’attenzione e la severità degli Organismi accertatori valgano solo per me. Ho forse meno santi in paradiso di altri? Ho forse le spalle meno larghe di altri? Ho sempre creduto nel sacrosanto principio dell’uguaglianza di trattamento, sopratutto davanti alla Legge, per cui se una cosa è sbagliata debba essere pagata, allo stesso modo, da tutti, nessuno escluso e senza figli e figliastri. Purtroppo, però, sto notando che non è così. Da oggi per due mesi non potrò scendere in campo ma li sfrutterò per girare i campi e, con lo stesso zelo che ha acceso i riflettori su di me, mi prodigherò per segnalare chiunque altro stia commettendo i miei stessi sbagli e sarà mia cura, con chi di dovere, verificare se in passato ed in futuro il trattamento sia stato, e sarà, uguale a quello riservato a me. Tutti abbiamo bisogno di allenare e tutti sappiamo cosa si può e non si può fare, ma UGUAGLIANZA prima di tutto».

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2020/2021