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Giuseppe Meloni, attaccante, Muravera
«Annata eclatante, i quasi 50 gol è merito dei compagni»

Muravera, il riscatto di Meloni: «Stagione spettacolare e in serie D si può fare bene. Io finito? Attorno a me c'era un silenzio bellissimo»

Voleva lasciare il segno e lo sta lasciando a suon di gol e record difficilmente superabili negli anni a venire. Perché Giuseppe Meloni è ad un gol dai 40 in campionato e a due dai 50 stagionali (9 in Coppa Italia). Il bomber nuorese ha trascinato il Muravera in serie D ed è stato il terminale offensivo di una squadra ricca di talento ed esperienza: «È stata un'annata lunga, vincente e spettacolare. A livello personale è stata una stagione eclatante, mai mi era successo di segnare così tanto. Sono contentissimo ma il grande merito è di tutti, dal mister Loi al prof Usai che ci fa allenare tanto. Poi i compagni di squadra come Cadau, La Vista, Nurchi, Nieddu, Lepore mi hanno dato una grande mano a fare un gol in più anche quando il risultato era già chiuso. In una squadra così è semplice fare gol».

 

Uno score incredibile per un attaccante dato troppo presto per finito: «Di me negli ultimi anni si parlava sempre tanto, adesso attorno c'era un silenzio bellissimo che ha dato ragione solo a me. Se continueranno a parlar male vorrà dire che dovrò ricrearmi attorno un silenzio». Le forti motivazioni alla base della grande stagione di Meloni e di una squadra che, a fine novembre, veniva data fuori dai giochi: «Tutti pensavano fossimo finiti e questo ci ha dato la forza. Noi sapevamo che stavamo crescendo, la squadra doveva ancora dare il meglio di sé e dovevamo solo continuare il lavoro senza perderci d'animo e abbatterci. Abbiamo dimostrato a chi diceva che eravamo vecchi, grassi, cotti e fatti che ce li siamo mangiati noi gli altri». Ha vinto in grandi piazze ma a Muravera è stato particolare: «Una bella emozione, il paese è piccolo ma ha tanta voglia e passione. Le cose sono state organizzate dall'inizio subito bene, non ci sono state pressioni quando eravamo sotto in campionato, il merito va dato alla dirigenza e a tutto lo staff che ci ha sempre supportato senza mai farci mancare niente fino a raggiungere il traguardo. In serie D si può fare bene, c'è da organizzare bene la squadra e la società perché parliamo di un campionato nazionale, ma le basi ci sono tutte per far bene».

 

Meloni ha grande riconoscenza verso il tecnico Loi: «Ha il grande merito di aver gestito tutti bene. Sarebbe stato semplice per lui entrare nello spogliatoio e farci a pezzi dopo la sconfitta con la Nuorese, ma ha creduto nella vittoria anche più di noi e, soprattutto, ha creduto in noi. Ci ha supportato, non ci ha mai criticato ed era stra-convinto che avremmo vinto». Un pensiero a Sorso e Nuorese giunte alle spalle del Muravera: «Due grandi rivali, sopratutto il Sorso, quella che ha tenuto più il nostro passo; un'ottima squadra, allenata benissimo e che ha espresso un buon calcio. Forse, nei momenti chiave, è venuto un po' meno, ma credo che nessuna delle due possa rammaricarsi perché era la nostra annata».

In questo articolo
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2018/2019
Tags:
33ª giornata