Salta al contenuto principale
Gianluigi Illario, centrocampista, Muravera
Il centrocampista: «La vittoria col San Teodoro ha sistemato bene la classifica»

Muravera, l'esultanza di Gianluigi Illario è una questione di famiglia: «Mio padre mi ricordava sempre che non avevo ancora fatto gol in serie D»

Il padre pungola e il figlio risponde. Il padre provoca l'orgoglio del figlio e quest'ultimo risponde come meglio non poteva fare. Il padre è Riccardo Illario, classe 1969, a metà degli anni Novanta ha giocato nei professionisti con Catanzaro, Cavese, Palermo e Livorno, faceva il centrocampista dal sinistro sopraffino e si è preso la soddisfazione di segnare 10 gol in serie C. Il figlio è Gianluigi, classe 1996, da un mese veste la maglia del Muravera dopo la bella mezza stagione all'Arzachena. Alla sua terza presenza coi gialloblù ha segnato uno dei quattro gol coi quali i sarrabesi sabato hanno demolito il San Teodoro, per lui si tratta del primo in serie D e non poteva che esultare in modo particolare, togliendosi la maglia, correndo verso la tribuna per cercare un suo tifoso speciale. «Era una scommessa con mio padre - rivela Gianluigi - mi ricordava che sto giocando da due anni in serie D e non avevo ancora segnato un gol. Ho fatto degli assist e procurato rigori ma non riuscivo a segnare, nella foga dell'esultanza sono andato a cercarlo in tribuna ma non l'ho visto. L'ammonizione per essermi tolto la maglia? Sono errori che cerco sempre di evitare ma nella foga per aver segnato questa volta ci stava, sono felice per il mio primo gol». Che descrive così: «Abbiamo fatto una bell'azione uscendo da sinistra con Dessena e Nurchi, Sergio ha messo una grandissima palla tra due avversari, lì ho visto l'angolino alla destra del portiere e ho calciato, il resto è venuto da sé. Fare gol in serie D è una bella soddisfazione».

 

Riccardo, da padre che è cresciuto nelle giovanili del Cagliari ma che ha masticato calcio anche nei dilettanti con Iglesias, Villacidrese, Quartu 2000, Sinnai e Senorbì, nei giorni precedenti aveva cercato di colpire il figlio un po' nell'orgoglio: «Quando fai il centrocampista, per essere completo, qualche golletto lo devi fare, prima cosa perché ti dà una sensazione di gioia indescrivibile e poi perché dà sempre risalto agli occhi di tutti. Ho cercato di "pungerlo" anche perché aveva affrontato un periodo senza giocare prima della chiamata del Muravera». Il figlio sta riscuotendo tanti complimenti dai tifosi sarrabesi ma da buon padre ecco recapitare il secondo consiglio: «Nel calcio devi sempre riconfermarti, Gianluigi sa che deve continuare a fare sacrifici e allenarsi ancor più forte per guadagnarsi la conferma perché poi le uniche risposte che puoi dare ad un tecnico e alla società che ti sceglie è sempre e solo nel rettangolo di gioco». Gianluigi è un ventenne con la testa a posto e gli insegnamenti del padre sono serviti. «Cerco sempre di migliorare - dice il centrocampista cresciuto nella Sigma - come ho fatto nelle 20 presenze all'Arzachena e sin dal primo momento che sono entrato in un campo di serie D, ho sempre cercato di mettermi a disposizione del gruppo. Questo è un campionato molto bello ma che comporta molti sacrifici e devi correre sempre». L'ha fatto con l'Albalonga quando ha preso il posto del capitano Chessa uscito per infortunio dopo 15' e l'ha fatto col San Teodoro giocando dal 1' e dando un bel contributo al primo successo casalingo del Muravera. «Cercavano i primi gol in casa e, vista la classifica corta, la vittoria ci ha aiutato notevolmente. Ci siamo messi bene e cerchiamo sempre di fare punti. Ogni domenica è difficile, a Foligno entreremo in campo per dare il meglio, ognuno di noi è fondamentale per l'ottenimento di un risultato positivo».

In questo articolo
Squadre:
Giocatori:
Campionato:
Stagione:
2016/2017
Tags:
9 Andata