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Franco Solinas, allenatore, Tuttavista
«Creata alchimia perfetta tra giocatori, paese e club»

Tuttavista, il sogno è realtà, Solinas: «La Promozione è un risultato storico, in campo abbiamo messo entusiasmo e qualità»

Confermarsi ad alti livelli, nel calcio, non è mai facile, ma il Tuttavista, in questo senso, è riuscito ad andare oltre le più rosee aspettative. Dopo l'ottima scorsa annata, chiusa alle spalle della corazzata Barisardo, i biancorossi hanno infatti mandato in play una stagione da incorniciare nel girone D di Prima, con 18 vittorie e 2 pareggi su un totale di 24 gare ed un vantaggio, il dato più importante, di ben 10 punti sulla diretta inseguitrice Porto Cervo. Cosa che, in sostanza, ha permesso alla compagine guidata da Franco Solinas di tagliare il traguardo con 180' di anticipo rispetto al termine del torneo.

È festa grande a Galtellì, con il paese letteralmente impazzito di gioia per un risultato eclatante: il club, infatti, conquista per la prima volta nella sua storia il palcoscenico prestigioso della Promozione, e lo fa, tra l'altro, nel migliore dei modi, con un gioco spumeggiante e una valanga di gol all'attivo, ben 62. Spetta dunque al tecnico ripercorrere le tappe principali di una grande cavalcata, a cominciare proprio dall'ultima uscita in casa del Palau che, a conti fatti, si è rivelata tutt'altro che una passeggiata.

«Strappare i tre punti al Palau non è stato per niente semplice — ammette mister Franco Solinas anche perché a loro mancava qualche punticino per raggiungere la salvezza matematica. Noi ci siamo presentati al confronto con una rosa un po' ridotta, considerando che nella sfida contro il Porto Cervo ho perso Cadau, per infortunio, così come Roberto Mastio; invece, Baratelli, è dovuto rimanere fuori a causa di una squalifica».
Le cose, come se tutto ciò non bastasse, si sono subito messe in salita per i biancorossi.
«In settimana avevamo preparato la sfida nel migliore dei modi, ma poi tra il dire e il fare c'è di mezzo il mare. L'inizio della gara non è stato sicuramente positivo: siamo scesi in campo molto contratti e dopo 3' è arrivato il loro gol; c'è da dire che nel primo tempo non siamo stati quasi mai in partita, a parte qualche azione sporadica. Nel secondo tempo invece siamo riusciti ad aumentare i giri del nostro motore, con la fortuna che ha girato dalla nostra parte, in quanto loro sono rimasti prima in dieci uomini e poi addirittura con soli nove elementi in campo. Alla fine siamo riusciti a raddrizzare l'incontro, con la rete del pareggio; poi c'è stato addirittura il sorpasso».

Il finale di gara è stato incandescente. «Si è venuto a creare un clima un po' strano, ed è una cosa che mi è dispiaciuta molto, ma sono cose che nel mondo del calcio capitano, soprattutto quando c'è molta tensione per la posta in palio. Nel terzo tempo, però, gli animi si sono rilassati, va bene così insomma».

Il Tuttavista ha conquistato il salto di categoria con diciotto vittorie e due pareggi.
«Ci si sente straordinariamente bene — dichiara Solinas — soprattutto se pensiamo che il Tuttavista non aveva mai raggiunto questo obiettivo in tutta la sua storia. Al massimo si era arrivati in Prima Categoria, e senza brillare particolarmente, a dire il vero».

Quest'anno invece è girato tutto nel verso giusto.
«Tutto frutto del grande lavoro di programmazione fatto con il resto dei dirigenti: credo che siamo riusciti a creare l'alchimia perfetta tra la squadra, i tifosi e la società. Il primo posto è assolutamente meritato per quanto fatto vedere in campo, con il miglior attacco, la miglior difesa e i risultati positivissimi ottenuti negli scontri diretti che fanno del Tuttavista la squadra più forte».

Le vittorie contro Porto San Paolo e Porto Cervo sono risultate fondamentali.
«Contro i secondi, al ritorno, abbiamo vinto con un netto 4 a 0; contro i primi con il risultato di 3 a 0. Così ci siamo abbondantemente riscattati dai passi falsi rimediati all'andata. Credo che la chiave dei nostri successi sia il grande entusiasmo con cui siamo sempre scesi in campo, assieme alle grandissime qualità di questa rosa, ovviamente».

Un trionfo che è arrivato, anche, grazie alla personalità dimostrata da capitan Mameli e soci e da una grande continuità nei risultati.
«Abbiamo sudato tanto durante la settimana: sin dal primo giorno in cui ho preso in mano la squadra ho preteso tre allenamenti, e io credo che la costanza nel lavoro paga sempre: in questi ultimi due anni abbiamo raccolto tutti i frutti dei sacrifici fatti. L'anno scorso abbiamo chiuso alle spalle della corazzata Barisardo, quest'anno abbiamo blindato il primo posto con 10 punti di vantaggio sulla diretta inseguitrice, a due turni dal termine».

Solinas divide i meriti in parti uguali:
«Non ho lavorato da solo, per questo ci tengo a ringraziare il preparatore dei portieri, Giuseppe Gambaiani, che è stato anche il mio vice; in più quest'anno abbiamo potuto contare sul supporto del preparatore atletico, Paolo Marteddu, che si è messo a disposizione con grande professionalità. Credo, in sostanza, che la condizione atletica abbia fatto la differenza, oltre agli aspetti tecnici e tattici».

L'allenatore ha più di un motivo per sentirsi orgoglioso per questo trionfo:
«Mi sento come se questa vittoria fosse attaccata alla pelle, sarà impossibile da scordare, una sensazione indescrivibile, almeno per quanto mi riguarda, considerando che sono di Galtellì e ho un rapporto particolare con il mio paese. Assieme ad un gruppo di amici siamo riusciti a rimettere in piedi questa società, ma sappiamo bene che, di solito, nessuno è profeta nella propria patria; invece abbiamo sfatato anche questo tabù. Il lavoro paga sempre, ci tengo a ribadirlo: la nostra favola dimostra che con la programmazione puoi raggiungere traguardi che sembrano quasi impossibili. Stiamo parlando di un risultato straordinario per la storia sportiva di Galtellì, e questo grazie anche a tutte le attività che ci hanno sostenuto e hanno deciso di diventare nostri sponsor».

La festa è stata assolutamente all'altezza, ma il bello, c'è da scommetterci, arriverà alla ripresa dei giochi dopo la pausa per le festività pasquali, al termine del match con il Berchidda.
«In realtà abbiamo iniziato a fare baldoria già da domenica scorsa, ed era inevitabile; il viaggio del rientro è stato bello lungo, ma a Galtelli ci attendevano un centinaio di tifosi pronti a fare festa con noi. Non è mancato nulla: fuochi d'artificio, fumogeni, tamburi e cori; il minimo che abbiamo potuto fare è stato organizzare una cena, all'ultimo minuto, per ringraziare tutte le persone che ci hanno seguito per un anno intero».

Il resto andrà in scena al termine dell'ultimo match casalingo.
«Da quello che si sente dire in giro, ci divertiremo ancora molto (ride); una delle soddisfazioni più grandi, del resto, è quella di essere riusciti a coinvolgere tantissima gente, in un paese che conta appena 2500 anime: considera che per l'incontro con il Porto Cervo al campo c'erano qualcosa come 600 persone; per noi è il riconoscimento più importante della bonta del lavoro fatto e la vittoria del campionato non è altro che la ciliegina sulla torta».

Il tecnico rivive i momenti più significativi.
«Io mi pongo sempre degli obbiettivi, fa parte del mio modo di intendere le cose; detto questo, ho incominciato a realizzare il sogno di salire in Promozione già dallo scorso anno, quando eravamo riusciti a fare grandi cose, ma si sa, confermarsi ad alti livelli è sempre difficile, soprattutto in un girone per noi inedito. Parlando con i ragazzi, ho espressamente chiesto che si pensasse ad una partita per volta, almeno per quanto riguarda il girone di andata; al giro di boa avremmo potuto avere un quadro più chiaro della situazione, in modo da tentare il tutto per tutto al ritorno. Ad inizio 2023 ci siamo ritrovati al primo posto, dunque non avevamo altra scelta che giocarci tutte le nostre carte per chiudere la stagione in testa. Sinceramente, però, non so isolare una partita in particolare: è stato sicuramente un campionato molto difficile, con il Porto Cervo e il Porto San Paolo che ci hanno tenuto testa sino all'ultimo; di sicuro il successo con il Porto San Paolo ci ha dato un'ulteriore spinta sul piano del morale, ma abbiamo dimostrato sempre di essere un'ottima squadra; stesso discorso per la vittoria contro il Porto Cervo. Per la sfida contro il Palau, invece, avevo qualche timore in più, con quattro giocatori di grande esperienza indisponibili e alcuni in campo grazie agli antidolorifici; la paura era proprio quella di non riuscire a strappare i tre punti, ed il Porto Cervo a quel punto avrebbe potuto accorciare il divario, rendendoci la vita più difficile, considerando che alla lista ci mancano due partite delicate, contro il Berchidda, a caccia di punti salvezza, e contro il San Nicola di Ozieri. Con la rosa rimaneggiata non sarebbe stato affatto semplice».
Ed invece le cose si sono risolte con netto anticipo, in maniera inaspettata.
«Dopo la fine della nostra partita contro il Palau ho saputo della sconfitta del Porto Cervo e solo in quel momento ho realizzato che era veramente fatta. Devo fare i complimenti ai miei ragazzi, per come si sono espressi: offrire un gioco così spumeggiante non è una cosa affatto scontata nel panorama della Prima Categoria, ma noi siamo sempre stati belli pimpanti, contro qualsiasi avversario. Anche il Porto Cervo e il Porto San Paolo, comunque, si meritano tutti i complimenti del caso, per aver contribuito a rendere la corsa per il primo posto ancora più entusiasmante. Il livello del torneo è stato bello alto, tutte le squadre si sono dimostrare ben organizzate, ma noi siamo stati la compagine che è riuscita ad avere più continuità nei risultati, e i numeri del resto lo dimostrano».

Sul futuro del club in Promozione, Solinas non si pronuncia:
«Per ora non ci pensiamo, ci ragioneremo, tutti assieme, solo a campionato concluso. A dire la verità, al momento sto inseguendo un altro obbiettivo importante per la mia vita e devo dare la priorità a questa faccenda, poi mi incontrerò con i dirigenti per fare il punto della situazione. Qualunque cosa succeda, comunque, io continuerò a dare una mano, ma non posso garantire che guiderò la squadra anche nel prossimo campionato. Di sicuro, però, non diventerò l'allenatore di nessun altro club. Bisognerà vedere se avrò il tempo necessario da dedicare alla prima squadra del Tuttavista, che è comunque un ruolo molto delicato ed impegnativo».

Si chiude, ovviamente, con dediche e ringraziamenti.
«Se ho raggiunto questo risultato è anche merito della mia famiglia, di mia moglie e dei miei due figli, che mi hanno accompagnato davvero ovunque e mi hanno supportato sempre. Non è una cosa che si può dare per scontata, anzi. Seguire una passione come il calcio richiede parecchi sacrifici, e il sostengo delle persone che ami è fondamentale. Ringrazio anche i ragazzi della rosa, nessuno escluso, perchè mi hanno sempre ascoltato e trattato con grandissimo rispetto e, assieme a loro, tutto il gruppo dei dirigenti, che non ci ha mai fatto mancare niente. Infine, ringrazio i nostri sponsor e il paese, per il contributo eccezionale che ci hanno dato».

In questo articolo
Campionato:
Stagione:
2022/2023
Tags:
Prima Categoria
Girone D