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Il tecnico: «Nei playout conta solo la testa»

Boi ha messo a punto il Carloforte: «C’è la giusta carica, contro il Codrongianos vogliamo festeggiare la salvezza»

Tutto in 90’. Il Carloforte è pronto per la gara di playout contro il Codrongianos che vale un’intera stagione. I tabarchini vengono da un’annata piuttosto altalenante, partita bene con Tony Poma in panchina costretto alla resa dopo una pesante striscia di sei sconfitte di fila che ha portato al cambio tecnico e l'arrivo di Gianluca Boi dopo la prima giornata di ritorno. Per l’ex attaccante di Sinnai, Iglesias e Arbus un bottino di 20 punti in 14 gare e una risalita dal penultimo al quint’ultimo posto. Dalla retrocessione diretta, quindi, a giocarsi la salvezza in casa è stato un bel passo. «Mo ora dobbiamo completare l’opera – dice il tecnico carlofortino – Spero proprio domani di chiudere definitivamente la pratica, non voglio neanche pensare a cosa sia partecipare al triangolare con le squadre di Prima categoria vincitrici dei playoff»

 

Mister, come è arrivata alla squadra a un giorno dallo spareggio?

«Direi piuttosto bene, non ho squalificati e siamo al completo a parte l’infortunio di Ferrara che, nell’allenamento del martedì, ha rimediato una distorsione alla caviglia che lo terrà fuori per la gara di domani»

Alla penultima giornata sapevate con certezza di chiudere al quint’ultimo posto quindi avete avuto modo di prepararvi al meglio per questa sfida

«Sì, sapendo che avremmo fatto lo spareggio in casa abbiamo potuto programmare al meglio le ultime due settimane di allenamenti con dei lavori specifici di tecnica e tattica, senza fare amichevoli con altre squadre per non rischiare infortuni, anche se ciò non è bastato per Ferrara»

L’incrocio nelle sfide playout mette a confronto squadre di diversi gironi, cosa sapete del Codrongianos?

«Mah, sentendo qualche collega allenatore del girone Nord so che è una squadra grintosa e giovane che pratica un 4-4-2, diciamo che ci equivaliamo e non c’è una favorita»

Ma voi giocate in casa

«Giocare a Carloforte potrebbe dare solo un piccolo vantaggio che è quello di non doversi sobbarcare una trasferta perché per il resto in gare dove ti giochi tutta una stagione in 90’ conta molto la testa e non il campo amico»

E la testa dei giocatori del Carloforte come è?

«I ragazzi sono tranquilli, c’è la giusta carica ma una cosa è il venerdì un’altra è la domenica quando salirà la tensione per una gara che è decisiva»

Immagino comunque che avrete un po’ di pubblico al seguito, Carloforte notoriamente è una piazza passionale

«Quanto pubblico ci possa essere domani non lo so, spero che ce ne sia di più del solito ma non è come una volta quando si giocava nel campo in terra battuta, di piccole dimensioni e dentro il paese. Lì erano sfide basate molto sull’agonismo e il campo era quasi una fortezza inespugnabile, ora col sintetico si è dilatata quest’atmosfera e nel campo grande è più facile giocare, avversari compresi»

Da giocatore Gianluca Boi ha giocato e vinto diversi spareggi, ma come si vivono queste gare seduto in panchina?

«Da allenatore cambia molto, occorre stare attenti a oltre 20 giocatori e curare tanti aspetti, in settimana ho provato a far divertire la squadra per stemperare la tensione; da giocatore invece pensi a te stesso principalmente e ad entrare in campo per dare il meglio in quei 90’»

E se i 90’ non saranno sufficienti a decretare un vincitore tra Carloforte e Codrongianos?

«Ovviamente ci siamo allenati a battere i rigori e di venerdì siamo infallibili, poi bisogna vedere quando calci una palla che vale un’intera stagione»

Fabio Salis

In questo articolo
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2010/2011
Tags:
Sardegna
Intervista