«Società sana, piazza importante e i ragazzi meritano un 10»
Castelsardo super dopo il giro di boa, Nativi: «Le due vittorie danno ossigeno ma guai ad abbassare la guardia»
Il Castelsardo inizia alla grande il girone di ritorno e, dopo aver vinto a Perfugas per 3 a 2, rifila altre tre sberle al Li Punti in uno scontro diretto di altissima importanza e che proietta di Carlo Nativi a quota 20 in classifica, ad una sola lunghezza dal Bosa ma, soprattutto, con tre punti di vantaggio sulla zona playout. Il tecnico tempiese si gode il buon momento dei rossoblù capaci di ripartire di slancio dopo la battuta d'arresto incassata a Thiesi nel primo match del 2026 e pensa già alla prossima sfida casalinga contro la corazzata Usinese.
«Contro il Li Punti è andato tutto nel verso giusto – dichiara mister Nativi – Sono soddisfatto della prestazione offerta dai miei ragazzi, stanno migliorando molto di giornata in giornata ed ora raccogliamo i frutti del lavoro fatto in questi ultimi due mesi».
Poi il tecnico aggiunge: «Ci siamo trovati di fronte una squadra che secondo me è più forte di quello che suggerisce la loro classifica al momento: sono una compagine quadrata, che gioca un buon calcio. La sfida si è rivelata decisamente equilibrata e noi siamo stati bravi a sbloccarla già nel primo quarto d'ora; questo ci ha permesso di mettere le cose in discesa e poi, considerando che abbiamo creato tante altre palle gol, credo che il risultato ci stia tutto».
Grazie alla seconda vittoria di fila, il girone di ritorno del Castelsardo è iniziato nel migliore dei modi.
«Al mio arrivo ho trovato una società bella, sana e pulita: con questi presupposti hai la possibilità di lavorare nel migliore dei modi, anche se la rosa è composta da ragazzi molto giovani che stanno cercando di lasciarsi alle spalle un periodo davvero molto complicato: erano molto spaventati, avevano paura di non riuscire a rialzare la testa e in queste condizioni scendere in campo diventa ancora più difficile del normale. Io però ho sempre ripetuto si rimanere concentrati sulla settimana, perché fare programmi e progetti, soprattutto in questo momento, non avrebbe senso. Queste due vittorie ci danno un po' di ossigeno, è vero, ma non possiamo assolutamente permetterci di abbassare la guardia; se riuscissimo a piazzare qualche altro risultato utile, che ci permetta di allungare la striscia positiva, le cose sarebbero ancora più rosee per noi».
Nativi stila un primo bilancio dopo due mesi trascorsi in sella alla compagine rosso-blu.
«Il gruppo a mia disposizione merita un bel dieci: ho a che fare con dei giocatori volenterosi, che hanno voglia di imparare e di mettersi in gioco e assicuro che sopportare un rompi scatole come me non è facile. Posso ritenermi assolutamente soddisfatto della rosa con cui sto lavorando, a partire dagli elementi più esperti, Abozzi, Asara, Serna, ma potrei citarne tanti altri, sino ad arrivare a Giovanni Moroni, il nostro portiere che, tra l'altro, è del posto. Nello spogliatoio si respira una buona aria, c'è tanto affiatamento e questa è sicuramente una cosa importante».
Domenica scorsa il Castelsardo ha centrato una vittoria tra le mura amiche dopo un lungo digiuno, se si considera che il successo interno sul Ghilarza è datato 5 ottobre.
«Era da parecchi mesi, ormai, che il Castelsardo non regalava una gioia, in casa, ai propri tifosi: questo successo lo dedichiamo proprio alla nostra gente, considerando che sugli spalti ci sono sempre 300 persone, come minimo, che non mancano mai di farci sentire il loro supporto. La squadra è molto seguita e io ripeto sempre ai miei ragazzi che questa è una piazza molto importante, che in passato ha avuto la possibilità di partecipare al campionato di Serie D; qui il calcio è una questione seria, insomma, e dobbiamo imparare a soffrire, a lottare di più per la maglia, come stanno facendo, del resto, in queste ultime giornate. Corriamo per raggiungere la salvezza nel più breve tempo possibile, dando spazio, nel frattempo, a diversi giocatori piuttosto giovani, come Tribuna ad esempio, che è un classe 2009; nella rosa comunque ci sono molti altri giovani interessanti che hanno tutte le carte in regola per poter diventare giocatori di spessore già a partire dal futuro prossimo».
Con il turno infrasettimanale, che si sarebbe dovuto giocare nel pomeriggio di oggi, rinviato a causa del maltempo e delle varie allerte, il campionato ripartirà domenica prossima: il Castelsardo riceverà la visita della quotatissima Usinese.
«Ci prepareremo come abbiamo sempre fatto in queste ultime settimane: io tendo a non caricare troppo la gara sul piano della tensione, anzi, preferisco lasciare ai miei giocatori un po' di tranquillità: come ripeto spesso, è una partita di calcio e non stiamo andando in guerra. Per prima cosa i ragazzi che scendono in campo si devono divertire, poi se si sbaglia qualcosa, per quanto mi riguarda, almeno, non ne facciamo un dramma, a patto, però, che si affronti l'impegno con l'atteggiamento giusto».
Il tecnico analizza la prossima sfida.
«Secondo me l'Usinese è una delle migliori squadre di questo torneo: sono guidati da un ottimo allenatore (mister Pierluigi Scotto ndr), che fa giocare molto bene le sue squadre. Cercheremo di farci trovare pronti, sapendo già che in casa dobbiamo raccogliere più punti possibile, costi quel che costi. Lo dobbiamo in primis ai dirigenti, al presidente e a tutte le persone che vengono a fare il tifo per noi».
Il Castelsardo al momento ha cinque squadre alle spalle, ma il tecnico preferisce non abbassare la guardia.
«Potremmo sentirci davvero sereni a fine campionato, nel caso si riuscisse a conquistare la salvezza: allora potremmo andare in vacanza con il pieno di tranquillità, ma per quanto mi riguarda non puoi abbassare mai la guardia, anche perché ogni domenica puoi vincere e perdere contro chiunque, il torneo è molto livellato, come dimostrano gli ultimi risultati. Dietro ci sono il Ghilarza, una buona squadra con un allenatore molto bravo, il Li Punti, che ha dimostrato di poter vendere la pelle a carissimo prezzo, il Bono, che sta venendo fuori dopo un periodo delicato, lo Stintino, che ha una rosa assolutamente competitiva, sino ad arrivare al Tuttavista, che sta confermando di avere la chiara intenzione di continuare a lottare sino a quando ne avrà la possibilità, e di tanto in tanto, infatti, sforna qualche risultato pesantissimo. Noi, ad esempio, a Galtellì abbiamo rimediato una sconfitta, che ci può stare, tra le altre cose, considerando che siamo una squadra molto giovane. Per questo dico che la concentrazione da parte nostra deve essere sempre al massimo: abbiamo vinto due partite di fila ma, in realtà, ancora non abbiamo fatto nulla».
Narivi ritorna sui motivi che l'hanno spinto ad accettare la proposta della compagine rosso-blu.
«Tutte le sfide sono belle: in passato, ad esempio, è stato interessante potermi mettere in gioco in una piazza importante come Tempio, ed in seguito sono rimasto tre anni fermo per una mia scelta di carattere personale, soprattutto perché volevo dedicarmi alla famiglia, anche se il mondo del calcio non mi stava più piacendo come, magari, poteva accadere in passato. Questo club però mi ha fatto ritrovare la voglia di rimettermi in gioco, di ripartire, anche se non nascondo che, in contemporanea, avevo ricevuto delle proposte che mi sono arrivate dal mondo dell'Eccellenza, mentre l'anno scorso, invece, stavo per chiudere un accordo con una squadra di serie D, ma poi è saltato tutto per vari motivi. Ora sono qui e penso solo al bene del Castelsardo; un allenatore, del resto, deve dimostrare ogni domenica quanto vale: se vinci sei il migliore, quando perdi invece sei semplicemente l'ultima ruota del carro, che viene scaricata in fretta e furia, senza nemmeno un grazie per il lavoro fatto».
