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Cossu, quando il gol non è tutto: «Bello mandare in rete un compagno»
A Bologna prima rete: Come se nevica a Cagliari

Cossu, quando il gol non è tutto: «Bello mandare in rete un compagno»

1-1-3-1. Non è uno schema né un prefisso telefonico ma lo score di Andrea Cossu in quattro stagioni rossoblù, raffinato trequartista ma poco concreto sottoporta. A Bologna il primo gol stagionale, all 28ª partita, quasi un evento. «La sensazione è la stessa di quando a Cagliari nevica - dice con autoronia il trentenne cagliaritano - Le mie caratteristiche sono più quelle dell'uomo dell'ultimo passaggio». Lì, infatti, è sempre sul podio della serie A, a quota 8, dietro il capofila Ibrahimovic con 10 assist: «Cercare l'ultimo passaggio fa parte delle mie caratteristiche ed è bello mandare in rete un compagno».

I 4 Mori per Cossu: Riva, Lopez, Conti e Matteoli - Al Dall'Ara il suo gol è valso il pareggio, il sorpasso con quello di Ragatzu che in Cossu vede un idolo. «Sentire Daniele che mi indica come il suo riferimento è un onore. Lui sarà il nostro futuro, ha grandi mezzi tecnici ed è in crescita. Sardi o no, la forza di questa squadra è che chiunque indossi questa maglia, dà il massimo». I due Mori in gol, il terzo, Pisano, assente per infortunio ma per Cossu la classifica dei 4 Mori che hanno fatto la storia del Cagliari è presto fatta: «Innanzitutto Gigi Riva, poi Lopez e Conti mentre sul quarto c'è una bella lotta, ma non sbaglio se dico Matteoli». Mancherebbe Zola il cui erede designato è stato sempre Cossu: «Ma non scherziamo - quasi arrossisce Andrea - Gianfranco era un giocatore straordinario che ha vinto tanto, io mi limito a dare il massimo per questa maglia».

Juventus-Cagliari del 2008 la svolta della carriera - Soprattutto dal gennaio 2008, quando torna a Cagliari per la seconda volta. Una scommessa per il Cagliari di Ballardini, un'opportunità da cogliere al volo per Cossu: «Una settimana prima giocavo col Verona ultimo in classifica in C1 contro la Pro Sesto, dopo ero a Torino, trequartista del Cagliari, contro la Juventus. È stata la partita che ha segnato la svolta nella mia carriera». In campo al posto di Foggia, che col Cagliari ha trovato la Nazionale. Stesso discorso per Cossu, la scorsa stagione, la migliore in assoluto, tanto da convincere il ct Lippi a fargli fare due amichevoli (primo cagliaritano in Nazionale) e tutto il ritiro pre-Mondiale. Niente Sudafrica e niente più azzurro, ora che commissario tecnico c'è Prandelli, benché alla Fiorentina l'avrebbe voluto. «Non penso alla maglia azzurra. Per me è importante far bene qui, il Cagliari è la mia Nazionale».

 

Un finale importante e lo spauracchio Udinese da battere - Un Cagliari che ha già conquistato la salvezza e che vorrebbe regalarsi un sogno europeo. «Giocheremo tutte le restanti partite come se fossero delle finali alla ricerca di quanti più punti possibili. Poi faremo i conti». Come quelli fatti a Bologna che sembra non tornino dopo il gol del 2-2 di Ramirez al '94. «Non sono stati due punti persi, semmai uno guadagnato - evidenzia Cossu - Abbiamo recuperato lo svantaggio contro una delle squadre più in forma del campionato, dimostrando di essere vivi e possiamo ancora puntare in alto. L'unico rammarico vero è quello della sconfitta contro il Napoli». Ora arriva l'Udinese, squadra in grande forma alla ricerca di un posto Champions e con un attacco atomico: «È il loro reparto migliore. Fanno molti gol, e Di Natale è veramente un grande giocatore».

Fabio Salis

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2010/2011
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