«Il salto di categoria nasce dallo scorso campionato»
Il CR Arborea in Prima dopo lo spareggio, Deplano: «Tolti un bel peso, Busachese avversario duro, noi perfetti ai rigori»
Nella domenica in cui la Seconda categoria faceva partire i playoff promozione, uno degli otto gironi doveva chiudere ancora i conti con la stagione regolare perché tre squadre hanno chiuso al primo posto con 50 punti in 26 giornate. La classifica avulsa ha escluso dalla lotta l'Ales e concesso al Circolo Ricreativo Arborea e alla Busachese di effettuare lo spareggio nel campo Tharros di Oristano.
L'estremo equilibrio si è confermato nella sfida decisiva e non sono bastati 120' di gioco per decretare la prima in classifica ma bensì i calci di rigore. Una lotteria che ha visto il CR Arborea avere la meglio e mandare la Busachese agli spareggi (prima gara in casa mercoledì contro la Monreale, domenica il ritorno a San Gavino). Dopo una prima parte di campionato praticamente perfetta, i ragazzi allenati da mister Alessandro Deplano hanno attraversato un periodo particolarmente delicato, con 5 ko rimediati nelle sei uscite tra la terza e l'ottava giornata del ritorno, e le avversarie dirette Ales e Busachese che ne hanno approfittato per agganciare la vetta.
«Domenica la tensione era altissima, una cosa normale considerando l'enorme posta in palio – ammette senza mezzi termini mister Deplano – Sapevamo già che sarebbe stata dura battere la Busachese. A dire il vero durante la settimana ci siamo allenati in maniera piuttosto spensierata, senza forzare troppo sul piano della tensione; abbiamo preparato le solite cose, concentrandoci sui calci da fermo e poi, anche, sui calci di rigore. E, fortunatamente, le cose ci sono andate nel verso giusto, ma credo che l'aspetto fondamentale sia stato proprio quello di riuscire a tenere libera, per quanto possibile, la mente dei giocatori».
Il tecnico scende nel dettaglio con l'analisi del match più importante dell'anno.
«Nonostante la tensione, abbiamo provato a proporre un buon gioco, costruendo diverse situazioni interessanti, ma la Busachese ha tenuto ottimamente il campo, soprattutto per quanto riguarda la fase di non possesso; e del resto parliamo di una compagine che vanta la miglior difesa del torneo che ci ha reso la vita difficile. Per molti tratti è stata una partita equilibrata, per fortuna siamo passati in vantaggio e, a dire il vero, ce l'avevamo quasi fatta, ma siamo stati raggiunti a 3' dal termine. Nei supplementari forse siamo andati meglio noi, probabilmente avevamo qualcosina in più dal punto di vista fisico; poi alla lotteria dei calci di rigore può succedere di tutto e noi siamo stati bravi e anche fortunati: bravi con Cadoni, che ha parato due penalty, mentre i miei sono stati praticamente perfetti al tiro e hanno calciato quattro rigori molto belli».
La sensazione è che il CR Arborea ci abbia messo del suo per complicarsi la vita, soprattutto nella seconda parte del torneo. Il tecnico parte da lontano e ripercorre le tappe principali di questi ultimi due anni.
«Il nostro percorso nasce dalla stagione 2024-25, quando la società era ripartita praticamente da zero. Al mio arrivo mi sono trovato a lavorare con 12 giocatori, in un campo di calcetto; avevamo delle serie difficoltà ad allestire la rosa ma piano piano, con pazienza e sacrificio, abbiamo tirato su un gruppo davvero valido, con tanti ragazzi giovani e due-tre elementi di esperienza. Ci siamo rimboccati le maniche, lavorando sodo, e abbiamo disputato un grandissimo girone di ritorno, di tutto rispetto, chiudendo il torneo al quarto posto. Al termine della stagione scorsa ci siamo resi conto di aver costruito una squadra competitiva, dunque potevamo solo migliorarla ulteriormente e tentare di alzare l'asticella. Già dalla preparazione pre-campionato ci siamo resi conto che stavamo correndo più forte rispetto al passato e le prime amichevoli ci hanno dato le conferme che aspettavamo. Alla quinta giornata ci siamo trovati in testa alla classifica e in quel momento abbiamo capito che avevamo tutte le carte in regola per poter correre per il titolo. Nel girone di ritorno, però, abbiamo dovuto fare i conti con diversi problemi, non tanto sul piano della prestazione ma per quanto riguarda punti e risultati: costruivamo tantissimo, in ogni partita, ma purtroppo non riuscivamo più ad essere incisivi come, invece, ci capitava nel girone di andata. A lungo andare questa situazione ha creato un po' di sfiducia e paura nei ragazzi, ed in più le nostre avversarie dirette nella corsa al salto ne hanno approfittato immediatamente: Busachese e Ales ci hanno raggiunto al primo posto, senza dimenticare il Marrubiu. Ma i ragazzi hanno sempre lavorato al massimo e ci hanno sempre creduto, nonostante le cose non stessero girando bene: siamo stati bravi a non cedere, anche nei momenti più delicati, perché il rischio in questi casi è sempre quello di crollare al tappeto. Devo fare un applauso ai miei, per come si sono comportati: nonostante la paura non hanno mollato neppure per mezzo secondo».
Il tecnico evidenzia i passaggi più significativi.
«Uno dei momenti più entusiasmanti è arrivato in occasione dello scontro diretto con il Simaxis che, in quel momento, si trovava appaiato con noi al primo posto: abbiamo vinto per 4 a 1, in casa, e siamo riusciti a mandare un chiaro segnale a tutte le nostre rivali. Un'altra partita che mi è piaciuta particolarmente è stata quella vinta in casa dell'Ales, nel girone di andata: un match combattuto, dove abbiamo dovuto stringere i denti, considerando che ci siamo presentati con diverse assenze importanti ma siamo riusciti a domare una delle squadre che offriva il calcio migliore. Le partite dove abbiamo brillato sono state tante; nel girone di andata, soprattutto sul piano del gioco, ci siamo espressi alla grande, sino ad arrivare al confronto di domenica scorsa, che, per la posta in palio, era senza ombra di dubbio il più importante».
Il tecnico ha potuto contare sul supporto della dirigenza.
«Qui mi trovo benissimo, conosco tanti di loro da diversi tempo ormai, considerando che avevo guidato la squadra anche dieci anni fa e qualche dirigente è rimasto lo stesso: non ci hanno mai fatto mancare niente e hanno supportato i ragazzi in tutto e per tutto. Lo stesso si potrebbe dire per i nostri tifosi, che sono sempre stati presenti, sia in casa che in trasferta: abbiamo giocato spesso con una cornice di pubblico degna delle categorie superiori ed è una cosa che ovviamente ci fa molto piacere. Se siamo riusciti a raggiungere questo traguardo è stato perché tutte le componenti hanno girato alla perfezione».
Il tecnico fa già un pensierino in vista della prossima stagione in Prima categoria.
«Naturalmente mi piacerebbe molto poter proseguire in questa avventura, assieme ad un gruppo che ho guidato per due anni: è chiaro che quando raggiungi una promozione la speranza è quella di continuare a crescere, sia a livello personale che di squadra. La rosa è già competitiva ma con qualche innesto mirato per la Prima potrebbe diventare ancora più forte. Però, al momento, è ancora un po' prematuro parlare di queste cose: vorrei godermi il successo per un altro paio di giorni, poi non escludo che già a partire dalla settimana prossima ci possa essere un incontro con la società per iniziare a pianificare il futuro nel dettaglio».
Infine le dediche e i ringraziamenti di rito.
«Dedico questo successo ai ragazzi, se lo meritano e del resto sono stati loro i grandi artefici di questa impresa, anche perché molti elementi che facevano parte della nostra rosa quest'anno non avevano ancora vinto nulla, essendo per l'appunto molto giovani ed avendo iniziato la loro carriera da poco, ed io non posso che essere ovviamente felicissimo. Un pensiero particolare inoltre va alla società, che ha fatto tantissimi sacrifici e che è rimasta con il fiato sospeso sino all'ultimo secondo, ma domenica ci siamo liberati di un grosso peso in questo senso».
