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Porto Rotondo
«Un gruppo dallo spessore umano altissimo, i ragazzi mi hanno insegnato tanto»

Il Porto Rotondo si prende l'Eccellenza, Marini: «Un'impresa incredibile e la qualità delle avversarie ne aumenta il valore»

La vita, e con essa il calcio, presenta spesso dei paradossi decisamente particolari: se la scorsa estate il Porto Rotondo fosse stato ripescato per disputare il campionato di Eccellenza, i tifosi, gli appassionati e tutti gli addetti ai lavori avrebbero probabilmente perso una delle protagoniste principali di una delle stagioni più esaltanti di sempre. A differenza di quanto succede di solito, infatti, quest'anno non c'è stata una squadra capace di ammazzare il campionato, come si dice in gergo, con largo anticipo, anzi: la corsa al primo posto è stata avvincente come non mai, con l'Ossese che è stata davvero un degno avversario per gli olbiesi, in una lotta che si è mantenuta all'insegna dell'incertezza sino agli ultimissimi minuti. I ragazzi di Marini sono riusciti ad avere la meglio sulle avversarie, ma spuntarla non è stato assolutamente facile: il tecnico analizza nel dettaglio la lunga marcia dei bianco-celesti e ora può godersi la meritatissima festa per un traguardo prestigioso che diventa finalmente realtà dopo tanta, tanta attesa.

«Le sensazioni erano piuttosto buone — ammette Marini — perché comunque venivamo dalla vittoria sul Castelsardo, al termine di una partita tiratissima, risolta soltanto negli ultimi minuti. Un successo che ci ha trasmesso ulteriore fiducia, ci ha caricato in vista della gara decisiva con la Tharros, che non potevamo assolutamente sbagliare».
Un impegno piuttosto delicato, che nascondeva diverse insidie: «Loro, seppur penultimi in classifica, potevano ancora centrare i play-out ma in sostanza noi avevamo tutto da perdere. In settimana invece siamo riusciti a lavorare al massimo come al solito, con l'organico al completo, un aspetto che mi dava una discreta dose di fiducia. Ci siamo presentati al confronto belli carichi, anche se nel primo tempo eravamo un po' contratti, una cosa normale del resto. Poi la partita si è sbloccata e la strada si è messa in discesa; una giornata davvero splendida».


Dopodiché, non c'è stato nient'altro da fare che abbandonarsi alla pazza gioia«Io alleno una squadra composta da giocatori bravissimi ma che fuori dal campo sanno alla perfezione come divertirsi (ride). I festeggiamenti sono andati avanti sino a notte fonda ma continueranno per tutta la settimana; abbiamo deciso di sentirci e vederci ancora, stiamo realizzando piano piano cosa abbiamo fatto». Il classico sogno che diventa realtà. «All'inizio della stagione puoi solo sperarci, con il passare del tempo inizi a crederci con intensità maggiore. Quando raggiungi il traguardo non ti sembra vero. Una sensazione meravigliosa, una botta diversa da quella provata due anni fa con la promozione dalla Prima Categoria, forse anche perché in quella circostanza tra noi e la seconda c'era un distacco di ben 18 punti; avevamo chiuso il discorso con due mesi di anticipo, la gioia è stata un po' diluita». Quest'anno invece il Porto Rotondo ha dato vita, assieme all'Ossese, ad un testa a testa a dir poco entusiasmante. «Non c'è mai stata una battistrada vera e propria, anzi, ci sono stati tantissimi avvicendamenti in testa alla classifica, nessuno ha mai mantenuto un andamento assolutamente costante. Per fortuna, anche dopo i passi falsi in cui siamo incappati, il campionato ci ha dato sempre un'altra possibilità per riscattarci. Le rivali erano tante, un torneo decisamente equilibrato, livellato verso l'alto, in cui potevi perdere con chiunque. Sia noi che i bianco-neri abbiamo lasciato punti contro delle squadre impegnate nella lotta per non retrocedere, ogni domenica era una vera e propria incognita: contro l'Ilva ci è andata male, con il Fonni al ritorno invece abbiamo vinto benissimo. Con il Castelsardo è stata una battaglia sotto la pioggia, ma hanno onorato il campionato, giocando la partita alla morte. Le gare con l'Usinese non sono mai state scontate, tanto meno quella con la Tharros: è giusto che sia così».

I bianco-celesti si sono definitivamente accesi dopo lo scontro diretto casalingo contro l'Ossese«È vero, ma in precedenza avevamo messo in mostra ottime cose anche contro il Bosa; tutte partite bellissime». Tra i momenti più difficili, c'è sicuramente la trasferta di Fonni, all'andata, con i barbaricini che si sono imposti con un clamoroso 6 a 2. «Abbiamo appeso nello spogliatoio l'articolo del giornale del lunedì successivo. È stato un passaggio doloroso, ma importante: ci siamo detti tutto quello che dovevamo, senza paura di scontrarci. È stato utile per scrollarci di dosso un po' di titubanze, ma non è stato l'unico passaggio a vuoto ovviamente. Penso alla sconfitta di Bonorva, ad esempio»

Il pesante ko rimediato contro l'Ilva rischiava di rimettere tutto in discussione«Una giornata stortissima, poteva tramortirci ed invece questo gruppo, che si conosce ormai da tanto tempo, ha sempre dimostrato di riuscire a ripartire anche dopo le sconfitte più pesanti. Dopo quell'episodio infatti non abbiamo più lasciato per strada nemmeno un punto, in più la nostra porta è rimasta inviolata negli ultimi 270', di contro invece abbiamo realizzato 10 gol. Sono dei numeri che hanno alimentato ulteriormente la nostra autostima. Abbiamo disputato un girone di ritorno di altissimo livello, totalizzando 10 punti in più rispetto alla prima parte. Dal punto di vista atletico siamo sempre stati brillanti, la conferma arriva dal fatto che abbiamo rimontato in una decina di occasioni. Avere due attaccanti da quasi sessanta gol in tutto, poi, è un vantaggio non da poco».


Marini spende parole importanti per i suo ragazzi. «Persone con un carattere eccezionale, che quest'anno è uscito fuori più che mai, assieme alla loro enorme professionalità. Chi è venuto ad assistere ai nostri allenamenti è rimasto colpito dall'intensità, dal modo in cui ci calavamo nel lavoro, dalla grandissima partecipazione. Difficile fallire con queste premesse, anche se poi non bisogna mai dimenticarsi che in campo ci sono anche gli avversari». L'avvio della stagione non è stato, appunto, sicuramente dei più facili. «Siamo partiti, in pratica, con un handicap di sei lunghezze da recuperare: prima è arrivata la sconfitta a tavolino con il Cus, poi il ko di Bosa, ma non ci ha cambiato nulla». Il gruppo, come si dice in questi casi, è stato capace di andare oltre le difficoltà. «Ci tengo a sottolinearlo per l'ennesima volta: per me è stato un vero e proprio onore allenare questi giocatori, come lo è stato poter collaborare con il mio staff, i preparatori dei portieri, gli allenatori di Juniores e Allievi, con cui si è creata una strettissima sinergia: il fatto che abbiano esordito 12 ragazzi la dice lunga in questo senso. Il Porto Rotondo sta facendo qualcosa di eccezionale con il proprio settore giovanile». Che nell'ultima uscita ha giocato un ruolo importantissimo, oltre che inedito «Voglio ringraziare tutti: domenica mi sono girato verso la tribuna e ho provato una sensazione stranissima, capita raramente di vederla così piena. C'erano tutti i calciatori delle squadre minori, ci hanno dato una bella spinta, se conti che a noi capita di giocare in trasferta, in questo senso, anche quando siamo in casa (ride). E' la prova del fatto che quando tutte le componenti remano dalla stessa parte i risultati arrivano, e si vedono».


Per il resto, è ancora troppo presto per pensare al futuro. «Ora mi godo qualche altro giorno di tranquillità, poi si vedrà cosa succede: c'è un rapporto splendido tra me, il presidente e il resto dei dirigenti, non ci resta che discutere tutti i punti in ballo e prendere la decisione migliore. Alla fine il peso del progetto pesa sulle spalle del club e loro si sono dimostrati impeccabili sino a questo momento. Io sono assolutamente convinto che le basi ci siano tutte, il gruppo peraltro è lo stesso da cinque anni, si può solo continuare su questa strada. Il Porto Rotondo è la mia priorità, mi ha dato una possibilità importante». Marini con il tempo è diventato un punto di riferimento insostituibile. «Sicuramente però è più quello che ho imparato dai miei rispetto a quanto ho insegnato, e non lo dico per retorica ma è la verità. Il nostro è un mix importante di giovani ed esperti che offre il meglio dal punto di vista dei valori umani, d'altronde qui al Porto Rotondo si punta su quello. Per il resto ho sempre detto quale è secondo me il ruolo del tecnico, tant'è che puoi fare copia e incolla dalle interviste precedenti (ride): devi essere bravo a fare meno danni possibile, non c'è niente da inventare; l'importante è cercare di far rispettare certe regole base, senza dimenticarsi assolutamente del divertimento, al di la dunque delle tensioni e delle pressioni. E' bello avere la disponibilità da parte di tutti, ma puoi essere veramente soddisfatto quando riesci a valorizzare al massimo il potenziale della squadra e questa ne aveva da vendere. Ho giocato a calcio per molti anni, proprio per questo ti dico che la differenza alla fine la fa chi scende in campo».


Quest'anno poi c'era una motivazione in più, derivata dal mancato ripescaggio in Eccellenza«In quel caso però non avremmo potuto vivere un'annata e una festa incredibile, quindi ora posso dirti che va bene così. La nostra estate non è stata delle più semplici, con alcune vicissitudini extra-calcistiche che ci hanno un po' complicato i piani, ma fortunatamente le abbiamo risolte. La sensazione comunque era quella di trovarsi di fronte ad un'enorme montagna da scalare ed in questi casi puoi fare soltanto un passo alla volta. E quando scivoli non devi darti per vinto, né farne un dramma». Come sempre in questi casi, la chiusura è riservata ai ringraziamenti finali. «Rinnovo il mio attestato di stima per il preparatore atletico e dei portieri e per l'allenatore della Juniores. Non posso ovviamente dimenticarmi della mia famiglia, come sempre. Ringrazio inoltre tutti quelli che hanno reso possibile questa impresa, che non ci hanno mai fatto mancare il loro supporto e se posso, senza nessuna vena polemica sia chiaro, la dedico anche a chi non ci credeva, perché in realtà ci ha dato ancora più grinta. Non mi dimentico nemmeno dei nostri avversari, Ossese e Bosa su tutte, che con il loro grandissimo valore hanno contribuito a rendere ancora più importante le nostra vittoria».

In questo articolo
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2017/2018
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Promozione
Girone B