«La rosa giovanissima era un rischio ma siamo stati subito competitivi»
Latte Dolce, Fresu: «Sesto posto e playoff sfiorati, gran lavoro di mister Fini e del suo staff»
Squadra dall'età media molto bassa, salvezza acquisita con due turni d'anticipo, sesto posto nel girone G di serie D e playoff sfiorati per quella che sarebbe stata la classica ciliegina alla torta di una stagione bella e importante.
In casa Latte Dolce, dopo lo 0-0 di Budoni di domenica scorsa all'ultima giornata, è tempo di consuntivi e i 48 punti finali sono particolarmente apprezzati dalla società sassarese. «È stata una stagione positiva - afferma il presidente Roberto Fresu - Abbiamo sfiorato i playoff e chiuso al sesto posto, ma soprattutto abbiamo dato continuità al nostro progetto, basato sulla crescita dei giovani e su una programmazione chiara».
Continuare il rapporto col tecnico Michele Fini iniziato il 4 marzo 2025 è stata una scommessa vincente anche per il campionato appena concluso. «Credevamo nel lavoro iniziato da mister Fini perché ultimi mesi della scorsa stagione. Il suo carisma e la sua professionalità ci avevano convinto che fosse la persona giusta. È stata una scelta convinta e i risultati ci hanno dato ragione. Va dato grande merito a lui e al suo eccellente staff: hanno lavorato con serietà, facendo crescere i ragazzi e costruendo un gruppo unito e competitivo. Il mister è una figura equilibrata: mantenendo la serenità in panchina, riesce farsi sentire e trasmettere le sue idee alla squadra».
Aver puntato su un gruppo molto giovane è stata scelta coraggiosa. «Abbiamo costruito una rosa giovanissima, assumendoci dei rischi. Non era scontato essere competitivi da subito, ma i ragazzi hanno risposto bene e sono cresciuti durante tutta la stagione, partita dopo partita. In questo percorso è stato importante anche il contributo di Daniele Bianchi, in passato anche nostro ex giocatore, che con il suo supporto nell’analisi dei dati applicati al calcio rappresenta oggi una risorsa preziosa per noi nel trovare profili adatti al nostro progetto».
La guida per i più giovani resta Marco Cabeccia, dal 2017 con la maglia biancoceleste «Il capitano è stato un punto di riferimento per tutti, dentro e fuori dal campo. La sua esperienza ha aiutato i più giovani a crescere e a mantenere equilibrio nei momenti più delicati». Nell’ultima partita contro il Budoni si è visto il Latte Dolce più giovane della stagione. «Siamo scesi in campo con dieci undicesimi di fuoriquota: è una fotografia chiara della nostra filosofia e del percorso che abbiamo intrapreso. Va sottolineato anche il coraggio del mister nel presentarsi con una formazione così giovane. Ho visto cose interessanti con i ragazzi in campo e questo ci dà ancora più fiducia per il futuro e per la crescita del progetto. È chiaro che, se la salvezza fosse arrivata con diverse giornate di anticipo, avremmo potuto vedere ancora più ragazzi del nostro settore giovanile trovare spazio».
Prematuro ancora parlare di programmazione per la prossima stagione. «Adesso è il momento di riposare dopo una stagione intensa. Poi ci siederemo e valuteremo con calma il futuro, sempre con grande attenzione alla programmazione».
Intanto il plotone delle squadre sarde potrebbe allargarsi. «La prossima stagione di Serie D vedrà ai nastri di partenza un’altra realtà importante del territorio come l’Ossese, che approda per la prima volta in categoria: ci saranno sicuramente belle sfide. Attendiamo anche gli sviluppi del playout dell’Olbia in casa dell’Ischia, così come il percorso del Tempio e dell’Ilvamaddalena nei playoff di Eccellenza. Se tutto dovesse andare nel verso giusto, potremmo ritrovarci nella prossima stagione con sei o sette squadre sarde in Serie D. Questo darebbe ancora più forza a tutto il sistema calcio regionale anche a livello federale».
