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Lettera aperta di Sergio Fadda sulla riduzione dei costi e l'utilizzo dei fuoriquota in Eccellenza
Il tecnico offre importanti spunti di riflessione

Lettera aperta di Sergio Fadda sulla riduzione dei costi e l'utilizzo dei fuoriquota in Eccellenza

Sergio Fadda, allenatore nella stagione appena conclusa dell'Atletico Elmas, squadra che milita nel campionato di Eccellenza, ha inviato alla nostra Redazione una lettera aperta nella quale esprime il proprio parere su alcuni punti importanti toccati nella riunione tra i presidenti delle squadre di Eccellenza e i vertici della Figc che si è tenuta a Cagliari mercoledì 15 giugno, nella sede del Comitato Regionale. Si può essere d'accordo oppure no sui concetti espressi da mister Fadda il quale offre, di sicuro, importanti spunti di riflessione.

Sergio FaddaNoi come Diario Sportivo ringraziamo il tecnico cagliaritano che ci ha scelto come mezzo di comunicazione per il suo accorato appello che pubblichiamo integralmente.

 

«Anche quest'anno il campionato di Eccellenza sarà a 18 squadre. Decisione, pare, presa all'unanimità dai dirigenti rappresentanti le società di Eccellenza. Dalla riunione è scaturita l'ulteriore necessità di:

1) ridurre i costi delle società soprattutto alla voce ingaggio calciatori;

2) aumentare il numero dei giovani fuoriquota in campo che l'anno prossimo obbligatoriamente saranno uno del 1993 e uno del 1994.

A questo proposito vorrei fare alcune considerazioni:

Primo punto.

I costi si riducono se si pensa a un campionato a 16 squadre, con un adeguato numero di allenamenti, con l'inizio della preparazione dopo ferragosto (com'era in passato) e con le vacanze natalizie vere vacanze e non con due turni di campionato. Invece si è scelto di iniziare il campionato il 28 agosto, con l'inizio della preparazione che sarà verosimilmente l'1 agosto, a 35 gradi, e con tanti turni infrasettimanali, tipici dei campionati professionistici e non di quelli dilettantistici.

Ancora si sente: "Accordiamoci sul tetto dei costi". Ma già in passato nel Campidano un presidente propose un patto di ferro che sottobanco lui stesso non rispettava offrendo ingaggi ben sopra la media. Un esempio è questo inizio di mercato regionale.

Ho iniziato al Sant'Elena con costi contenuti, ho polemizzato con quegli allenatori che avevano squadroni fatti di giocatori professionisti e vincevano a mani basse per poi lamentarsi quando gli è toccato allenare squadre di dilettanti.

È ora di cambiare ma nessuno ci chiede niente (allenatori e giocatori).

Secondo punto.

I fuoriquota tanto acclamati. È giusto dare 400 euro al mese e un motorino ad un fuoriquota senza nessuna esperienza di campionati dilettantistici? Non è il solo.

Nel Sud Sardegna funziona che i giocatori per l'Eccellenza li abbiano la Sigma e il Cagliari. Vogliamo i giovani e li mandiamo allo sbaraglio senza nessuna preparazione adeguata. Quante società investono REALMENTE nel settore giovanile? Basta controllare le presenze degli stessi allenatori ai corsi di aggiornamento AIAC.

Educare o formare giocatori? Nella mia squadra un ragazzo si è ritirato (difficoltà negli studi), uno è stato promosso e tre bocciati o con giudizio sospeso. È logico costringerli a rinunciare agli studi? La domenica stanno tutto il giorno fuori casa, i quattro allenamenti pesano come un macigno quando poi devi prendere il libro in mano. E ne vogliamo anche un terzo in formazione del '92. Stiamo allenando giovani che non finiranno gli studi e arriveranno molto in ritardo sul mercato del lavoro. I ragazzi del '93 avranno l'esame di stato e quelli del '94 saranno in quarta superiore. Perché, mi domando, non aumentare il numero dei giovani che sono già fuori dalla scuola superiore? D'altronde i club professionistici adesso visionano i calciatori nati nel 1996 e 1997 e quindi è difficile ipotizzare che noi stiamo lavorando per loro. I numeri in questo caso sono impietosi.

Contate quanti ragazzi in 10 anni sono arrivati fra i professionisti passando per l'Eccellenza o la Serie D. Pochissimi, sono sicuramente di più coloro che sono stati "lasciati" liberi, dopo essere stati sedotti strada facendo, al termine del loro periodo di fuoriquota.

Ma ci sono per tutti i fuoriquota? Forse no perché a volte troviamo moralmente giusto prenderli dalle altre regioni, sedicenni staccati dalla famiglia alla ricerca di una finta gloria... Studieranno? Sicuramente no, ma non è un nostro problema.

E che dire a Sergio Fadda che ha fatto giocare Stefano Carta (1972), a Gianluca Hervatin che ha fatto giocare Giorgio Ventricini (1970) e ad Antonio Ravot che ha fatto giocare Stefano Udassi (1970), tutti  quarantenni o quasi, forse che lo sport è di tutti a qualunque età e che per contenere i costi basta dire di NO oppure volendo risparmiare è lecito schierare 10 giocatori nati nel 1993 e uno del 1994. Ma è anche logico pensare che le promesse fatte all'inizio dell'anno vengano rispettate.

Meditiamo...studiamo nuove soluzioni...ma tutti INSIEME».

Sergio Fadda

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2010/2011
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Sardegna
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