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Michele Filippi, allenatore, Olbia
«Molto bene nei primi 25' ma in questo momento siamo fragili»

L'Olbia sconfitta e contestata, Filippi: «Rispetto i tifosi e gli insulti me li porto a casa, nascono dall'amore verso la propria squadra del cuore»

Vedere l'Olbia per mezz'ora e poi sapere che il risultato finale la condanna ad una sconfitta per 4-1 contro il Gozzano c'è da rimanere increduli e basiti. Il primo ad esserlo è lo stesso tecnico dei bianchi Michele Filippi che si presenta in conferenza stampa a spiegare il pesante ko: «Una partita difficile da commentare vedendo il risultato. nei primi 25' la squadra ha giocato bene facendo ciò che doveva fare, sbagliando tre gol e avendo occasioni importanti per passare in vantaggio. Poi, nell'unico tiro in porta subito, su calcio d'angolo, è arrivato lo svantaggio, da lì la gara è diventata più complicata; e le complicazioni si sono inasprite ulteriormente quando nel secondo tiro loro, su un calcio piazzato a nostro favore, abbiamo subito il secondo gol. È chiaro che poi diventa tutto più difficile, specie per una squadra che aveva voglia di far bene e riscattare la sconfitta della passata settimana. Perciò, quella serenità e disinvoltura vista nei primi 25' è venuta meno; nel secondo tempo, pur essendo ripartiti bene, abbiamo preso il terzo gol su un calcio piazzato a nostro favore che ha rappresentato il macigno finale. Da lì in poi abbiamo smesso di giocare, ci siamo disuniti andando in balia e non restando dentro la partita, cosa che una squadra deve cercare sempre di fare pur riconoscendo ai ragazzi che non era facile farlo».

 

Il tecnico spiega l'incapacità della squadra di reagire ai gol dei lombardi: «Perché l'Olbia è diventata vittime di certi episodi ed evidentemente ha anche qualche fragilità che ci ha portato a non rimanere nella partita. I ragazzi erano coscienti che stavano facendo una bella partita, nei primi 25' si è vista una bella squadra ma non raccogliere quanto semini è un elemento che tende a frustrare». Filippi parla anche delle contestazioni a fine gare dei tifosi che vorrebbero la testa dell'allenatore: «La curva che contesta fa parte del gioco, ho rispetto per i tifosi che vivono per la squadra della propria città, il tifo è una passione incontrollabile, dettata dal cuore e gli insulti me li porto a casa. Ora è giusto che ci metta la faccia, l'allenatore deve prendersi la responsibilità perché sono un uomo e tengo la testa alta rispetto a quelle contestazioni che fanno parte di un istinto emotivo positivo che nasce dall'amore».

In questo articolo
Squadre:
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Stagione:
2018/2019
Tags:
11ª giornata