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Progetto Sant'Elia in caduta libera, arriva la terza retrocessione di fila e ora sarà derby col Vecchio Borgo
Il club di Cardia passa dai fasti in D alla Prima

Progetto Sant'Elia in caduta libera, arriva la terza retrocessione di fila e ora sarà derby col Vecchio Borgo

C'era una volta un Progetto di calcio a Sant'Elia. Una società ambiziosa guidata da un imprenditore ambizioso come Franco Cardia che, in pochi anni, riuscì a portare la borgata di Cagliari più conosciuta per i fatti di cronaca in un campionato nazionale. Nel capoluogo della Sardegna, dopo la squadra in serie A di Massimo Cellino, primeggiavano i biancoblù. Come è stata rapida l'ascesa dalla Prima categoria fino alla serie D altrettanto è stata la caduta all'indietro, in tre anni ben tre retrocessioni di fila, l'ultima delle quale un mese fa dalla Promozione alla Prima e l'anno prossimo il Progetto Sant'Elia farà il derby con il Vecchio Borgo. Se si iscriverà, perché il futuro del club rimane incerto benché il settore giovanile dia sempre grandi soddisfazioni con la Juniores che è arrivata alle finali regionali. E, quando ci sono i giovani, per un club è sempre più facile ripartire. 

 

Il presidente Franco Cardia e il capitano-allenatore Andrea LoiMa la storia dice che la discesa è stata inesorabile. E pensare che a fine marzo 2011 la squadra allora allenata da Massimiliano Pani otteneva, nella gara casalinga contro il Carbonia, la storica promozione in serie D. Una grande stagione e una grande squadra capace di portare nel piccolo impianto di Via Schiavazzi ben 1.200 spettatori quando giocò la sentitissima sfida con la Torres di Roberto Ennas che tentava di ricucire lo svantaggio in classifica dalla capolista. L'anno dopo, il primo in serie D, resterà indimenticabile per l'impresa firmata da Bernardo Mereu e i suoi ragazzi con una salvezza raggiunta nei playout contro il Monterotondo dopo che a fine girone d'andata la squadra era già stata data per retrocessa in Eccellenza. E lo era anche alla terzultima giornata quando il distacco dalla sestultima superava il massimo consentito per disputare lo spareggio. Con un colpo di coda Virdis e compagni riuscirono a ricucire lo strappo e giocarsi tutto nel doppio confronto e prolungare di un altro anno la permanenza in serie D.

 

L'estate del 2012 faceva però capire che la strada imboccata dal club cagliaritano era quella del declino; pur cercando nuovi soci, nessuno ha affiancato il presidente Franco Cardia che, nel frattempo, a capo della sua impresa di costruzioni viveva la crisi che ha colpito un po' tutti in Italia e in particolare in Sardegna. Fu costretto a programmare la stagione con un taglio drastico del budget ma pur sempre con i giocatori emblema quali Peppe Atzori, Bruno Frongia, Cristian Dessì e Mattia Cordeddu. Eppure la squadra messa in piedi dal diesse Ibba e guidata da Franco Giordano aveva sorpreso tutti ad inizio stagione, poi si sono rotti i rapporti tra presidente e allenatore oltre all'attaccante Dessena (crac al ginocchio), l'arrivo in panchina di Gigi Piras - dopo il breve interregno di Mario Orrù - non ha dato i frutti sperati, anche perché le difficoltà economiche incidevano nel rendimento dei giocatori. Così si è passati per un altro avvicendamento in panchina con il ritorno di Bernerdo Mereu che ha ridato un po' di speranze per un miracolo-bis ma quasi impossibile da realizzare fino alle dimissioni per problemi personali e un finale di campionato da gestire con il preparatore atletico Mauro Bernardini affiancato da Giorgio Congiu, allenatore e amico del presidente. Arriva così la prima retrocessione per Cardia e il Sant'Elia, cui ne seguiranno altre due con la medesima caratteristica: ad inizio campionato arrivano i risultato positivi che fanno pensare ad una stagione non di sofferenza, poi invece si sommano le sconfitte e il conseguente arretramento in classifica fino al fondo. Due stagioni fa in Eccellenza, senza più un diesse, la squadra di Andrea Clarkson - costruita dallo stesso tecnico ma con sempre minori risorse a disposizione - fu addirittura anche in testa per un giorno quando vinse l'anticipo della 4ª giornata col Calangianus, poi a fine girone d'andata era nell'ultimo posto dei playout e al termine del campionato ultimo del tutto senza più il tecnico cagliaritano in panchina nelle ultime 5 partite. 

 

Nel campionato appena concluso di Promozione e iniziato con 1 punto di penalizzazione, stesso discorso: all'8ª giornata era sopra la zona playout, al giro di boa era al terzultimo posto e alla 2ª di ritorno in ultima posizione dopo il pareggio col San Vito, che resterà l'unico punto del 2015 perché poi seguiranno 13 sconfitte di fila. Tanti gli allenatori che si sono seduti in panchina anche in questa stagione: Roberto Mascia per le prime 5 giornate, Gianfranco Antonazzo (che l'anno prima guidò la squadra nelle ultime giornate al posto di Clarkson) nelle altre 5, Antonio Ruzzu per altre 8 fino a che il difensore e bandiera Andrea Loi ha chiuso il torneo col triplo ruolo visto che aveva iniziato la stagione alla guida della Juniores. E ora? Si annuncia un'altra estate di passione, un anno fa l'iscrizione si fece a rischio perché in ballo c'erano alcune vertenze economiche con ex tesserati ai tempi della serie D che stavano mettendo in dubbio la partecipazione al campionato di Promozione. Franco Cardia non è uno che molla ma nemmeno uno che ci sta a perdere, quando ha avuto le risorse economiche a disposizione ha sempre costruito ottime squadre, nelle ultime stagioni ha provato a fare di necessità virtù cercando ogni via percorribile per non far morire il club, che lui ha portato alla ribalta nazionale, con tutto il settore giovanile faticosamente costruito. Se il Progetto disputerà il prossimo campionato di Prima, Sant'Elia vivrà un derby inedito e, per certi versi, impensabile se è vero che nel 2011/12 tra l'una e l'altra società della borgata c'erano cinque categorie di differenza.

In questo articolo
Campionato:
Stagione:
2014/2015
Tags:
Sardegna
13 Ritorno
Girone A

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