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Scotto: "Noi dimostreremo di aver fame, ma occhio a chi promette soldi che non ci sono"
Il tecnico del neo promosso Latte Dolce

Scotto: "Noi dimostreremo di aver fame, ma occhio a chi promette soldi che non ci sono"

L'economia calcistica sarda passa per le coste. O meglio, quel piccolo gettito di denaro fresco che permette a una dirigenza di affrontare il campionato con serenità sembra gravitare nelle zone turistiche, quelle delle vacanze al mare. Al sud, da Muravera, Castiadas e Porto Corallo, il Sarrabus è la realtà del calcio regionale meno sofferente. Così a Pula. In Campidano dopo l'addio dell'Atletico Elmas, Sanluri e Samassi, approfittano della scomparsa delle due villacidresi che catalizzavao il mercato, e reggono il confronto con grandi sacrifici. Il Taloro miracolo barbaricino degli ultimi lustri, guarda alla Gallura, che dopo aver ritrovato il derby Tempio-Olbia, si affida al Calangianus e per il rotto della cuffia rivede il San Teodoro miracolosamente ripescato. Ad Alghero è festa grande, i giallorossi di Antonello Calvia e i giovani di Massimiliano Paba, son pronti alla consacrazione. Il Castelsardo sente le brezze economiche del mare, ma attenti ai suoi lupi. A Sassari, ora, la regina della serie A sarda è il Latte Dolce di Scotto.

Gambella e Dore"Penso che questo campionato di eccellenza sia di gran lunga superiore al campionato scorso" Son state le prime parole di Pierluigi Scotto, tecnico del neopromosso Latte Dolce. I gialloblù sassaresi si presentano nella massima categoria isolana ben consapevoli delle proprie forze, con un'intelaiatura di gioco preziosa. Nessun timore reverenziale quindi, ma un occhio attento alle avversarie che si son tutte attrezzate per darsi battaglia a suon di fuoriquota.

"Tutte le squadre specialmente quelle del sud stanno allestendo organici importanti - continua Scotto - mi auguro però che non si riprenda a promettere soldi che non si possono spendere". Una vena polemica da un pulpito che i campioni se li cresce in casa. "Per poi a Dicembre rimangiarsi tutto - continua Scotto - raccontando ai ragazzi che gli sponsor non hanno rispettato il Budget promesso".

Stando così le cose l'Olbia, almeno per la presenza di Siazzu re dei bomber, è un gradino su tutti?

"Concordo, poi Samassi (che già era una squadra di eccellenza la scorsa stagione) e ci metterei il Porto Corallo che con il trio; Nuvoli, Ferriera e Cristian Ibba è un organico di assoluto livello. Poi il Muravera. I Gialloblù han costruito con la sapienza di uno dei migliori ds della Sardegna, Angelo Farci, una squadra ottima. Vincente come le realtà che tocca lui".

Sanluri e Pula con acquisti mirati sono, rispetto allo scorso campionato, nettamente più attrezzate.

"Prastaro ha preso Giandon e Puddu. Acquisti importanti, ma non trascurerei il Carbonia. Lo scorso anno nel girone di ritorno ha viaggiato a ritmi da play off. Nel Sarrabus è ripartirto anche il progetto del Castiadas. Se non perderà il fantasista Onano potrà dire la sua. Poi il Taloro, attenti, farà meglio della scorsa stagione. Cirinà con i nuovi arrivi di Piredda e Cherchi ha dato ai gavoesi uno spessore diverso".

Il Calangianus, squadra espertissima, ha perso Sias tornato alla Torres ma non ha perso in furbizia.

"Con Pietro Rubino in testa, abile a guidare la pattuglia di Tore Mamia e del mio amico Marino Onofrio ci divertiremo"

Calvia ha un gruppo solido, Paba, giovane e bello.

"Bhe l'Alghero è squadra da primato. Con Zani, Peana, Mattiello e Fabrizio Serra la ciliegina sulla torta corrisponde al nome di Matteo Tedde. Di gran lunga il miglior giocatore degli ultimi anni in eccellenza. Lotterà per il primato. E il Fertilia, terza classificata della scorsa stagione, con i suoi giovani forti è ben guidata da mister Paba. Potrà ancora ritagliarsi spazi importanti.

Le outsider galluresi?

"Non so cosa faranno SanTeodoro e Castelsardo. Il Tempio, piazza blasonata, se azzeccherà i ritocchi, diventerà senza dubbio una squadra difficile da affrontare".

Si ma il supergiovane Latte Dolce, quello che prende gol, pochi, solo su calcio piazzato?

"Noi per il momento siamo una grande incognita. Cercheremo di vendere cara la pelle. Eravamo già lo scorso anno una squadra giovane. Ci siamo ulteriormente ringiovaniti per via dei 4 fuoriquota. Saranno otto i "Grandi" e , aspettando il nostro capitano Gianfranco Piras, fermo ai box per qualche mese, nel rispetto del budget, abbiamo preso un centrale difensivo come Ivan Delrio, che ci aiuterà a diminuire il gap esistente fra noi e le altre compagini.Vorremo ancora dimostrare di essere una squadra organizzata e con tanta fame. Cercheremo di fare un buon calcio e di valorizzare i giovani".

Non avrete difficoltà, a Sassari siete un'istituzione.

"Confidiamo molto nei vari Delizos, Usai, Mura, Nieddu, Cocco, Derudas, Magliona e Ruggiu saranno loro a guidare i più giovani nella serie A sarda. Di giovani questo campionato ne vedrà tanti e più maturi, dopo l'esperienza e il minutaggio della scorsa stagione."

Hai in testa qualche fuoriquota che potrà far la differenza, vostro o di altri? Alessandro Gambella difensore classe 95, capitano della rappresentativa Allievi di Giuseppe Zizi, è vostro. Nella tua giovane orchestra si ritroverà con Marras e Dore, suoi compagni in quell'avventura.

"E' presto per dirlo, ma i ragazzi del Fertilia e quelli del Latte Dolce avranno la possibilità di giocare tanto. I conti si faranno alla fine. Mi auguro che la Federazione risolva il problema dei fuoriquota. A mio parere i '95 non sono così numerosi e di qualità. Io ho Dore, Chessa, Marras e Gambella, e son ben contento. Reggere un campionato come l'eccellenza non è facile, lo sa bene Giacomo Cocco, a 27 anni ha un rendimento ottimo, lui ha sempre giocato. Se uno vale, lo metti dentro ugualmente, senza imposizioni. Si rischia poi che i ventunenni, con un passato recentissimo da fuoriquota, si perdano. Questa legge li penalizza oltremodo. Un giocatore dà il meglio di se stesso dai 24 anni in poi. Se dopo i vent'anni non gioca più, non verra mai più fuori" A.L.

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2012/2013