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Giuseppe Nuvoli, centrocampista, Arzachena
«Ho ritrovato una società cresciuta e matura, mi piacerebbe restare»

Arzachena, Nuvoli può fare poker: «Vincere il campionato sarebbe straordinario, siamo all'altezza di Rieti e Monterosi, vedremo fra tre gare»

Un sogno impossibile e una incredibile realtà. Quando mancano otto giornate al termine l'Arzachena è gomito a gomito con Rieti e Monterosi per la corsa al primo posto ma questa lotta per la Lega Pro l'affronta con la leggerezza di chi sa di non essere partito per un obiettivo così importante e che se non dovesse tagliare il traguardo davanti a tutti disputerebbe i playoff dopo 8 anni. Fra i protagonisti di questa grande stagione che stanno vivendo gli smeraldini c'è Giuseppe Nuvoli, centrocampista centrale, esterno e all'occorrenza seconda punta che racconta lo stato d'animo della squadra a -8 dalla fine. «In queste due settimane abbiamo un po' staccato e ci siamo ricaricati - dice il 30enne sassarese - alla ripresa degli allenamenti abbiamo analizzato il rush finale che ci aspetta ma pensiamo gara dopo gara. Ora c'è un mini ciclo di tre gare, due in casa contro Lanusei e Città di Castello e poi la trasferta con la Torres, se dopo Sassari saremo ancora attaccati lì al gruppo di testa ce la giocheremo fino alla fine».

 

Dopo Nuorese, Torres e Viterbese con l'Arzachena potrebbe essere la quarta vittoria di un campionato di serie D

«Sarebbe una cosa bellissima per la società e il paese, una prima volta straordinaria. Sono venuto ad Arzachena conoscendo già la società e sapendo comunque che ci sarebbe stata una buona squadra che partiva da una bella base ma nessuno pensava che a questo punto del campionato saremmo stati lì ad un punto dalla vetta. È chiaro che un pensierino ce lo fai, ripeto, vedremo fra tre gare»

Ma 28 giornate sono sufficienti per dire che l'Arzachena non è inferiore a Rieti e Monterosi?

«I punti in classifica dimostrano questo, fino ad ora siamo stati alla loro altezza, attaccati lì al treno di testa, mancano 8 partite e due mesi di campionato, non pochi ma è anche vero che abbiamo già giocato gli scontri diretti, e quelli del girone di ritorno li abbiamo anche vinti»

Questo campionato ricorda un po' la stagione della Torres quando erano partite per vincere altre squadre come Casertana, Turris e Sarnese?

«Un po' sì. Anche a Sassari non eravamo di certo i favoriti, per di più neopromossi e con molte incognite, l'Arzachena veniva da due buoni campionati e tutti si aspettavano potesse fare un campionato a ridosso dei playoff. A questo punto, però, con la Torres eravamo primi e con 7 punti di vantaggio, senz'altro molto più avvantaggiati di adesso. Anche allora, come ora, le avversarie non ci consideravano come una potenziale vincitrice, dicevano che avremmo mollato, come è stato detto anche quest'anno. Sicuramente le nostre avversarie avranno aperto gli occhi, la realtà è questa e dice che potremmo giocarcela fino alla fine»

In ogni caso, dopo questa lotta per il primo posto vi potreste ritrovare a disputare i playoff che ad Arzachena mancano dal 2008/09

«Ma infatti se le cose non dovessero continuare così bene i playoff sarebbero comunque un traguardo molto importante. La società chiedeva ad inizio stagione la salvezza in primis e poi di cercare di fare un'altra volta il record dei punti in serie D. L'anno scorso l'Arzachena chiuse a 59 punti ora ne abbiamo 54 quando mancano otto giornate, se non dovessimo arrivare primi non verrà di certo sminuita questa grande stagione»

L'anno scorso zero gol, ora 5 e tutti nel girone d'andata dove hai fatto spesso l'attaccante

«L'anno scorso era un'altra cosa, un po' di sfortuna e poi ho sempre giocato in un centrocampo a due o a tre. All'andata sono stato impiegato in appoggio alla punta e ho avuto più possibilità di fare gol, stando davanti o comunque esterno mi ha facilitato il compito per segnare contro Latte Dolce, Foligno, Torres e Sansepolcro»

Un altro piccolo sforzo e si può eguagliare il record personale   

«Ne feci 8 gol alla Nuorese, da fuoriquota al mio primo anno di serie D, poi 7 con Selargius e Terracina. Da centrocampista è più difficile fare gol e, in ogni caso, a 30 anni non sto a guardare i traguardi personali ma preferisco vincere e raggiungere gli obiettivi di squadra. Può sembrare una frase fatta ma non importa chi segna, l'anno scorso non feci gol ma sono stato felicissimo lo stesso perché ho vinto un campionato, meglio fare qualche cosa in meno a livello di numeri e poi vincere un qualcosa di importante che non il contrario»

Come affronterete le prossime due gare in casa contro avversari in lotta per salvezza?

«Affronteremo Lanusei prima e Città di Castello poi come abbiamo fatto con le altre, quando scendiamo in campo diamo tutto. Tutti si aspettano che vinceremo ma sappiamo che non è facile, per qualsiasi obiettivo si giochi ogni squadra nel girone di ritorno dà sempre di più. Dobbiamo essere bravi noi a non complicarcele, se non sblocchi subito le gare, che è la cosa più auspicabile, si può sempre stare in equilibrio fino alla fine per poi trovare qualche guizzo degli uomini d'attacco per portare a casa la vittoria»

Dopo l'iniziativa per le gare con Monterosi e Rieti la società continua con il biglietto a 5 euro e gratis per le donne e under 15

«Fa benissimo e spero che venga ancora molto pubblico a darci il solito grande sostegno. A parte un periodo di flessione, con 2 punti in 5 gare, noi siamo stati sempre davanti, probabilmente per il maltempo e perché i nostri tifosi, come gli avversari, non credevano che saremmo stati lì fino alla fine ma in queste ultime due gare in casa si è vista la differenza nel numero di presenze. E poi credo anche che gli arzachenesi abbiano capito che si tratta di un'opportunità che potrebbe non ricapitare»

Com'è cambiata l'Arzachena dalla prima esperienza fatta nel 2011?

«Sei anni fa la squadra aveva delle potenzialità e la società si aspettava di più in termini di risultati ma non sempre la stagione va per come la progetti e perciò fu deciso di operare sul mercato con delle cessioni. Io ora ho visto una società cresciuta molto, dirigenti molto più sereni e senza l'assillo del risultato, più cauti nei passi da fare perché con l'esperienza capisci anche come muoverti. Sanno benissimo che nel calcio non c'è nulla di scontato, si potrebbero citare tanti casi di squadroni fatti sulla carta ma con giocatori che non si sono amalgamati bene, poi c'è sempre chi ha reso tanto in una stagione e l'anno dopo meno. Quando si creano tante aspettative ci si rimane delusi e questo va influire su tutto l'umore dell'ambiente, io ho ritrovato una società molto matura e una piazza tranquilla che non ti mette particolare pressione»

Il diesse Zucchi ti inseguiva da qualche stagione, come ti ha convinto?

«Era da due o tre anni che ci sentivamo ma, dopo la vittoria del campionato a Sassari, ho sempre ricevuto offerte di squadre che lottavano per vincere o che perlomeno mi davano garanzie di grande competitività. Nel mercato di dicembre poi è sempre difficile rinunciare ad una proposta come ad esempio quella che avevo nella Viterbese, arrivata in un punto della mia carriera da sfruttare. Quest'anno per me era giunto il momento di rientrare in Sardegna e lo volevo fare giocando in buona squadra, in questo Arzachena era perfetta»

Anche l'anno prossimo con l'Arzachena?

«Se la società ha intenzione di continuare il rapporto non ci sono problemi da parte mia, la dirigenza sa bene il mio pensiero in proposito»

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2016/2017
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