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Budoni e la vittoria attesa tre mesi, Bacciu: «Una liberazione. Ora abbiamo più qualità ed esperienza, per salvarci dobbiamo fare un ritorno da playoff»
Ora l'Albalonga: «Forte ma vogliamo i tre punti»

Budoni e la vittoria attesa tre mesi, Bacciu: «Una liberazione. Ora abbiamo più qualità ed esperienza, per salvarci dobbiamo fare un ritorno da playoff»

Una vittoria attesa tre mesi, tre punti che rappresentano il carburante più efficace per riprendere la corsa verso la salvezza. Il 2-0 al Cynthia di domenica scorsa ha riportato il Budoni ad una lunghezza dai genzanesi e a quattro dalla salvezza diretta, un obiettivo di nuovo alla portata della squadra di Giuseppe Bacciu specie ora che si è rinforzata notevolmente nella finestra di mercato di dicembre. «Una liberazione, la prestazione è stata buona e il risultato poteva essere più rotondo - dice il tecnico dei biancocelesti - ma ci saremmo accontentati anche dell'1-0 perché sempre tre punti ci avrebbe dato. Una vittoria importante sotto tutti i punti di vista perché ci dà la possibilità di accorciare in classifica, di dare stimoli all'ambiente, tutti fattori che ci fanno lavorare con rinnovato entusiasmo. L'abbiamo aspettata molto e cercata sempre, facendo in precedenza ottime prestazioni anche se poi il risultato non è stato a nostro favore, abbiamo disputato partite di spessore anche contro squadre di vertice, sfuggite poi per un soffio per delle ingenuità nostre». Un successo che fa respirare un ambiente rimasto in apnea per diversi mesi. «Non dico che ora siamo più tranquilli - continua Bacciu - perché siamo conasapevoli che il campionato è lungo e difficile, da qui alla fine ogni partita per noi rappresenta una finale sia che si giochi col Grosseto capolista o contro chi è in fondo alla classifica. Ogni gara va affrontata con lo stesso piglio perché dobbiamo fare il girone di ritorno con una media da playoff».

 

Budoni, il tecnico Giuseppe Bacciu e il vice Stefano MeddaDopo il giro di boa, due partite e quattro punti, è un altro Budoni sia negli uomini che nel rendimento

«Chiaramente i giocatori acquistati sono tutti importanti, ad iniziare dal difensore Tricoli che ha anticipato gli altri arrivati come Giglio, Segato, Balzano e infine Paganelli. Oltre che essere ottimi giocatori,  danno molta più qualità, determinazione, freschezza mentale anche ai "vecchi" come Meloni, Farris, Saraò, Nnamani, De Rosa, Foddi che hanno un entusiasmo diverso»

Siete intervenuti in ogni reparto, si è perso del tempo o meglio tardi che mai?

«Ma non ci sono rimpianti, il calcio è fatto di queste cose, sapevamo che avremmo dovuto affrontare delle difficoltà all'andata e abbiamo cercato di lavorare in un certo modo, perdendo gare all'ultimo minuto dove meritavamo senz'altro di fare punti. La società ha deciso di dare uno scossone e questo fa sì che ora si lavori in un altro modo ma non bisogna recriminare, sarebbe facile dire: "Se avessi avuto questa squadra ad agosto...". Non c'è niente di scontato nel calcio, avevamo giocatori validi all'inizio del campionato ma sapevamo anche che ci mancava qualcosa, la società è corsa ai ripari e noi dello staff tecnico siamo tutti contenti»

Paganelli e Giglio coppia d'attacco affiatata e subito in sintonia?

«Hanno giocato insieme nel Carpi e nell'Altovicentino, perciò si conoscevano già, Paganelli è stato preso anche in quest'ottica. Ha una struttura fisica importante, è una punta di movimento, bravo nelle palle alte; con Giglio, che non ha bisogno di presentazioni, si completa molto bene»

A centrocampo con Segato e Balzano che avete guadagnato?

«Segato è il play che mancava tantissimo specie dopo l'infortunio di El Kamch, dà qualità al nostro gioco, ha piedi buoni e "testa" da giocatore. Balzano è più di quantità, forte fisicamente e con una bella corsa, in mezzo si completano ma non dimentichiamoci che abbiamo anche altri ottimi centrocampisti come De Rosa e Foddi, è andato via Redaelli che pure aveva dato il suo contributo»

Nelle retrovie si sta camminando poco e con questa vostra mini-striscia siete tornati subito in scia alle squadre che mirano alla salvezza diretta

«È tutto in evoluzione, anche il Castiadas ha cambiato tantissimo, diverse squadre si sono rinforzate e altre invece pochissimo. Ci saranno momenti della stagione dove si camminerà di più e staranno ferme quelle squadra di centroclassifica, così come le squadre di vertice avranno qualche battuta d'arresto; sarà un cammino altalenante e difficile per la presenza di piazze importanti come Grosseto, Viterbo, Sassari, Olbia, Rieti, Nuoro che vogliono vincere e portare in alto il nome della propria società. Per uscirne fuori bisogna dare continuità di risultati»

Che cercate anche in casa dell'Albalonga reduce dal ko col Grosseto, un cliente difficile che all'andata vinse 5-2

«Sicuramente troverà un altro Budoni. Loro sono partiti benissimo ma hanno avuto a fine girone d'andata delle battute d'arresto importanti, è una squadra che può prendere batoste ma è capace di vincere a suon di gol, visto l'alto potenziale offensivo con Cruz, Pintori, Corsetti, Guaita, molto forti per la categoria sebbene abbiano perso La Cava; a centrocampo hanno Marinaro l'anno scorso alla Torres. Si tratta di una matricola ambiziosa, che ha fatto un mercato importante per puntare ai playoff, ha avuto degli alti e degli bassi e speriamo domenica di trovarla nel momento di basso rendimento perché noi andiamo in casa loro a fare risultato pieno»

Il Budoni che ha inserito giocatori esperti non perde il marchio della squadra che punta sui giovani, la gara col Cynthia è stata decisa da Tumbarello e Caggiu entrambi del '96

«I nostri esterni sono stati ben supportati dal resto della squadra e hanno segnato al termine di belle azioni corali nelle quali sono entrati in modo decisivo anche Paganelli e Giglio. I giovani stanno rispondendo bene col supporto dei più grandi ma stiamo parlando pur sempre di 20enni, io ricordo invece che spesso giochiamo con due del '98 (Deiana e Sanna, ndr) mentre di quell'annata ne vedo davvero pochi schierati dagli avversari, quelli bravi che mi vengono in mente sono Riccardo Oggiano dell'Arzachena ed Enrico Ferrari dell'Ostiamare»

Non è un caso che nella classifica dei "Giovani D valore" le prime due posizioni siano occupate proprio da Ostiamare e Budoni

«L'obiettivo della valorizzazione dei giovani del vivaio per noi è sempre quello da tanti anni, ci fa piacere essere in seconda posizione ma noi ora guardiamo l'altra classifica, è quella che ci interessa ora perché altrimenti se retrocedi non prendi nemmeno i soldi della Lega. Se poi si guarda in generale alle classifiche sull'utilizzo dei giovani si può notare che alle ultime posizioni ci sono sempre le squadre che puntano a vincere il campionato ed è normale perché chi vuole la serie C fa giocare un '95, due '96 e un '97, come da regolamento, e non schiera certo di più giovani così come fanno i club meno attrezzati e con i budget nettamente inferiori»

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2015/2016
Tags:
Sardegna
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