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Il Castiadas aspetta il Lanusei, Usai: «Loro forti ma dimostreremo di meritarci la vetta»
L'ex Cagliari: «Contro le grandi giochiamo meglio»

Il Castiadas aspetta il Lanusei, Usai: «Loro forti ma dimostreremo di meritarci la vetta»

Primo nel girone di ritorno con sei vittorie di fila e primo in classifica nel campionato di Eccellenza. Il Castiadas corre spedito verso la serie D e prova a superare ogni ostacolo che si frappone, il prossimo che presenta il calendario è di quelli tosti perché il Lanusei, che ha comandato nelle prime 12 giornate e poi ha avuto una lunga serie negativa (4 punti in 7 gare), sta cercando di rientrare nella corsa al primo posto. Si gioca in casa dei sarrabesi e il centrocampista dei biancoverdi Alberto Usai inquadra il big-match della 24esima giornata: «È un momento fondamentale per dimostrare che meritiamo la vetta della classifica ma anche loro vorranno dimostrare che non si meritano gli 8 punti di svantaggio». Le parti si invertono, all'andata era il Lanusei in testa e aveva 4 punti in più del Castiadas. «Stupisce la loro attuale classifica - osserva l'ex Serramanna classe 1989 - pensavamo che fossimo noi a dover rincorrere gli ogliastrini che, invece, hanno decelerato molto l'andatura, non mi sarei mai aspettato di essere, un girone dopo, 8 lunghezze di vantaggio ma con 33 punti ancora a disposizione non tutto è perduto e loro non sono fuori dalla corsa».

 

Alberto Usai, 1989, è al primo anno col CastiadasCastiadas-Lanusei è un match da affrontare per vincere o per non rischiare?

«L'obiettivo di ogni domenica è prendere i tre punti, ma sappiamo di affrontare una squadra costruita per vincere più di noi. Batterli significa estrometterli dalla corsa al primo posto, la squadra sarà intelligente perché proveremo a vincere senza scoprirci andando alla ricerca ossessiva del risultato anche perché se dovessimo perdere riporteremo in corsa il Lanusei, avversaria sempre pericolosa. In queste gare ci vuole raziocinio e la tensione giusta»

Nei tre precedenti di questa stagione non siete riusciti a battere gli ogliastrini

«Sono state tre gare molto simili ed equilibrate. All'andata fu sbloccata subito da Emiliano Melis e loro avevano avuto poi una supremazia maggiore. In Coppa Italia sono state sfide molto particolari, meritavamo di vincere e passare il turno» 

A Valledoria, invece, è stata una vittoria importante e con l'handicap degli infortuni

«Arrivavamo, tra l'altro da una settimana sfortunata perché in amichevole contro il Cagliari si è infortunato Sarritzu, poi si è fermato Melis nel pre-gara e Martinez, che lo aveva sostituito, è uscito dopo 12'. Era una gara difficile contro un avversario che aveva battuto il Lanusei quando era al comando; abbiamo iniziato bene poi c'è stato un momento di calo coinciso col gol del loro vantaggio ma siamo stati intelligenti a non scoprirci ed aspettare. Dopo il nostro pareggio abbiamo approfittato del fatto che il Valledoria cercasse di vincere e volesse attaccare ancora, il 2-1 è arrivato da un autogol ma poteva segnare Mesina in quell'azione»

L'1-1 ha portato la firma di Usai, un gol decisivo per la rimonta

«Raggiungere il pari agli ultimi 10' è stato fondamentale, se non avessi segnato in quei minuti lì sarebbe stato quasi impossibile farlo dopo. Il mio gol ha tagliato loro le gambe mentre il 2-1 ha confermato che spesso segniamo negli ultimi minuti. Questa è una nostra caratteristica, grazie alla mentalità del mister Zaccheddu e di giocatori di grande esperienza come Porcu, Melis e Volpe che ci mettono sempre carattere fino alla fine»

Da regista a seconda punta senza particolari scompensi? 

«L'ho fatto negli Allievi del Cagliari tanti anni fa e poi nel Serramanna, in Promozione, quando giocavo in appoggio a Ligas ed ebbi l'opportunità di segnare 13 gol. È un ruolo che mi piace e mi permette di avere meno compiti difensivi, poi posso servire meglio la punta o gli esterni. Preferisco fare gli assist che segnare poi se l'attaccante è uno come Mesina l'intesa non manca. Nell'emergenza comunque lo faccio molto volentieri anche se il mio ruolo resta in mezzo al campo»

Girone di ritorno sempre vincenti e allungo importante, si dice perché avete avuto un solo scontro diretto, quello con il Ploaghe

«Se il calendario è stato facile vuol dire che l'abbiamo reso facile noi, per modo di dire, visto che le vittorie contro Porto Corallo, Fertilia e Valledoria sono state di misura. All'andata avevamo preventivato contro La Palma e Alghero delle vittorie facili e abbiamo pareggiato, in altre nelle quali pensavamo di trovare maggiori difficoltà abbiamo vinto bene. Negli scontri diretti rendiamo meglio perché riusciamo a trovare avversari più aperti perciò siamo pronti ad affrontare le squadre di alta classifica»

Il campionato ve lo giocate nelle prossime 5 gare, dopo quella col Lanusei, quando incontrerete Ghilarza, Taloro, Muravera, Latte Dolce e San Teodoro?

«Ogni gara è una finale e ne mancano 11. Bisogna vedere sempre stato di forma e classifica degli avversari, il Ghilarza che vuole evitare i playout può essere più difficile da affrontare rispetto ad un San Teodoro se per caso dovesse staccarsi dalla zona playoff. Credo che il campionato si giocherà nell'ultime tre o quattro giornate»

Classifica alla mano, l'avversario più percoloso è il MuraveraCome pensate di arrivarci al derby?

«Col Muravera è sempre meglio arrivarci davanti, chi insegue ha l'ansia di vincere a tutti i costi mentre se stiamo in testa possiamo decidere le sorti del nostro campionato senza dipendere da altri. Domenica loro hanno una gara difficile perché il La Palma, anche se ha delle assenze, è una squadra che non molla mai»

Cosa ha trasformato il Castiadas che all'11esima giornata, dopo la sconfitta col Latte Dolce, era settimo a 8 lunghezze dalla vetta?

«La prima fase del nostro campionato è stata condizionata da molti infortuni, mai è stata schierata la formazione base, contro il Taloro è stata l'ultima sconfitta meritata nella quale abbiamo sbagliato totalmente la gara mentre quella col Latte Dolce è stata ampiamente immeritata dopo aver dominato. La svolta è dovuta al fatto che eravamo tutti nuovi e che dovevamo aver modo di conoscere pregi, difetti e caratteristiche di ciascuno di noi. Le vittorie in casa contro Calangianus e Tortolì, difficilissime e tutt'e dure risolte alla fine, ci hanno fatto capire che avevamo un grandissimo potenziale»

Cosa è mancato, invece, ad Usai per avere una carriera nei professionisti dopo aver fatto le giovanili col Cagliari?

«Ho fatto degli errori di valutazione quando sono uscito dalla Primavera del Cagliari. Nel 2009 firmai per la Villacidrese in Lega Pro ma iniziai in ritardo per una frattura alla mandibola, a dicembre mi chiamò il Selargius di Virgilio Perra e scesi in serie D, raggiungemmo i playoff e dimostrai di poterci giocare in quella categoria anche se un infortunio mi bloccò. A fine stagione pensai che era il caso di guardarmi intorno per altri obiettivi, andai al Serramanna per poter studiare all'università e non mi pento della scelta, sono riuscito a laurearmi e ho vinto un campionato di Promozione con mister Giuseppe Mura, uno dei pochi allenatori che ho a cuore e mister Zaccheddu mi ricorda tanto lui. Due anni fa mi voleva in serie D il Progetto Sant'Elia ma avevo già firmato col Serramanna e restai lì» 

Rimpianti nel periodo fatto al Cagliari?

«Forse potevo gestire meglio alcune situazioni ma ero ragazzino e certe cose si capiscono solo dopo, quando cresci. Avendo fatto scelte diverse dico che ognuno, alla fine, ha ciò che si merita. I ricordi più belli sono legati al mese e mezzo che ero stato aggregato alla prima squadra di Allegri, fui convocato in Coppa Italia contro la Reggina, stavo per entrare ma nel secondo tempo prendemmo 4 gol e non ci fu occasione per esordire. In Primavera segnai 9 gol, uno in più di Ragatzu. A fine stagione il Cagliari ritenne che non avevo raggiunto la maturità per restare e, a differenza di adesso che si trova uno sbocco in serie C, mi proposero di andare al Sanluri in serie D ma io decisi per la Villacidrese rimanendo solo due mesi prima andare al Selargius»

Col Castiadas ora c'è la possibilità di riconquistare quella serie D lasciata qualche anno fa 

«Sapevo di approdare in una società seria e in una squadra forte, quest'anno ho riscoperto un calcio a ottimi livelli, giocare con compagni che hanno fatto altre categorie è un vero piacere per me. Se posso meritare di giocare in serie D non spetta a me dirlo, di sicuro sono più maturo di 5 anni fa. Spero di poter vincere il campionato e se il Castiadas vorrà tenermi sarei ben felice di proseguire l'avventura in biancoverde e confrontarmi in una categoria non molto diversa dall'Eccellenza»

Come fuoriquota, con te al Selargius, c'era anche Nurchi, ora rivale nel Muravera

«Sergio mi aveva impressionato sei anni fa, si parlava sempre bene di lui. Ha avuto una crescita costante anche se è sceso di categoria prima in Promozione e ora in Eccellenza. Lui è veloce, tecnico e potente, doti che gli hanno permesso di fare tanti gol. Spero rimanga dietro in classifica e che sia io ad esultare a fine stagione come quando vinsi col Serramanna e lui era al Quartu 2000. Però merita altre categorie»

Con Mesina lotta per vincere la classifica cannoniere ma c'è chi vorrebbe vederli insieme

«Antonio mi piaceva molto da avversario e giocarci insieme mi ha fatto capire quanto si fortissimo e umile. Con Sergio si completerebbero in modo pazzesco, a me piacerebbe giocare dietro a due attaccanti così magari in serie D e, se tutto va bene, magari sarebbe lui a venire da noi al Castiadas»

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2014/2015
Tags:
Sardegna
Intervista