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Luca Ruggiu, centrocampista, Latte Dolce
«Avanti così, la paura è il nostro peggior nemico»

Il Latte Dolce ritrova la vittoria e il miglior Ruggiu: «Il mio gol? Una liberazione. Tre mesi fermo ma ho lavorato duro, in D vanno tutti a mille all'ora»

Se il Latte Dolce avesse trovato più squadre come l'Avezzano sul suo cammino allora la salvezza sarebbe già in archivio. Vittoria all'andata e vittoria al ritorno, importantissimo quello di domenica perché riporta il successo in casa sassarese che mancava dalla prima di ritorno. Nel 2-1 finale Luca Ruggiu ha segnato il primo vantaggio: «Fare sei punti in due partite con un avversario che punta ai playoff non è facile ma volevamo i tre punti a prescindere da chi avevamo di fronte. Siamo partiti forte, con la testa giusta. Se vai sopra di due gol nei primi 25' tutto diventa più semplice. Al contrario di altre volte: partivamo bene, facevamo bene ma senza riuscire a concretizzare e alla fine subivamo il gol». La rete ripaga i tanti sacrifici fatti per recuperare dall'infortunio: «È stata una liberazione. Ne avevo bisogno, sembrerà strano per un centrocampista ma io scendo sempre in campo con la convinzione di segnare. Restare così tanto tempo a secco mi girava di brutto. E poi la mia stagione è stata travagliata. Non è facile riprendere il passo degli altri in una categoria dove vanno tutti a mille all'ora. Però mi sono allenato forte nei tre mesi in cui sono rimasto fermo. Non volevo farmi trovare impreparato, perché sapevo che il rientro sarebbe stato duro».

Il Latte Dolce è sestultimo ma sarebbe salvo perché ha un distacco di 8 punti sulla terzultima. «La classifica in questa categoria può ribaltarsi in poche giornate - osserva il centrocampista classe 1990 - sopratutto nella zona bassa. Servono tre o quattro risultati utili consecutivi e sei messo bene, poi perdi due partite e sei di nuovo punto a capo. Questo accade perché anche chi sta dietro gioca alla morte, vedi Torres e Città di Castello, squadre che stanno facendo di tutto per mantenere la categoria. Ogni gara è imprevedibile, ma il nostro obiettivo è uscire dalla zona playout. Aspettiamo il ricorso sulla gara di Foligno con ottimismo e nel frattempo ci prepariamoci per la prossima gara dove è importante andare ancora a punti». In casa della Flaminia non sarà facile: «La gara che verrà è sempre la più importante. Cercheremo ovviamente di fare punti. È uno scontro diretto quindi le motivazioni saranno tante e forti».

La vittoria è caduta nel momento più opportuno, la squadra si è tolta un peso. «Avevamo paura di sbagliare e si notava anche sul piano del gioco. La palla scottava ma domenica no, era tutto diverso. Sapevamo che l'Avezzano sarebbe stato molto aggressivo, come da loro mentalità, ma il muoversi bene e la qualità delle giocate ha portato tutti a interpretare al meglio l'incontro. Abbiamo giocato come sappiamo, sicuramente il doppio vantaggio ci ha aiutato e infatti abbiamo avuto altre occasioni per fare il terzo gol continuando a giocare in maniera molto fluida. Non dobbiamo aver paura di nessuno, perché la paura è il nostro peggior nemico, soprattutto in questo momento della stagione. Dobbiamo giocare ogni partita come se fosse l'ultima».

In questo articolo
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2016/2017
Tags:
7 Ritorno
Girone G