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Il Sant'Elia rischia di perdere bomber Ibba: «Non c'è ancora l'accordo, sono sul mercato»
«Posso andare al Nord ma per un lavoro resto qui»

Il Sant'Elia rischia di perdere bomber Ibba: «Non c'è ancora l'accordo, sono sul mercato»

Il Progetto è interessante, il giocatore è fortissimo ma, dopo la promessa di matrimonio, non sono state ancora spedite le partecipazioni. Il Sant’Elia e Christian Ibba ora come ora sono legati da un filo ancora troppo debole, pronto a spezzarsi da un momento all’altro. E, così, dopo l’addio di Toro, il capitano, Max Pani potrebbe perdere anche il capocannoniere dell’Eccellenza in procinto di lasciare la borgata per traslocare altrove. «Non abbiamo ancora raggiunto un accordo – rivela Ibba – Ho parlato la settimana scorsa con la società, per ora siamo un po’ fermi». I ventitré gol serviti per vincere il campionato potrebbero non bastare al quasi 28enne attaccante per giocare il suo primo torneo di serie D dopo più di 10 anni di Eccellenza e quasi 150 palloni scaraventati in fondo al sacco. «La riconferma da parte di società e allenatore c'è stata – specifica il bomber – e mi farebbe molto piacere giocare ancora per il Progetto, ma non è sempre facile trovare un perfetto accordo che riesca ad accontentare sia società che giocatore».


Christian, se non dovesse arrivare l'accordo a breve ti ritieni sul mercato?

«Io sono vincolato al Progetto Sant’Elia sino al 30 giugno ma mi ritengo tutt'ora sul mercato e valuterei qualsiasi offerta senza escluderne nessuna. Ovviamente, una percentuale in più di priorità ce l’ha il Sant'Elia»

Una squadra che vuol vincere il campionato di Eccellenza non può non chiamarti, sei disposto ad andare a giocare in qualsiasi parte della Sardegna?

«Assolutamente sì, posso spostarmi anche al Nord, non ho nessun vincolo dato che non ho un lavoro e come ho già detto non escludo nulla»

Un'arma per convincerti a firmare può essere un'offerta di lavoro?

«Avere un impiego lavorativo è il mio primo obiettivo, la mia trattativa con le squadre del Cagliaritano si incentrerebbe prima di tutto su questo»

Parliamo del campionato appena terminato. Qual è stato il segreto della vostra vittoria?

«Il gruppo e la serenità che c'era intorno a noi. È stata un annata indimenticabile»

L'arrivo di Max Pani ha dato la svolta alla squadra, con la sua riconferma in panchina si può dare una continuità di risultati anche in serie D?

«Beh, il suo arrivo è stato senz’altro decisivo perché abbiamo stabilito una striscia record di 22 risultati positivi. Secondo me, se si troverà nelle condizioni giuste per poter lavorare tranquillamente con la squadra, non farà fatica neanche in serie D; lui è un ottimo allenatore che legge benissimo qualsiasi situazione»

Vincere la classifica cannonieri è l’obiettivo principale di un attaccante, aver battuto colleghi bravi come Trogu, Piludu, Sanna e Marras dà più valore al traguardo raggiunto?

«È stata una grande soddisfazione personale, stare davanti a degli attaccanti di questo calibro è sempre un piacere. Poi, nelle ultime giornate, il nome al primo posto della classifica cannonieri cambiava sempre e per fortuna sono riuscito a spuntarla anche se solo per un gol»

Ma quando vedevi che sbagliavi i calci di rigore e colpivi pali e traverse hai pensato: “Non vincerò mai la classifica cannonieri?”

«In quei momenti pensavo solo ad uscire da quel periodo bruttissimo nel quale ero rimasto tanto tempo senza segnare. Al titolo di capocannoniere ci ho ripensato solo durante le ultime giornate, non volevo mettermi nessun pensiero o pressione ed è stata una saggia decisione»

Ma in quest'ultima stagione sei diventato più egoista sotto porta rispetto all'anno prima visto che il titolo di capocannoniere era andato al tuo ex compagno Omar Floris?

«Non sono un attaccante egoista e chi ha giocato con me lo sa. La differenza dall'anno precedente era il modo in cui giocavamo. Mi sacrificavo di più in fase difensiva, giocando con un 4-3-3 ed era inevitabile. Quest'anno avevo meno compiti difensivi e tutte le mie energie le spendevo per far gol; poi, certo, quando era necessario cercavo di dare anche una mano dietro ai miei compagni»

Quali sono le tue percentuali di soddisfazione tra titolo capocannoniere e vittoria del campionato?

«Direi 40% titolo di capocannoniere e 60% campionato. Una vittoria collettiva è più bella perché puoi condividerla con tutti i tuoi compagni»

Visto che hai citato i tuoi compagni, quali sono stati quelli che ti hanno sorpreso maggiormente dal punto di vista del rendimento?

«Premetto che tutti quest'anno abbiamo dato qualcosa in più come rendimento, ed è anche per questo che abbiamo vinto, ma non posso però non citarne due. Uno è Alberto Migoni, un esterno rapido e tecnico che dall'inizio dell’anno ha avuto una crescita di rendimento impressionante, ormai per noi era un “grande” e non un fuoriquota di 17 anni. L’altro è Giacomo Chessa, con lui avevo giocato due anni nel Quartu 2000 e uno nel Selargius; sapevo già che era un difensore bravissimo, ma quest'anno è stato insuperabile, ha fatto delle partite da 10 segnando anche diversi gol (4, ndr). È il difensore più forte che abbia mai visto. Secondo me gli sta stretta pure la serie D e non lo penso solo io»

Fabio Salis

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2010/2011
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Sardegna
Intervista