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Marco Carboni, presidente, Monastir
«Spiazzato da Matteo e Nicola ma li ringrazierò sempre»

Monastir tra successi e cambiamenti, Carboni: «Stagione eccezionale, con gli addii di Zanda e Manunza si chiude un grande ciclo»

Unanimente considerata la vera sorpresa del campionato, l'eco del grande campionato portato a termine dal Monastir non si è ancora spento: sesto posto in classifica con 57 punti, record storico migliorato di quasi venti punti e con una squadra dall'età media più bassa del torneo, scesa sempre in campo andando ben oltre l'obbligatorietà dei fuoriquota (a volte anche con sei). Partito con mille incognite nella stagione post Covid, e con il ricordo di sette giornate problematiche dello scorso campionato, la scelta di riaffidarsi a Nicola Manunza - dopo il precedente biennio con salvezza anticipata raggiunta - è stata più vincente. Sino alla penultima giornata la squadra campidanese lottava per un posto playoff e le ultime sconfitte contro Idolo e Li Punti, in lotta per la salvezza, non hanno minimamente offuscato la meravigliosa stagione di Zanda e compagni.

Spetta al presidente Marco Carboni mettere il punto ad una stagione, forse irripetibile, ma che di sicuro verrà ricordata per tanti anni nel paese a 25 chilometri da Cagliari. «È stata una stagione eccezionale che ci ha portato fino alla penultima giornata, nella gara contro l'Idolo, a credere di poter raggiungere ancora un grandissimo traguardo. Conquistare i playoff sarebbe stata come mettere la ciliegina sulla torta ad un'annata che ha visto anche due nostri ragazzi essere convocati nella Nazionale dilettanti e uno del Calcio a cinque in quella francese. Inoltre, dovremmo essere di gran lunga primi nella classifica per la valorizzazione dei giovani ed è un altro motivo di grande orgoglio. Il rammarico è che saremmo potuti essere anche primi nella Coppa Disciplina ma la perdiamo per un incidente di percorso capitato nella trasferta a La Maddalena e per delle colpe non nostre. Direi comunque tutto perfetto tranne che, purtroppo, la nostra stagione è stata segnata tanto da una tragedia che ha strappato un ragazzino di 17 anni alla sua famiglia e a quella del Monastir. Ci portiamo ancora dentro la scomparsa di Tommy Ugas e non riusciamo ancora a realizzarla, lui è ancora presente con noi»

 

A pochi giorni dall'ultima gara ufficiale disputata che sensazione resta di questo fantastico campionato?  

«Una grandissima soddisfazione e un motivo d'orgoglio per un lavoro eccezionale fatto da tutta la società e, soprattutto, da chi è andato in campo tra staff tecnico, in primis il tecnico Nicola Manunza, e i giocatori capitanati da Matteo Zanda. Ringrazio tutti loro, sono stati fantastici, così come massaggiatore, magazziniere e tutti gli sponsor che hanno reso possibile portare a termine la stagione e l'amministrazione comunale che ci è stata sempre vicina. Il risultato è stato grandioso perché ottenuto con una squadra formata quasi tutta da giovani e molti di loro provenienti dal nostro settore giovanile. Se avessimo avuto un pizzico di fortuna in più avremmo anche potuto disputare i playoff, perché alcune gare sono state pareggiate o perse oltre il 90', per inesperienza, come quelle contro Villacidrese, Taloro, Ilva. Ma non mi fermo alla prima squadra perché siamo andati bene con l'under 18, conquistando i playoff, con l'under 17 che inizia ora i playoff, e con l'under 17 di calcio a 5 che farà i playoff nazionali. Onestamente era impensabile raggiungere tutto questo all'inizio della stagione, un risultato insperato e, sebbene fossimo fiduciosi del valore dei giovani, pensavamo ad una salvezza tranquilla ma non certo ad un sesto posto con 57 punti davanti a realtà ben più grosse della nostra»

Un punto alla quinta giornata, ma con una gara in meno, e ultimo posto col Budoni. Che pensavate ad inizio ottobre?

«Eravamo tutti sereni perché convinti che la squadra non fosse da ultimo posto. Non abbiamo mai perso la bussola e che fosse il caso di andare sul mercato. Sapevamo che la squadra era nuova, giovane e bisognava darle del tempo. Anche gli "anziani" erano tutti nuovi. Infatti i risultati, alla lunga, ci hanno dato ragione»

La sorpresa maggiore del gruppo?

«Per me è stata Saias. Matteo lo conoscevo da avversario quando ha vestito le maglie di Tonara, Castiadas e Carbonia, ma ora l'ho conosciuto in modo completo. Ha dato tanto ai giovani, sempre positivo nello spogliatoio e nel caricare l'ambiente. I nuovi mi hanno sorpreso tutti perché tutti sono andati bene, dal difensore Magnin, che ha fatto un grande campionato, all'attaccante Fangwa, che ha chiuso con 18 reti ed è un classe 2001. Poi Melis si è confermato a grandi livelli, il 2004 Ghiani ha fatto vedere di cosa è stato capace, Arzu è rientrato e ha giocato a grandi livelli ma lo stesso Lampis, giunto in corsa, ci ha dato una grossa mano. Potrei stare qui ore a elencarli tutti»

Ma la società è pronta all'assalto degli altri club sui vostri gioielli?

«Io sono consapevole del grande campionato disputato da tutti e, infatti, alcuni hanno già iniziato a chiamare i nostri giocatori. Chi è proprietario del cartellino può decidare liberamente cosa fare, sapendo che gli impegni che ha preso il Monastir li ha mantenuti tutti, visto che alcuni sono arrivati da società in cui non venivano pagati. Quelli che sono di nostra proprietà, specie i giovani, se dovessero ricevere delle richieste che possano farli migliorare e andare in una categoria superiore, noi siamo disposti a intavolare un discorso con tutti ma nessuno si metta in testa di venire qui e portar via i ragazzi. Se ci saranno richieste "serie" e che siano soddisfacenti con le nostre di richieste ci mancherebbe altro, possono partire tranquillamente, altrimenti staranno ancora con noi. E tengo a precisare che parlerò solo con le società e non con i procuratori»

Quel è stato, se c'è, un aspetto deludente di questa stagione?

«Mi ha deluso che qualche squadra avversaria abbia marciato sul Covid per la richiesta dei rinvii. Le positività spuntate al sabato o le chiamate già dal lunedì per chiedere il rinvio a tutti i costi non mi sono piaciute. Mi auguro che per il prossimo campionato la gestione dei rinvii sia trattata diversamente e senza tutte queste improvvisazioni con spostamenti di gare decise al sabato pomeriggio. I positivi vanno trattati come gli infortunati e i ragazzi devono capire che il Covid è un rischio per entrambe le parti, perché io come presidente garantisco per gli impegni presi e non ho scontato un euro ai giocatori, anche se sono mancati al campo per settimane. Ma se il campionato dura più del programma iniziale a causa del Covid allora, tu giocatore, prenditi la tua parte di rischio e devi essere pronto ad allungare la stagione senza dover chiedere ulteriori rimborsi»

Ma non è che il Monastir sia stato intransigente sui rinvii Covid solo perché è sempre stato in una condizione tranquilla di classifica?

«Io voglio solo delle regole ben precise e che non accada mai più che possa essere rinviata una gara perché una squadra spedisca i certificati di positività per giocatori che non sono mai andati nemmeno in panchina nelle precedenti giornate. Può capitare a tutti di essere colpiti dal Covid, anche negli elementi portanti della squadra, e credo potrà capitare anche a noi l'anno prossimo, ma spero si riducano al minimo le possibilità di poterci marciare. Non dimentichiamo che abbiamo rischiato di mandare a monte i playoff per delle partite rinviate che magari hanno avuto poco da dire per la classifica. E, sulla classifica, ci sarebbe da dire altro...»

Che non è veritiera quella finale?

«Diciamo che la corsa al primo posto è stata decisa da una gara vinta a tavolino. La differenza tra prima e seconda classificata si è avuto col fatto che l'Ilva è stata l'unica del girone d'andata a non aver giocato una gara vera con la versione uno del Castiadas, quello forte, senza rischiare ammonizioni o infortuni in campo. L'Ossese, ad esempio, ha perso e anche pesantemente contro la squadra allora allenata da Perra. Tutto questo non è colpa dell'Ilva, ci mancherebbe, ma è un dato di fatto che sia stato falsato il campionato. L'Asseminese ha cambiato squadra ma si è giocata le gare fino alla fine e, tra l'altro, è stata anche quella che ha vinto 11-0 a Castiadas. E se quella gara fosse stata determinante per la differenza reti in chiave salvezza?»

Quindi andava escluso il Castiadas?

«Non mi permetto di dire questo e non sto facendo nessun processo verso la gestione della stagione del Castiadas. Ma, ribadisco, ha condizionato di fatto la corsa al primo posto»

Arrivamo al finale di campionato, nel recupero a Villacidro è arrivata anche l'ufficialità dell'addio di Zanda

«Inizialmente confesso che l'ho presa male, non me l'aspettavo ed ero dispiaciuto. Io con Matteo ho un rapporto speciale, come se fosse un figlio. Rispetto la sua decisione e capisco le motivazioni. Ciò che posso fare ora è ringraziarlo pubblicamente altre mille volte per tutto ciò che ha fatto al Monastir e a Monastir sia come portiere che come direttore sportivo. Gli continuerò a voler bene come un figlio e gli auguro tutti i migliori successi nella sua nuova avventura calcistica che intraprenderà e in quella lavorativa»

Radio mercato sussurra di un secondo addio, quello del tecnico Manunza...

«La voce si sta spargendo e confermo che ha deciso di non restare. Anche questa decisione ci ha sorpreso e spiazzati, perché fino a prima di Pasqua stavamo cercando di capire come programmare la prossima stagione. Ma, anche in questo caso, rispettiamo il suo volere e questa sua decisione non intacca minimamente la grande stima che nutro nei suoi confronti. Anche per Nicola non posso che spendere belle parole, lo ringrazierò sempre per il grandissimo lavoro fatto col suo staff, per i risultati eccezionali raggiunti sul campo e per la crescita esponenziale che hanno avuto di tutti i nostri giovani. Gli auguro una carriera ricca di successi, perché credo che in questa categoria ce ne siano davvero pochi così preparati come lui»

Quali sono le qualità migliori del mister?

«Sta dentro il gruppo, non come altri allenatori che vivono in modo più distaccato la squadra, infatti si fa voler bene da tutti i ragazzi. Sull'aspetto tecnico dico che è molto puntiglioso, sa tutto degli avversari, sia i pregi che i difetti, ed è sempre aggiornato e informato, infatti prepara la gara in modo maniacale»

Per il Monastir che anno sarà il prossimo?

«Con gli addii di Zanda e Manunza si è chiuso un grande ciclo. Siamo all'ottavo campionato di Eccellenza e abbiamo fatto più di un miracolo, senza grandi risorse economiche e con scarsi incassi di pubblico. Avvieremo un altro ciclo, metteremo a punto un progetto diverso cercando di mettere insieme calcio a 5 e calcio a 11 e ci saranno figure nuove a partire dall'allenatore della prima squadra. Speriamo di confermare più attori possibili di questa stagione perché, una volta che avremo l'accordo col nuovo allenatore, i giocatori verranno contattati uno per uno»

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2021/2022
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34ª giornata