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È proprio un altro Castiadas, Porcu: «Ad Arzachena grande prestazione ma la strada è lunghissima, se ci salviamo è come vincere un campionato»
Il capitano: «Col Cynthia sarà la gara della vita»

È proprio un altro Castiadas, Porcu: «Ad Arzachena grande prestazione ma la strada è lunghissima, se ci salviamo è come vincere un campionato»

Quattro partite e dieci punti. Il Castiadas ha abbandonato gli ultimi due posti in classifica e ora vede la possibilità di agguantare la salvezza diretta. Dopo i due derby vinti di misura contro Lanusei e Muravera e la rimonta esaltante con l'Olbia (dallo 0-3 al 3-3), il successo netto in casa dell'Arzachena, imbattuta al Biagio Pirina, è quello che ha tolto ogni dubbio sulla consistenza della rinnovata squadra sarrabese che ha cambiato una dozzina di giocatori nel mercato di dicembre. Pierluigi Porcu è il capitano e uno dei pochi biancoverdi che si è "salvato" dalla rivoluzione, sempre più perno di una difesa che, senza quei primi 21' della gara con l'Olbia, sarebbe imbattuta. «Il 3-0 sul campo di una squadra che in stagione aveva concesso solo due pareggi è l'ulteriore conferma della crescita che stiamo avendo - dice il difensore selargino classe 1980 - Abbiamo fatto una grande prestazione e non solo per non aver subito gol, abbiamo concesso a uno dei migliori attacchi del girone un tiro su di un rimpallo, correndo davvero pochi pericoli. Non prendere gol è alla base di qualsiasi rincorsa o desiderio di risalita, averlo fatto anche ad Arzachena è estremamente positivo e non mi sono preoccupato dei tre gol incassati con l'Olbia perché erano frutto di un inizio gara molto particolare. Ma non abbiamo fatto ancora niente, ci aspetta una grande rincorsa e questo è solo un buon inizio».

 

Pierluigi Porcu ed Emiliano Melis, 10 punti nelle ultime 4 gareQuesta volta siete partiti benissimo, nei primi 20' i gol di Oliveira e Melis, poi tanta sostanza fino alla rete di Caraccio a 15' dalla fine 

«È stata una delle gare nelle quali ho giocato meno possibile il pallone, il più vicino l'ho mandato a Baja Sardinia. Scherzi a parte il campo era pesante e l'avversario pericoloso, non potevamo permetterci di farlo rientrare in partita così come l'Olbia aveva fatto con noi»

Da ex è una vittoria che si gusta in modo particolare? 

«Non direi, a parte il dispiacere nell'aver ricevuto qualche frase non simpatica da quelli che io chiamo pseudo-tifosi, ho avuto un ottimo impatto coi dirigenti dell'Arzachena che c'erano quando ho giocato mezza stagione nel 2010 e con quelli nuovi di adesso. Loro stanno facendo un grandissimo campionato»

Guardando il prossimo turno ci potrebbe essere la possibilità di fare un doppio sorpasso ai danni di Cynthia e Budoni ed avvicinare Muravera e Lanusei

«Se iniziamo a fare calcoli in base a cosa faranno Budoni e Muravera contro Viterbese e Torres e il Lanusei in casa del Trastevere diventiamo tutti matti. Già è difficile di per sé ciò che dobbiamo fare, bisogna concentrarsi solo su noi stessi, sappiamo che al Cynthia il pareggio in trasferta può andar bene e che la gara dovremo farla solo noi perciò concentrerei le energie mentali solo su quella gara, che giocheremo per vincerla, così come abbiamo fatto nelle ultime 4 partite, così facciamo sparire quello zero dalla casella delle vittorie in casa»

Allora diciamo che se battete il Cynthia almeno una posizione la scalate

«Esattamente, dobbiamo puntare su di noi e fare la gara della vita, ci sono in palio tre punti fondamentali che, se presi, ci faranno scalare un altro gradino della classifica come non mai ci è successo in stagione. Poi è chiaro che se dicessi che non punto alla salvezza diretta sarei un ipocrita, la classifica la guardo come tutti. E guardo la sest'ultima e non la terz'ultima, ora siamo lontani sei punti quando un mese fa i punti di distanza erano dodici. In ballo ci sono tante squadre, il Trastevere ora sembra lontanissimo ma in serie D se molli un attimo sei punto e a capo. Spero quindi l'8 maggio di andare in vacanza»

In serie D col Selargius hai conosciuto ogni tipo di salvezza: in netto anticipo, all'ultima giornata e con due spareggi playout

«Il primo anno, con Virgilio Perra in panchina, facemmo i playoff da matricola, nel secondo ci salvammo con due giornate d'anticipo. Quando arrivò Vincenzo Fadda ottenemmo la salvezza a Boville all'ultima giornata, poi negli altri due campionati vincemmo i playout con Budoni e Latte Dolce. In carriera non sono mai retrocesso e ne vado orgoglioso, non voglio farlo proprio quest'anno, perciò daremo tutto noi stessi per salvare il Castiadas»

Cosa è cambiato realmente a Castiadas? Facile poter dire la squadra...

«Abbiamo trovato autostima, sapevo che sarebbe bastato qualche risultato affinché ciò accadesse. Siamo consapevoli di essere un buon collettivo e non solo undici buoni giocatori, il valore aggiunto del mister Mereu non lo scopro certo io, il direttore Multineddu è stato bravo in sede di mercato, la società ha dimostrato di voler tentare ogni via per riprendere la stagione e ci è molto vicina. Quando vinci trovi tutto più bello, cambi il modo di allenarti, si arriva al campo col sorriso, qualsiasi sforzo diventa più leggero e ogni impresa sembra raggiungibile. È un miglioramento tecnico e fisico ma direi anche molto mentale, crediamo in noi stessi. Stiamo affrontando un nuovo percorso, la strada è lunghissima e non bisogna mollare niente, se guardiamo solo ad un mese fa quando tutto era nero sembra preistoria, se dovessimo farcela ad ottenere la salvezza sarebbe come vincere un campionato»

Non guasta nemmeno avere quel pizzico di buona sorte in più

«Assolutamente sì. Alcuni episodi ci stanno andando a favore ma la fortuna devi essere bravo a portarla dalla tua parte, in passato ci sono state gare nelle quali abbiamo avuto la palla del 2-1 per noi, mi riferisco a quelle contro Budoni e Nuorese, ed anziché vincere poi abbiamo perso»

La difesa è sembrato il reparto che per primo si è amalgamato

«L'arrivo di Daleno mi ha ricordato quello di Filippo Fedeli quando venne cinque anni fa al Selargius, appena entrato svoltammo subito. Con Giulio basta solo uno sguardo per capirci, questo è fondamentale. Gli esterni sono fuoriquota ma con la testa giusta, Tuniz è un destro che se la sta cavando molto bene a sinistra, Cecconello domenica ha fatto una chiusura da serie A. Mi dispiace per Antonio Usai, si è infortunato con la Torres e non gioca da otto partite. A fine partita gli ho detto di stringere i denti perché è un giocatore importante per noi»

Prima di Natale si diceva che per sperare nella salvezza dovevate avere un ritmo da playoff, la classifica del girone di ritorno dice proprio questo

«Nell'ultima giornata d'andata, in casa del Lanusei, avevamo solo 6 punti e sapevamo che in 18 gare avremmo dovuto conquistarne 34-35, quei punti che normalmente ottiene una squadra che lotta per vincere il campionato. Ci prendevano in giro, sono passate 4 giornate e mancano ancora 25 punti, un'enormità. Perciò dico che non possiamo guardare oltre la gara col Cynthia, lì dobbiamo prendere per forza altri tre punti»

Tanti nuovi arrivati ma l'impatto avuto da Emiliano Melis è stato quasi sorprendente: tre partite e due gol e mezzo perché nel primo gol all'Olbia ha colpito la traversa

«Ma io non avevo dubbi sulla sua importanza all'interno della nostra squadra. Emiliano è un professionista serio, l'ultima partita ufficiale l'aveva fatta sette mesi prima e gli mancavano i 90' sulle gambe ma non ha mai smesso di allenarsi, sapevo che se anche non lo dava a vedere il campo gli mancava e che si sarebbe fatto trovare pronto al rientro dopo la squalifica. Credo che potrà essere ancora più decisivo di quanto non lo sia stato con Muravera, Olbia e Arzachena»

È passato inosservato che domenica avete rispolverato a centrocampo un giovane come Matteo Pinna

«Lui aveva giocato titolare solo a Olbia, nella seconda giornata, aveva fatto bene nei derby con Muravera e Arzachena subentrando a gara in corsa. Poi si era infortunato, ha rigiocato col Trastevere e si è rifatto male, da qualche settimana è tornato col gruppo e ad Arzachena è andato molto bene. Ha un buon fisico e fa belle giocate, non dimentichiamoci che è un '98, mentre Sebastiano Usai, che ha giocato in queste ultime gare, e Mituku sono del '97. Matteo è stato bravo nel farsi trovare pronto, perciò penso anche ai vari Frau, Cordeddu, Orrù, Anedda, che stanno giocando meno. Se sapranno rispondere presente quando verranno chiamati in causa diventeranno la nostra arma in più. Sarebbe fondamentale non perderli, devono entrare nell'ottica che è meglio giocare meno in una squadra che si salva piuttosto che giocare tanto in una che retrocede»

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2015/2016
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Sardegna
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