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Arzachena tra record di punti, playoff mancati e la foresteria, Fiorini: «Stagione ricca di soddisfazioni, gruppo eccezionale e grande Giorico, che per noi è confermato. Coi tifosi un rapporto forte»
«Faremo una nuova struttura per i nostri giovani»

Arzachena tra record di punti, playoff mancati e la foresteria, Fiorini: «Stagione ricca di soddisfazioni, gruppo eccezionale e grande Giorico, che per noi è confermato. Coi tifosi un rapporto forte»

Una stagione da record, con giocatori e tecnico encomiabili, e una foresteria che sta per essere costruita che fa capire quanto la progettualità dell'Arzachena cresca al pari dei risultati ottenuti sul campo. Il presidente Menio Fiorini fa il consuntivo del campionato della squadra guidata da Mauro Giorico capace di ottenere 59 punti, migliorando di 3 punti il precedente primato ottenuto nella stagione 2008-09 e illustra la novità in arrivo, un adeguamento logistico nella struttura del Biagio Pirina di 500 metri quatri per accogliere i giovani giocatori del club smeraldini e che prevederà 35 posti letto nel piano superiore, una mensa (con sottocucina professionale), uno sala studio, uno spazio relax. «Abbiamo ottenuto uno spazio nell'area che accoglie lo stadio Biagio Pirina - rivela Fiorini - a giorni arriverà la concessione edilizia per costruire, a completa spesa della società, una foresteria che avrà posti letti, mensa, sala riunione, qualche zona studio per i ragazzi dell'Arzachena che arrivano da fuori e non saranno costretti a stare in diversi alloggi ma tutti insieme e che potrà essere utilizzata anche dai giovani del posto per cementare ancora di più il gruppo. Un investimento che facciamo cercando di coinvolgere diverse aziende per la creazione di un bene che rimarrà alla comunità di Arzachena». L'imprenditore nato ad Alatri, tifoso del Frosinone, ma da trent'anni nel paese smeraldino non fa fatica a dire che «Arzachena non è la mia seconda casa ma ormai è diventata la prima».

 

Il presidente Menio Fiorini costruirà la foresteria ad ArzachenaChe cosa le sta dando essere da tre anni il presidente dell'Arzachena?

«Tante belle soddisfazioni benché alla prima stagione abbiamo pagato con la retrocessione alcune situazioni particolari ma, lavorando per sistemare tante cose a partire dal ripescaggio, stanno arrivando i risultati come testimoniano le ultime due grandi stagioni. Fare il presidente qui è un modo per contraccambiare quanto di importante mi ha dato Arzachena in tutti questi anni, come società pensiamo di dare soddisfazione al paese e ai giovani, mi sento gratificato quando i tifosi mi ringraziano per aver riportato la squadra ai vertici del torneo ma questi complimenti vanno estesi a tutti i dirigenti che lavorano ogni giorno per l'Arzachena»  

Una società che non si ferma mai

«Il campionato è finito ma noi non possiamo fermarci e stiamo continuando a lavorare, il progetto della foresteria è importante ma anche il torneo Giovanissimi che tra il 10 e 12 giugno verrà disputato ad Arzachena e Olbia in collaborazione con la Cagliari Football Academy, un bell'appuntamento di calcio giovanile da seguire con interesse»

Presidente, parliamo del campionato appena concluso: soddisfatto della stagione culminata col record di punti? 

«Soddisfatto no, di più. Siamo partiti per un obiettivo e siamo andati ben oltre, una soddisfazione unica per noi società, per i calciatori, per lo staff tecnico e per tutti i tifosi, insomma per ciò che compone e circonda l'ambiente Arzachena»

È mancata la ciliegina coi playoff?

«Purtroppo sì, ed è stata determinata da tanti fattori come qualche infortunio di troppo, specie nei giovani che nel girone d'andata ci hanno dato una grossa mano. Per metà campionato siamo stati ai vertici assoluti, poi un po' per gli infortuni, un po' per aver leggermente calato l'andatura e, soprattutto, perché a dicembre non abbiamo fatto grossi innesti ma dei piccoli aggiustamenti mentre gli altri si sono rinforzati perché puntavano alla vittoria del campionato come Viterbese, Rieti e Grosseto o a rientrare nelle prime posizioni come Torres e Olbia. Noi, invece, ci siamo guardati intorno e ci siamo detti che andavamo bene così»

Ma qual è stato il segreto di questo campionato?

«Aver creato un buon gruppo e avere un grande mister, Giorico ha lavorato sui ragazzi in campo e nella loro testa. Abbiamo trovato dei giovani veramente bravi votati alla causa dell'Arzachena, alcuni ottimi senior come Sanna, La Rosa, Brack e Boi che si sono uniti allo zoccolo duro che avevamo confermato dall'estate. Un bel mix che si è creato grazie all'attività del direttore sportivo Antonello Zucchi che ha portato da noi grandi giocatori e ragazzi giusti per soddisfare le richieste dell'allenatore nel rispetto del nostro budget»

Nelle gare in casa avete avuto grandi soddisfazioni e tanti successi

«Vincere tanto è servito a rendere più forte il rapporto coi tifosi che si sono entusiasmati ai risultati della squadra, il paese è stato sempre riconoscente ai giocatori, a fine stagione abbiamo organizzato la solita partita tra giocatori, dirigenti, staff tecnico e tifosi ed è stato un modo per ringraziare loro del sostegno avuto tutto l'anno ed avere un conttatto diretto coi giocatori che hanno imparato a conoscere durante la stagione ad Arzachena nelle sere in cui i giocatori escono e stanno in paese»

La gara più bella di questa stagione

«Aver battuto la Viterbese prima di Natale, poi non ha più perso per tutto il girone di ritorno ed è andata meritatamente in serie C. Ma anche aver dato 4 gol al Grosseto, nella loro sconfitta più larga della stagione, siamo stati bravissimi per non parlare dei successi con Rieti e Torres. Un po' tutte le grandi sono state sconfitte in casa e questo ha dato entusiasmo al pubblico, la gente ne parlava per più giorni durante la settimana»

C'è un giocatore che più di tutti l'ha stupito

«Dovrei citare tutti i "grandi" del gruppo, Bonacquisti, Branicki, Sanna, Brack, La Rosa, Manzini, tutti loro mi hanno stupito, lottando fino alle fine in modo veramente grandioso. Hanno dato tantissimo per la maglia e nel trasmettere certi valori anche ai ragazzi, sono dei professionisti in tutto e per tutto. Ma ci sono anche i giovani che hanno dato molto all'Arzachena, è stato un ottimo gruppo e in questo è stato grande Giorico perché ha reso i giocatori tutti di eguale importanza»

Per Giorico allora non c'è due senza tre?

«Per noi è certamente confermato ma, come si sa, la volontà dev'esserci da entrambe le parti. Come società è normale che lo sentiamo il nostro allenatore, all'ultimo allenamento ci siamo salutati dicendoci: "Godiamoci la meritata vacanzina e dopo ci risentiamo per sederci al tavolo e trovare l'accordo". Ma stiamo per entrare a giugno e fra un po' bisogna essere nuovamente in pista ma noi, d'altronde, non abbiamo staccato niente»

Che obiettivi vi ponete? L'anno scorso settimo posto e 51 punti, ora sesti con 59 punti, si va nei playoff o si lotta per vincere?

«Noi vogliamo quantomeno eguagliare il campionato di quest'anno, poi tutto ciò che verrà in più sarà tanto di guadagnato. Fare proclami adesso non ha senso, né come società l'abbiamo mai fatto, sparare obiettivi altisonanti non è nel nostro dna oltre che essere prematuro perché non si sa quali avversarie affronteremo»

Quanto è dura stare al vertice con avversarie dal blasone elevato e dai budget importanti?

«La serie D è un campionato dispendioso, competere nella quarta serie è un merito che Arzachena ha grazie a tutti quanti, dai piccoli imprenditori come me che contribuiscono chi più chi meno, ai più grandi come la Mondialpol che ci ha dato una grossissima mano quest'anno, o come Vigne Surrau e Sardares che ci sostengono da anni. Loro ci tengono tantissimo, come noi, all'Arzachena e con passione ci aiutano nel portare avanti una categoria importante, noi proviamo a contraccambiare al meglio sul campo»

 Guarda il rendering della foresteria dell'Arzachena

In questo articolo
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2015/2016
Tags:
Menio Fiorini