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Borore
«Fadda è la nostra punta di diamante, Porcu, Tola e Zaru decisivi con la loro esperienza»

Il Borore vola in Prima Categoria, Mastio: «La gara con la Tonarese è stata preparata nel dettaglio, sapevamo bene dove colpirli; primo posto impensabile ad inizio stagione»

Vincere si sa, è sempre bellissimo, ma quando il successo arriva sul filo di lana, all'ultima giornata utile, la soddisfazione è ancora maggiore. Dopo un testa testa che ha infiammato tutta la stagione, il Borore sferra il colpo decisivo e letale alla Tonarese nello scontro diretto andato in scema domenica scorsa e beffa tutti, Orani compreso, centrando un traguardo prestigioso: l'approdo in Prima Categoria è assolutamente meritato, soprattutto per quanto fatto vedere, sul campo, dai ragazzi allenati brillantemente da un tecnico esperto come Salvatore Mastio, che hanno messo in piedi numeri da capogiro: miglior attacco, con la bellezza di 103 reti realizzate, e difesa meno battuta, con appena 19 gol subiti. I motivi per festeggiare alla grande sono tanti, con il tecnico che parte, con il suo racconto, proprio dall'ultima tappa.

«Abbiamo preparato la sfida nel migliore dei modi – ammette Mastio – conoscevamo le caratteristiche della Tonarese, una compagine composta da tanti buoni giocatori, sia i punti di forza che quelli deboli. Ho avuto la fortuna di avere tutti gli effettivi a disposizione, una cosa che negli ultimi mesi non mi era mai successa. E' andato tutto secondo i piani, ma dopotutto avevamo a disposizione un solo risultato utile: vincere era l'unica cosa che contava, perché un pareggio ci avrebbe tagliato fuori anche dai play-off. In sostanza, si è trattata di una grande partita, i ragazzi sono stati a dir poco eccezionali».

Mattatore assoluto dell'incontro, Fadda, autore della tripletta che ha deciso l'intera stagione, ma non si tratta di certo della prima volta che il fantasista lascia il segno. «L'ho portato io a Borore, è cresciuto con me nel settore giovanile ad Orani, poi mi ha seguito ad Ottana. Conosco molto bene Michele, ha enormi capacità tecniche e mi chiedo come mai sia ancora in Seconda Categoria. Domenica ha risolto il confronto, come è capitato in tante altre circostanze, ma non è stato l'unico artefice di questa impresa: tutti hanno dato il 100%, oltre a Fadda ci sono tanti altri giocatori di qualità in rosa, ma lui in un certo senso è la punta di diamante».
Il tecnico si aspettava una stagione interessante, ma non a questi livelli. «Quando sono stato contattato dai dirigenti del Borore, Valerio Tola e il presidente Luciano Salaris, stavo smaltendo ancora la retrocessione con l'Ottana. Anche loro dovevano ripartire dopo aver salutato la Prima e puntavano ad un campionato tranquillo, di transizione, senza troppi problemi. Il salto di categoria non era stato assolutamente messo in preventivo, nella maniera più assoluta. Con il passare delle giornate però ci siamo resi conto dell'enorme potenziale della squadra, il fatto che non avessimo particolari assilli ci ha regalato la giusta dose di serenità».

L'avvio di campionato è stato praticamente perfetto. «Una bella cavalcata, non c'è che dire, se pensiamo che il primo pareggio è arrivato alla dodicesima giornata. Non abbiamo mai mollato, replicando botta su botta alla Tonarese». Il calendario è stato piuttosto agevole, soprattutto all'inizio. «Abbiamo incontrato diverse squadre ancora in fase di rodaggio, segnando tantissimi gol. E' normale che quando le cose vanno bene aumentino, di conseguenza, l'autostima e la consapevolezza nei propri mezzi».

La stagione invece è stata caratterizzata dal testa a testa al vertice. «E' servita tutta la nostra concentrazione, non era affatto facile per noi gestire la situazione, anche perchè Orani e TOnarese hanno disputato un grandissimo girone di ritorno. Vincevano sempre e noi eravamo costretti a mantenere quel ritmo folle, e per farlo devi per forza di cose fare punti dappertutto».
Il risultato è sotto gli occhi di tutti: il Borore ha messo in piedi numeri da capogiro, con il miglior attacco e la miglior difesa.
«Dietro siamo stati straordinari, subendo pochissimo. Su un totale di diciannove reti, 5-6 sono arrivate su calcio di rigore e su punizione; quelle derivate da palla giocate, quindi, sono state davvero pochissime. Potevo contare su ottimi interpreti dietro, ma anche in attacco non posso lamentarmi: Fadda, Niola, Fabio Porcu, Tola ci davano ampie garanzie. Avevamo davvero tante strade diverse per arrivare al gol, anche grazie agli inserimenti dei vari centrocampisti. Diventa tutto più semplice se in campo hai dieci giocatori che possono colpire in qualunque momento del match».

Mister Mastio ci ha messo del suo. «Ho puntato principalmente alla disposizione tattica da mantenere in campo; se hai un buon sistema di gioco e la fortuna di avere una buona squadra, parti sicuramente avvantaggiato. La testa era quella giusta, abbiamo potuto lavorare con serenità, a partire dal precampionato sino al termine della stagione».
Il paese, dopo una fase iniziale di diffidenza, si è raccolto attorno alla squadra nel momento più importante.
«Forse pesava la retrocessione dello scorso anno, considera poi che il Borore negli anni precedenti aveva calcato palcoscenici ben più ambiti come la Promozione. Fatto sta che molto spesso i tifosi ospiti erano più dei nostri, ma nell'ultima giornata siamo stati ripagati alla grande, ed è una cosa che, lo sottolineo, ci ha fatto molto piacere: hanno capito tutti quanto fosse importante per noi quella partita. Sugli spalti c'erano 400 persone, la maggioranza dalla nostra parte. Questa squadra merita di essere seguita, i dirigenti hanno lavorato tanto, è giusto ricambiarli con il giusto affetto».

La Prima Categoria ora è una realtà. «Io credo che questo gruppo possa fare molto bene, ma probabilmente ci sarà bisogno di qualche innesto, soprattutto per una mera questione di numeri e di alternative. Il nostro maggiore handicap quest'anno era proprio una rosa troppo risicata; ci siamo trovati a giocare qualche sfida con gli uomini contati, senza cambi, per via degli infortuni e delle squalifiche. Se non hai un settore giovanile alle spalle diventa tutto molto più difficile».
Il tecnico non scioglie i dubbi relativi al suo futuro. «Adesso mi godo questa vittoria, poi ci siederemo attorno ad un tavolo e parleremo con la società; se ci saranno i presupposti per andare avanti assieme, perchè no? Sarà importante però programmare al meglio la stagione; in Prima, lo ripeto, sarà dura. Questa squadra comunque farà bene, a prescindere da chi la guiderà».
Mastio chiude con le dediche di rito. «Devo ringraziare la società del Borore che mi ha cercato in un momento difficile, sappiamo bene quanto contino i risultati nel calcio, proprio per questo sono grato a Luciano Salaris e Valerio Tola per aver puntato su di me e aver riposto la loro fiducia per tutto l'arco della stagione. Ringrazio i ragazzi, perché sono stati molto bravi, dandomi una grossa mano d'aiuto. Ci tengo a sottolineare la professionalità di Porcu, 46 anni, Christian Tola e Giuseppe Zaru che passati i 40 anni, dall'alto della loro esperienza hanno aiutato in maniera decisiva questo gruppo, risultando fondamentali ogni qualvolta sono stati chiamati in causa. Sono i pilastri del gruppo e penso che si meritino di giocare in Prima. In ultimo, ci tengo a ringraziare la mia famiglia, che mi ha supportato e sopportato in tutto: con delle persone così diventa tutto più facile».

In questo articolo
Squadre:
Campionato:
Stagione:
2016/2017
Tags:
Seconda Categoria
Girone H

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