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«Voglio sei punti nelle prossime due sfide»

La corazzata Sestu corre verso il titolo, Cossa frena: «Manca ancora tanto, non possiamo permetterci cali di concentrazione»

Guarda le tre puntate di radioDiario.

LA PRIMA. Dopo aver incontrato Emiliano Melis. Nel video, fotoracconti della finale di Coppa Italia di Eccellenza Ghilarza-Taloro 2-0

LA SECONDA. Paolo Busanca selezionatore degli allievi della rappresentativa

- Nel video, focus sulla rappresentativa sarda, il comitato regionale sardo, l'eccellenza

LA TERZA. Maria Elena Dessì, il Presidente si racconta - Nel video, Tonara, Orrolese, Meana e Atzara

 

La corazzata Sestu corre verso il titolo, Cossa frena: «Manca ancora tanto, non possiamo permetterci cali di concentrazione»

Con il 3 a 1 rifilato in trasferta al Castiadas, il Sestu ha messo le mani sulla quattordicesima vittoria stagionale, piazzando un altro tassello importante nella sua folle corsa alla Prima Categoria. La corazzata di Andrea Cossa, che può vantare il miglior attacco e la miglior difesa in assoluto, sta mantenendo un ritmo incredibile, che mette a dura prova la resistenza delle dirette inseguitrici, con il Progetto Calcio Cagliari secondo in classifica staccato di ben 7 lunghezze. Un margine importante, che permette di guardare al futuro, non potrebbe essere il contrario, con un pieno di ottimismo e di entusiasmo: in questo momento, il carburante migliore per il motore di un progetto costruito nel minimo dettaglio, che rischia così di aggiudicarsi il titolo finale con largo anticipo. Il calendario ora prevede due sfide casalinghe da non fallire assolutamente, contro Ussana e Soleminis, prima del big-match, potrebbe già risultare decisivo, contro la forte Burcerese.

 
«Dovremo fare il massimo per strappare il bottino pieno, non possiamo mollare di una virgola, soprattutto in casa. Sarà importante arrivare al confronto con la Burcerese con il pieno di autostima, per affrontare al meglio una sfida difficilissima e probabilmente già decisiva. Eppure, siamo consapevoli che gli impegni si preparano uno alla volta». Se le cose dovessero andare male, comunque, niente drammi: «Non sarà un pareggio o una sconfitta a compromettere l'esito del campionato». Che il Sestu sta dominando con la personalità delle grandi squadre. «In realtà non ci aspettavamo di correre così tanto, anche se le premesse per fare bene c'erano tutte sin dall'inizio. Conoscevo l'ambiente, c'ero già stato, così come diversi giocatori che ho allenato anche in altre esperienze. La società ci ha regalato qualche innesto nel mercato di dicembre, rendendoci ancora più competitivi. Per il resto, essere bravi non basta, serve anche un pizzico di fortuna».


Il lavoro da fare comunque è ancora tanto. «Uno dei primi obbiettivi è quello di valorizzare i ragazzi locali, con elementi anche di grande qualità. L'unico problema, al momento, è che non riusciamo a coprire del tutto il settore giovanile; nella nostra scuola calcio ci sono tanti bambini, ma arriviamo al massimo agli Esordienti. Si tratta di un buco da colmare il prima possibile, sarebbe bello almeno. Ci vorranno diversi anni, è una situazione un tantino riduttiva per me, avrei voluto già lavorare in prospettiva».
Tornando al campionato, la classifica parla chiaro: Progetto Calcio staccato di sette lunghezze, Burcerese di otto, Santo Stefano addirittura di nove. «Tutte compagini all'altezza per poter disputare un campionato importante. Il Santo Stefano l'ho visto bene, ci hanno messo in grande difficoltà, bravi noi a raddrizzare la partita; nel finale avremmo addirittura potuto vincere, ma sarebbe stato un risultato immeritato. Il Progetto Calcio è una squadra quadrata, ha vinto tutti gli scontri con le squadre di media – bassa classifica; forse sono venuti a mancare negli scontri diretti, ma hanno grandi qualità, e arriveranno tranquillamente sino in fondo.
Anche della Burcerese ne parlano molto bene, purtroppo il match con loro è saltato per un'incomprensione sull'orario di inizio, un fatto che gli è costato quattro punti. Hanno il calendario migliore, con tutte le sfide dirette tra le mura amiche, dove vincono praticamente sempre: si tratta di un vantaggio non da poco».
La sensazione comunque è che il Sestu abbia il suo destino in mano: bisognerà soltanto evitare pericolosi cali di tensione come capitato a cavallo tra vecchio e nuovo anno. «Un problema atletico e mentale, probabilmente ci siamo adagiati sugli allori, dopo le nove vittorie di fila. Alcuni infortuni poi ci hanno portato ad abbassare l'intensità degli allenamenti per non rischiare ulteriormente».
Il gruppo è stato comunque in grado di venire fuori da quel mini ciclo negativo. «Riconosco di avere un buon organico rispetto alla media della categoria. E' chiaro che a fare la differenza sono comunque le motivazioni». Cossa sa bene come si vincono i campionati: nel recente passato ha conquistato la Promozione sulla panchina della Kosmoto, ma il tecnico preferisce smorzare gli entusiasmi. «Manca ancora tanto, ma la squadra mi sta dando ampie garanzie, soprattutto nelle situazioni più complicate; un aspetto su cui sto lavorando sin dai primi giorni».
In questo senso, la vittoria contro il Club San Paolo ha un sapore tutto particolare. «Vincevamo con tre gol di scarto, ma abbiamo compromesso il risultato, facendoci raggiungere; i ragazzi si stavano per far prendere dal nervosismo, venivamo dal pari contro il Santo Stefano e non potevamo permetterci un altro passo falso, fortunatamente le cose sono andate bene. Spesso, i tre punti arrivano anche con un solo gol di scarto, ed è una cosa che ci dobbiamo piantare in testa; in quell'occasione comunque abbiamo avuto la dimostrazione che le partite terminano soltanto al triplice fischio; serve concentrazione massima sino alla fine».

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2015/2016
Tags:
Sardegna
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