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Nuorese, chiuso l'accordo con la città, Artedino: "Si torna in Eccellenza"
I barbaricini di Coccone hanno sbaragliato tutti

Nuorese, chiuso l'accordo con la città, Artedino: "Si torna in Eccellenza"

Riscattare la gloria di una società storica. Questo ha portato la Nuorese a voler compiere, a tutti i costi, la grande impresa: volare in Eccellenza. Un regalo per i tifosi barbaricini, arrivato in anticipo. A quattro giornate, dalla fine del campionato. Quando la matematica, ha decretato la sentenza. Una stagione, in cui la capolista, imbattuta da 26 giornate, è stata l'assoluta dominatrice. Meritando, più di tutte, il salto di categoria. Nuoro è in festa. Ma la gioia non è solo di una città. Ma di tutta l'isola.

Perchè a compiere l'impresa, non è una squadra qualunque. Ma una che, da sempre, ha rappresentato una bandiera del calcio isolano. Una societa', che ha scritto le pagine piu' importanti, della storia calcistica sarda. Fondata nel 1930, la Nuorese, ha da subito, migliaia di sostenitori. Il il caso ha voluto, che a posare la prima pietra del "Frogheri" (ex Quadrivio) fosse un re: Vittorio Emanuele. Un segno del destino, che preannunciava la nascita di un "castello". Diventato, negli anni, una fortezza inaccessibile. Per la Nuorese, inizia una scalata verso i piu' alti livelli calcistici. Tantissimi i traguardi raggiunti. Numerosi i successi vissuti. La squadra barbaricina arriva, addirittura, a portare la bandiera dei quattro mori, nel calcio dei professionisti. Quando nel 2006 (ripetendosi dopo 21 anni), durante l'era del patron Goveani, la Nuorese arriva in C2. Guidata dal Virgilio Perra, che nell'anno successivo, sfiora la C1, nei play off. Numerosi, i campionni nazionali che hanno fatto l'esordio in questa societa'. Gianfranco Zola, Pietro Paolo Virdis, Gianluca Festa, Lulu Oliveira. O Allenatori di alti livelli, come Marco Osio (ex Torino e Parma), Renato Copparoni (ex Cagliari, Verona, Torino, Lazio). Un palcoscenico degno, di una societa' di tutto rispetto. Ma le cose cambiano. Inizia il periodo nero della Nuorese. E tutto, fa pensare che questa favola, non avra' un lieto fine. Nell'estate 2009, per dei problemi burocratici, la squadra verde-azzurra, viene ritirata dal campionato e quindi, dai professionisti. Trovandosi catapultata in una realta' che non gli appartiene: la promozione. Delusione e rabbia, per qualcosa che, ingiustamente, stava accadendo, fanno da padrone, in quel periodo. I fatti dimostreranno che la Nuorese viene punita eccessivamente. Accusata falsamente di fallimento. Quando alla società, viene solo revocato il titolo sportivo. Il danno all'immagine societario è enorme. La societa' si piega. Ma non si spezza. E quella fortezza che pur avendo iniziato a creparsi, dopo anni di gloria e scarifici, resiste e non crolla. 

La societa' si rialza. E visto che di favola si è parlato, anche in quella intitolata, "Nuorese", non poteva mancare il "paladino della giustizia". Michele Artedino, è colui che prende in mano le sorti della societa' barbaricina. Dopo le varie presidenze Goveani, Frogheri (figlio del noto bomber nuorese, a cui è dedicato lo stadio) e Cuccuru, inizia per la societa' Nuorese l'era del riscatto. Artedino, noto imprenditore, dotato di carisma e personalita', trascina tutti, con il suo entusiasmo. E' il primo a credere sin dall'inizio, che la squadra avrebbe fatto il salto di categoria. Il primo, e inizialmente l'unico. "Quando nell'incontro, di presentazione della squadra, dissi che avremo vinto il campionato - ci dice il patron - mi hanno preso per pazzo. Nessuno in quel momento, pensava fosse una cosa possibile". Il presidente non si è sbagliato. Vincere il campionato, è stato il suo obiettivo fin dall'inizio. E per uno, abituato nella vita di tutti i giorni a raggiungere degli obiettivi, non è stato difficile capire la strada da percorrere. Risana la situazione, e partendo dallo zero assoluto, arriva al massimo. Allestisce una vera e propria corazzata. Un esercito, costruito per vincere. Una rosa di trenta giocatori. "Tutti validi"- commenta Artedino- "Non ci sono seconde linee. Tutti ipotetici titolari". A guidare questo esercito un comandante di grande esperienza: Giovanni Coccone. Uno che di battaglie ne ha vinte tante. Che di campionati, ne ha conquistato. "Ma l'ultimo che vinci, è sempre il piu' bello"- dice sorridendo il mister- "Sono orgoglioso della squadra. Un gruppo davvero fantastico". E per Coccone, oltre alla soddisfazione generale, di questo successo. C'e' un'altra soddisfazione, un po' piu' personale. Quella di un mister, che all'inizio viene messo in discussione. Quando le cose non andavano benissimo. Ma che, alla fine riesce a portare i suoi ragazzi, al traguardo piu' ambito e difficile: il salto di categoria. Un esercito, senza seconde linee. Ma dove non mancano, quelli con qualche "grado" in piu'. Quelli che riescono comunque a fare la differenza. Ad essere considerati dei protagonisti. Uno di questi, è sicuramente Fabio Cocco. L' orgoglio della citta' barbaricina. Perche' Cocco, non è, semplicemente, uno dei piu' validi giocatori della Nuorese. Fabio CoccoO il capitano della squadra. Fabio è quel giocatore, che a Nuoro, ci è nato e cresciuto. Indossare la maglia verde-azzurra, per lui, ha un significato particolare. Rappresentare la sua squadra. Ma soprattutto la sua terra. E un significato diverso, lo ha, anche questa promozione. "Vincere un campionato, con la maglia del cuore, è un emozione indescrivibile - ci racconta, con orgoglio, il capitano -  sono stato il primo a firmare. Quando ancora, non si conoscevano gli obiettivi". Perche' per Fabio, era importante giocare nella sua squadra. A prescindere dalla meta da raggiungere. Essere considerato quasi un "idolo" dai tifosi, lo imbarazza, ma lo rende orgoglioso. "E' bello avvertire, la stima dei tifosi- prosegue Fabio - indossare la maglia della propria citta', è un stimolo in piu'. Per far bene e per non deludere". E lui ha tutt'altro che deluso. Svolgendo un campionato strepitoso. Contribuendo alla promozione, con un importante bottino: 13 reti. Dedica questi suoi successi alla famiglia, alla fidanzata, alla societa', ai tifosi e al fratello. Che vive lontano, ma che gli è stato vicino nei momenti di difficolta'. Ma Fabio ci tiene a precisare, che i meriti vadano a tutti. Al mister "Il vero traghettatore", capace di motivare la squadra in ogni partita. Al presidente "la grande sorpresa del campionato". Aveva promesso alla citta', che la Nuorese avrebbe vinto il campionato. Promessa mantenuta. Un pensiero ai compagni di squadra. A due, in particolare, come lui nuoresi. Pierpaolo Falchi e Marcello Pitta. Due giocatori di categorie superiori. Tanti i meriti del loro grande portiere, Daniele Corsi. Che dopo alcuni anni sfortunati, trova l'occasione per riscattarsi. Non minori quelli da attribuire al piu' anziano della squadra, Vincenzo Palumbo. 

Il capocannoniere, il bomber intramontabile. Altro indiscusso protagonista, è sicuramente, Nicola Ruggeri. Un nome, una garanzia. Uno il cui curriculum, e' fatto di tantissime promozioni. E non si tratta di un caso, se Ruggeri abbia raggiunto anche in questa stagione, il salto di categoria. Ma dell' assoluta, conferma che, l'abile centrocampista, sia un pezzo da novanta. Grande la gioia di questo ex Nuorese, che fa il suo rientro a Nuoro e vince. "Vincere è sempre bello - commenta Nicola - ma farlo con la Nuorese, ha un sapore diverso". Nicola ripensa al difficile inizio di campionato. "Siamo stati bravi, a trovare la giusta forza. E nel riuscire a creare un valido gruppo - continua il centrocampista - questo ci ha consentito di iniziare la cavalcata, verso la vetta". Un gruppo compatto. Un mix tra giovani e veterani, che trova il giusto equilibrio. Nicola ringrazia i compagni, i tifosi, il presidente. E un grazie speciale lo dedica al suo mister. "Prima che un allenatore, è stato un genitore- dice Nicola - ci ha protetto nei momenti difficili. E' bravo in tutto. Sempre disposto ad ascoltare, anche, i pareri dei giocatori piu' esperti". In questo clima di festa, la Nuorese e l'intera citta', si godono il glorioso momento. Con l'augurio, che questa non sia, solo, una festa di fine anno. Ma l'inaugurazione di una nuova era. Quella in cui la Nuorese, possa riprendersi tutto cio' che, ingiustamente, le e' stato tolto. E riscattare la gloria perduta. Sonia Farci

In questo articolo
Squadre:
Allenatori:
Campionato:
Stagione:
2012/2013
Tags:
Girone B