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Seconda categoria
"Di Santo e Mura possono fare la differenza"

Claudio Mascia, pilastro dell'Arbatax, presenta la sfida di domenica contro l'Osini: "Loro davanti schierano Alessandro Piras. Noi dovremo essere bravi a tenere il pallino del gioco e attaccare gli avversari"

Dati alla mano il girone B è tra i più equilibrati ed interessanti di tutta la seconda categoria: la lotta per la promozione è entusiasmante, con otto squadre raccolte in appena nove punti; stesso discorso vale per la zona retrocessione che attualmente coinvolge quattro formazioni.
Fra queste ultime troviamo l'F.C. Arbatax, che per il momento sta confermando tutte le aspettative riposte dalla società ad inizio campionato: il distacco dall'Ilbono penultimo in classifica, dopo l'importantissimo successo ottenuto in trasferta sul campo del Calcio Nuragus, è di cinque lunghezze.
DiarioSportivo ha avuto la possibilità di contattare Claudio Mascia, una delle pedine fondamentali nello scacchiere di mr. Tino Cantelmi, per analizzare il momento che la sua squadra sta attraversando e per capire meglio con che atteggiamento affronteranno questo entusiasmante finale di stagione.

 

Claudio, domenica scorsa avete battuto il Calcio Nuragus in rimonta, dopo essere andati sotto di due gol nel primo tempo. Cosa non ha funzionato secondo te?
«Probabilmente abbiamo accusato un po' di stanchezza data dal lungo viaggio; alcune trasferte sono difficili proprio per questo fattore: siamo costretti a partire prestissimo da casa e spesso non abbiamo la possibilità di rifocillarci prima della gara come magari capita ad altre squadre del nostro stesso girone.
Non è la prima volta che ci capita di soffrire i postumi del viaggio: nel primo tempo delle partite giocate lontano da casa ci capita di essere un po' molli, ma penso sia del tutto normale.
In più considera il fatto che domenica mancava Carlo Pinna: il suo contributo a centrocampo per noi è fondamentale e la sua assenza si è fatta sentire.»

 

Nella ripresa invece siete andati decisamente meglio: cosa vi ha detto mister Cantelmi negli spogliatoi? Cosa è cambiato secondo te tra primo e secondo tempo?
«Nell'intervallo ci siamo guardati in faccia e abbiamo cercato di risolvere gli aspetti che non funzionavano: non potevamo assolutamente perdere quella gara perchè la nostra situazione, in quel caso, si sarebbe complicata ulteriormente.
La vittoria per noi era fondamentale per uscire dal tunnel in cui eravamo finiti dopo due ko consectivi.
Fortunatamente nel secondo tempo è salito in cattedra Di Santo che con le sue giocate ha risolto gran parte dei nostri problemi e ha fatto la differenza: sapevamo fin dal suo arrivo che poteva darci una mano in questo senso e finalmente domenica ha mostrato a tutti di cosa è capace.»

 

Con il successo di domenica siete saliti a quota 23, a +5 dalla penultima in classifica. E' un vantaggio che vi lascia abbastanza tranquilli o per voi non è cambiato nulla? C'è il rischio da parte vostra di rilassarsi?
«Non siamo assolutamente rilassati e anzi non possiamo permetterci questo lusso; siamo consapevoli del fatto che sino ad ora non abbiamo mai ottenuto due vittorie di fila e dobbiamo migliorare proprio in questo aspetto se vogliamo salvarci.
Nel prossimo turno affrontiamo l'Osini: è uno scontro diretto che potrà darci maggiori indicazioni sulle nostre potenzialità e sulle nostre possibilità di salvarci; il campionato comunque è ancora molto lungo, io penso che si deciderà tutto nelle ultime tre giornate.»

 

Come hai anticipato tu, sabato affrontate in casa l'Osini. All'andata la partita terminò con il punteggio di 4 reti a 1 in favore dei vostri avversari.
C'è qualcosa di particolare secondo te che all'andata avete sbagliato e che non dovete assolutamente ripetere domenica?

«Quella dell'andata è stata una partita pesantemente condizionata dagli episodi.
Noi siamo partiti molto bene e siamo passati in vantaggio, poi siamo rimasti in 10 e abbiamo subito la rete del pareggio.
Il due a uno dell'Osini è stato segnato su calcio di rigore: un nostro difensore ha toccato la palla con la mano proprio sulla linea di porta e siamo stati costretti a giocare in doppia inferiorità numerica; da quel momento in poi gli avversari hanno giocato sul velluto.»

 

Pensi che un pareggio possa essere un buon risultato per voi?
«Considerando le partite difficili che disputeranno le altre squadre coinvolte assieme a noi nella lotta per non retrocedere, penso che un punto non sia assolutamente da buttare.
Noi ovviamente faremo del nostro meglio per centrare la vittoria ma un pareggio sarebbe un risultato positivo, soprattutto se si considera, e lo abbiamo visto negli anni scorsi, che si può guadagnare la salvezza anche con un'alta percentule di pareggi.»

 

Quale pensi sia l'arma più pericolosa dell'Osini?
«Davanti possono contare sul contributo di Alessandro Piras: è un calciatore molto forte e veloce, ho avuto modo di affrontarlo in diverse occasioni quando giocava a Gairo e nell'Ulassai e ci ha messo sempre in grossa difficoltà.»

 

Cosa dovrete fare secondo te per batterli?
«Dobbiamo entrare in campo con una grande determinazione e partire sin dai primi minuti con la dose necessaria di concentrazione, cercando di evitare cali e disattenzioni.
Dovremo essere bravi a tenere in mano il pallino del gioco: se lasciamo giocare l'avversario, aspettandolo nella nostra tre quarti campo, entriamo in tilt; la nostra squadra non può permettersi di fare una partita di contenimento, dobbiamo attaccare.»

 

Claudio, analizzando il vostro campionato, lo abbiamo per altro già anticipato prima, si intuisce che uno dei problemi più grandi che vi riguardano sia la discontinuità nei risultati.
Da cosa dipende secondo te?

«Secondo me dipende molto dal fatto che la nostra squadra, soprattutto in alcuni reparti, è composta da ragazzi molto giovani; l'inesperienza quindi ci porta spesso a interpretare male la partita soprattutto in alcuni momenti cruciali: in molte occasioni un pareggio sarebbe un risultato molto buono per noi ma non riusciamo appunto a difendere il risultato.
A volte ci comportiamo come se la vittoria fosse l'unico nostro obbiettivo e ci dimentichiamo che le sconfitte, quando sono molto numerose, sono determinanti; è ovvio che guadagnare un punto sia meglio che perderne tre.
In questo senso penso si possa crescere ancora molto.»

 

Quali sono i margini di miglioramento della tua squadra? Come pensi si possa migliorare?
«Io spero continui il buon momento di forma di Mario Di Santo, per noi è una pedina determinante.
Abbiamo poi recuperato Riccardo Mura: è un ragazzo che ha enormi potenzialità e che può fare la differenza, permettendoci un ulteriore salto di qualità.»

 

Toglimi una curiosità: c'è qualcosa che fa arrabbiare in maniera particolare il vostro allenatore?
«Il nostro mister ha tutte le ragioni del mondo per arrabbiarsi (ride); sicuramente pecchiamo ancora molto in fase di copertura, in fase difensiva possiamo decisamente fare meglio.
A volte abbiamo qualche problemino a livello tattico, fattore che spesso non ci permette di portare a casa il risultato che meriteremmo.»

 

Che voto daresti alla tua squadra?
«Se consideriamo il fatto che il gruppo è stato formato solamente due settimane prima dell'inizio del campionato, mi sento di dare un buon 6,5.
Sono abbastanza soddisfatto e penso che sia veramente molto difficile fare di più: dei ragazzi che facevano parte del gruppo storico siamo rimasti solamente in quattro, tutti gli altri elementi sono nuovi e alcuni di loro sono alla prima esperienza in prima squadra.»

 

Sei fiducioso per il proseguo del campionato? Cosa ti senti di dire ai vostri tifosi?
«Per quanto ci riguarda ce la mettermo tutta per centrare la salvezza; ai nostri tifosi chiedo di continuare a sostenerci e di essere ogni domenica sempre più numerosi.
Io son fiducioso e penso che questa squadra possa fare bene: se non lo pensassi non avrebbe senso affrontare tutte le battaglie che ci aspettano da qui alla fine del campionato»

In questo articolo
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2011/2012
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Girone B