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Marco Carboni, presidente, Monastir
«Io deriso a fine gara, provocano loro ma restano impuniti»

Monastir, Carboni contro l'inibizione di tre mesi: «Non agito pugni né minaccio gli arbitri, ho urlato la mia disapprovazione per i torti evidenti subiti col Bosa»

Tre mesi di inibizione perché "a fine gara correva con il pugno chiuso rivolto verso l'alto in segno di minaccia verso gli ufficiali di gara" e in seguito perché "tentava per una seconda volta di aggredire gli ufficiali di gara, ma che, comunque, riusciva a colpire con due pugni l'autovettura con la quale la terna si accingeva ad abbandonare l'impianto". Così recita il provvedimento del Giudice Sportivo nei confronti di Marco Carboni, presidente del Monastir, per l'acceso dopo gara della sfida di domenica scorsa persa in casa 2-1 contro il Bosa.

 

Mercoledì la squadra campidanese ha osservato il turno di riposo ma, nonostante siano passati alcuni giorni dall'uscita del comunicato, il numero uno del club biancoceleste fatica a sbollire la rabbia: «Perché non sono quella persona che appare dalla sentenza del Giudice Sportivo. Io ci metto la passione e l'anima e non sono l'imprenditore che vede il calcio come un suo giocattolino ma vivo dal lunedì alla domenica al campo. Insieme con altri dirigenti abbiamo creato una realtà cresciuta fino ad arrivare in Eccellenza, impensabile a Monastir fino a qualche anno fa. Forse a qualcuno dà fastidio questo?». Ed ammette: «È vero che a volte urlo ed esagero nel protestare ma non minaccio nessuno, né rincorro gli arbitri col pugno levato. Ho chiesto all'arbitro (Gianluca Natola della sezione di Alghero, ndr) rispetto per chi fa sacrifici e onestà nelle decisioni prese perché gli errori da lui commessi erano evidenti: un rigore netto non assegnatoci al 94' per un evidente tocco di mano, un rigore regalato agli avversari e per giunto al termine di un'azione nata da una palla persa sul fondo dal portiere del Bosa e un corner a noi non dato, infine un gol annullato a Tronu inspiegabilmente per un fuorigioco di un nostro giocatore rimasto a terra dopo un contatto col portiere. Tutto documentato dai video perché filmiamo ogni gara. Lo stesso commissario di campo ha cercato di tranquillizzarmi: "Faccia un bel respiro e si calmi, avete tutte le ragioni ad essere arrabbiati". Evidentemente qualcosa di grosso è stato combinato. Si badi bene che in casa abbiamo perso altre volte ma non abbiamo mangiato nessun arbitro, spesso la terna fa il terzo tempo con noi e gli avversari». Questa volta il dopo gara con gli arbitri non è stato a base di pizza, panini e birra: «Quello che non capisco è l'atteggiamento provocatorio dell'arbitro all'uscita dagli spogliatoi. Una volta salito sulla macchina mi ha riso in faccia e fatto un gestaccio dopo i danni che aveva combinato in campo. A noi chiedono la professionalità in un campionato dilettantistico e veniamo puniti da chi invece resta impunito. Ai designatori arbitrali ho chiesto più volte un confronto, invece, c'è il silenzio totale».

 

Il campionato entra nella fase cruciale e il Monastir, protagonista comunque di un'ottima stagione, ha 5 punti di vantaggio sul Tonara che affronterà domenica in uno scontro diretto di grande importanza: «Dovevamo essere fuori da tutti i giochi, invece siamo qui a soffrire fino alla fine e non per demeriti nostri. I torti arbitrali subiti nella gara col Bosa sono gli ultimi di una lunga serie, tutti documentati, avuti nelle gare con Muravera, Arbus, Ferrini, San Teodoro, Samassi. Mi ripetono da mesi che gli errori si compensano, siamo agli sgoccioli e i torti subiti sono molti di più». Il presidente ribadisce un concetto e annuncia la decisione presa: «Non sono un delinquente ma non tollero l'ingiustizia ed è per questo che ho consegnato le dimissioni al presidente del nostro Comitato federale, Gianni Cadoni. Se sono io un problema mi faccio da parte ma devo difendere la mia immagine e quella della società. Urlare il proprio disappunto è una cosa ma cercare di dare pugni è un'altra cosa». Infine l'auspicio per il finale di stagione: «Che la mia squadra possa giocare le gare regolarmente. Se gli avversari saranno più bravi e forti di noi faremo i complimenti, a partire dal Tonara». Coi barbaricini da qualche anno c'è una rivalità sportiva: «Ho fatto l'appello ai nostri tifosi di godersi la partita e di essere ospitali come sempre accade con le squadre avversarie».

In questo articolo
Campionato:
Stagione:
2018/2019
Tags:
31ª giornata