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Stefano Boi, presidente, Muravera
Boi e Aresu: «Incapacità arbitrali, si falsa il finale di stagione»

Il Muravera vince ed è triste: «Atteggiamento persecutorio su squadra e allenatore, si sta toccando il fondo»

Il messaggio è forte e chiaro. Sul campo il Muravera ha vinto 3-2 a Ghilarza, rimane in testa alla classifica e punta decisamente alla serie D. Fuori dal campo, invece, dice basta ad un atteggiamento persecutorio nei confronti dei propri tesserati e del suo tecnico Francesco Loi da parte di chi, durante le gare, prende le decisioni affinché debba essere assicurato il rispetto delle regole. Il presidente Stefano Boi (nella foto al centro) torna sulla gara di domenica in casa dei guilcerini: «Una partita tranquilla trasformata in un incubo. Sia chiaro che col Ghilarza non abbiamo niente e non c'è stato niente di particolare ma la gara, che stavamo conducendo sul 3-0, è stata cambiata dagli assistenti, non tanto coi rigori dati contro sui quali si può essere sempre discordi nel pensarla ma nelle altre decisioni prese. Fuorigiochi sistematici ogni volta che oltrepassavamo la metà campo, due giocatori espulsi. Lepore prende il primo cartellino giallo per aver chiesto all'arbitro di fischiare il fallo avendo preso due calcioni in rapida sequenza; il secondo è un rosso diretto nei confronti di Satta, su richiamo dell'assistente, per aver spinto l'avversario che aveva appena dato un pestone al nostro portiere. Infine il nostro tecnico, nel recupero, viene allontanato anche se parla sottovoce. Non voglio pensare alla malafede ma non credevo nemmeno si arrivasse ad essere così scarsi sbagliando sistematicamente in ogni decisione presa. Non se ne può più, sta diventando tutto più pesante, la squadra lo avverte ed è nervosa perché si sente presa di mira. La società fa enormi sacrifici che rischiano di essere vanificati o lo sono del tutto se pensiamo anche alla finale di Coppa Italia con un rigore sacrosanto, e provato dalle immagini, ma trasformato in simulazione con tanto di ammonizione a Nurchi. Siamo in un punto del campionato in cui ogni vittoria vale sei punti e alla vigilia dello scontro diretto a Sorso avremo due sicure squalifiche e diversi infortunati. Abbiamo creato una rosa ampia pensando agli infortuni muscolari ma non agli "infortuni" di chi deve prendere le decisioni in modo imparziale. Non so da cosa nasca tutto questo ma diciamo basta».

 

L'ex presidente Aresu. Sugli spalti del Walter Frau, insieme con un centinaio di sostenitori gialloblù, c'era anche Giampaolo Aresu, l'ex presidente dello storica promozione in serie D e della successiva salvezza (nella foto, il terzo da sinistra), tornato al fianco della giovane società con l'arrivo in panchina di Francesco Loi. Proprio a Ghilarza visse 4 anni fa la felicità estrema per la vittoria del campionato di Eccellenza. «Nei miei 5 anni di presidenza non mi era mai capitato di vedere un atteggiamento così persecutorio da parte dei due guardalinee con il primo assistente pronto a marcare stretto Francesco Loi in ogni suo movimento al punto da essere allontanato dopo che ha ricevuto insulti dalla tribuna per tutta la gara. C'è un eccesso di protagonismo unito all'incapacità di svolgere il proprio compito di assistente con la volontà di sostituirsi all'arbitro come è capitato per l'espulsione di Satta, entrando in campo mentre si stava riprendendo il gioco. A fine partita l'osservatore arbitrale dice che ci lamentiamo troppo: ma dobbiamo sempre subire?». Poi chiarisce il nocciolo del questione e affonda il pensiero: «Non si parla di malafede ma di incapacità, si rischia di falsare il finale di campionato. Un atteggiamento così persecutorio non l'ho mai visto neanche in serie D, quando facemmo un campionato senza mai ricevere un rigore a favore. Il tutto alla vigilia della gara col Sorso in cui avremo due giocatori squalificati (Lepore e Satta, ndr) e quattro con le costole lesionate (Vignati, Floris, Gutierrez e Bruno, ndr). Questo, per me, non è più calcio e capisco benissimo il nostro allenatore quando dice che c'è un problema con la classe arbitrale: appena apre bocca viene buttato fuori, ha preso un mese di squalifica al pari di chi compie atti violenti. A Ghilarza abbiamo vinto ma sembrava un lutto per più di 100 persone, deluse e umiliate dagli assistenti. Inutile fare sacrifici se poi sei sempre preso di mira. In ogni campo veniamo insultati, ci gridano che abbiamo speso una barca di soldi ma noi prendiamo gli impegni e li rispettiamo tutti. Vogliamo tornare in serie D, abbiamo un tecnico ambizioso e serio, la società è giovane e non siamo certo truffaldini del calcio ma persone serie e, come tali, vogliamo essere trattati. Se poi non si vogliono vedere in Eccellenza certi giocatori vuol dire che manderemo in campo la Juniores, così facciamo contenti la Figc, il designatore Cabboi di Nuoro e gli arbitri prendono buoni voti per salire di categoria. Un tifoso del Ghilarza, a fine partita, ha detto: "Dovete cercarvi i santi in paradiso, è lampante che ce l'abbiano con voi". Se è davvero così ce ne staremo a casa, risparmiando tempo e denaro».

In questo articolo
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2018/2019
Tags:
24ª giornata